Sono banche, non monasteri francescani…

stavo discutendo riguardo all’ultimo scandalo legato a banca del veneto e mi hanno segnalato questa trascrizione di report. L’ho letta e ho capito molte cose, soprattutto le motivazioni del piagnisteo italiota.
Infatti l’italiano medio, quello che si crede pico de paperis, quando grazie alla sua competenza ed alla sua furbizia finisce a perderci, letteralmente il culo, attacca una sequenza infinita di piagnistei.

E ciò in virtù del teorema di Uriel(1) sul piagnisteo, dimostra insindacabilmente le sue colpe.

Nota: grassetti miei, i nomi delle persone che non sono giornalisti o persone pubbliche son stati cancellati

“SALTIMBANCHE”
(…)
UOMO
C’è stata una vigilanza assolutamente carente e quindi qualcuno ne dovrà
rispondere.
GIOVANNA BOURSIER
Ma voi come siete diventati azionisti?
XXX – AZIONISTA BANCA POPOLARE DI VICENZA
Allora, noi siamo diventati azionisti perché ci hanno venduto queste azioni
come un investimento sicurissimo. Perché la Banca Popolare di Vicenza non è
una banca quotata in borsa, quindi con le speculazioni dei mercati finanziari ci
dicevano “metti, compra le azioni della nostra banca che è una banca solida è
una banca del territorio”.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Negli ultimi 20 anni il valore delle azioni arriva a superare 10 volte quello di
UniCredit. Nel 2014 vale 62 euro e 50. Poi nel 2015 arriva l’ispezione della BCE
e l’azione scende a 48 euro. E chi vuole vendere non può, perché l’azione è
bloccata.
XXX – AZIONISTA BANCA POPOLARE DI VICENZA
Ci hanno raccontato una marea di frottole. Ti mostro anche dei documenti che
ci mandava la banca! Questo è un documento datato 14 luglio 2014. Certifica il
valore dell’azione di 62 euro e 50, documento firmato da Samuele Sorato,
Direttore Generale della Banca Popolare di Vicenza. Sei mesi dopo il titolo
perdeva il 23% e si rendeva un titolo illiquido, cioè noi non abbiamo la
possibilità di prendere i nostri risparmi!

Capita se si acquistano azioni. Purtroppo verba volant scripta manent, quello che fa fede è quanto è stato scritto e firmato. Potrebbero anche aver giurato sulla testa dei figli e su tutti i tentacolo del grande cthulu ma son solo parole al vento. Cosa c’è di scritto? è quello che fa fede.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Sono 117mila i risparmiatori che restano a guardare azioni che continuano a
scendere. Imprenditori, operai, pensionati e persino gli impiegati della banca.
GIOVANNA BOURSIER
Sua mamma è azionista di Banca Popolare di Vicenza?
ELISABETTA GXXX
Sì, sì perché era una cosa, avere come oro, era una cosa che potevi vendere in
qualsiasi momento, dicevano loro! Adesso che è invalida ha bisogno di pagare
le rette della casa di riposo e adesso che ci servono i soldi non ce li danno, e li
perderemo anche tutti.

Notate: “dicevano loro”, non “nel contratto c’era scritto che avrebbero fatto rava e fava” ma loro invece hanno fatto zingo e zango. “dicevano loro”.

ELIA BXXX – AZIONISTA BANCA POPOLARE DI VICENZA
Io nel 2014 la Banca Popolare di Vicenza mi ha lusingato e rassicurato sulle
azioni della Popolare di Vicenza che io non ho mai preso in vita mia! Io non
sono mai stato socio, non ho mai investito soldi in borsa, non ho mai giocato
con niente. La mia risposta è stata: posso anche farlo se mi garantite che non
c’è una minima percentuale di rischio e questo me l’hanno garantito al 1000
per 1000.

Me l’hanno garantito; sarei curioso di sapere come. Parole o qualcosa di scritto? Purtroppo solo parole. Da notare una cosa comunque: investire significa rischiare e, nel rischio come nel gioco d’azzardo a vincita teorica maggiore corrisponde una maggiore probabilità di perdere tutto. Questo dovrebbe essere un concetto base che ti dovrebbero inculcare alle scuole medie. Certezza al 1000 per 1000 non esiste, mai.

GIOVANNA BOURSIER
Quanto ci ha investito?
ELIA BXXX – AZIONISTA BANCA POPOLARE DI VICENZA
65mila miei e 65mila mia moglie.
GIOVANNA BOURSIER
Spero non fosse tutto quello che avevate risparmiato…
ELIA BORGO – AZIONISTA BANCA POPOLARE DI VICENZA
Sì, una vita di lavoro.
GIOVANNA BOURSIER
Ma lei ha dei contratti di questo?
ELIA BXXX – AZIONISTA BANCA POPOLARE DI VICENZA
Mi han messo là un pacco di carte e io non ho letto neanche una, nella fiducia
che avevo, della persona che avevo davanti, non ne ho letto neanche una, e ho
firmato.

Ripeto nel caso sia sfuggito:

Mi han messo là un pacco di carte e io non ho letto neanche una, nella fiducia
che avevo, della persona che avevo davanti, non ne ho letto neanche una, e ho
firmato.

Il firmare alla cieca fidandosi è un comportamento dissennato; siccome non si parla di bruscolini, 130K euro, perché non spendere anche 300 euro e sentire una campana diversa da quella della banca, ovvero contattare un contabile o un commercialista e chiedergli, pagandolo, un parere su tale prodotto e sui rischi ad esso legati? Quello è stato un comportamento platealmente idiota. Se acquisti un auto usata, e non sei un meccanico, bevi come acqua fresca quello che dice il venditore o vai con il tuo meccanico di fiducia a controllarla? Ecco.

GIOVANNA BOURSIER
Prima di firmare bisognerebbe leggere?
ELIA BXXX – AZIONISTA BANCA POPOLARE DI VICENZA
Purtroppo sì. Adesso ho capito.

Adesso, il solito senno del poi.

GIOVANNA BOURSIER
E ci sono cose inesatte? Scusi: conosce i titoli di stato, Bot, Ctz, Btp e
eccettera?
ELIA BXXX – AZIONISTA BANCA POPOLARE DI VICENZA
No.
GIOVANNA BOURSIER
Però c’è scritto sì. Conosce i certificati di deposito?
ELIA BXXX – AZIONISTA BANCA POPOLARE DI VICENZA
No.
GIOVANNA BOURSIER
Qui c’è scritto sì.
ELIA BXXX – AZIONISTA BANCA POPOLARE DI VICENZA
Non ho neanche la terza media.
GIOVANNA BOURSIER
Mai più? Eh?
ELIA BXXX – AZIONISTA BANCA POPOLARE DI VICENZA
Mai più proprio. Ma neanche più banca.

Ecco il piangisteo. Mi chiedo come mai si parli tanto di banche avide e assassine e poi la gente sia convinta che siano posti ove si fa del bene alle persone e si fa tanta, ma tanta carità. Sono banche, non monasteri francescani.

Certo, ci son le colpe della consob che non ha vigilato e della banca che ha cercato di truffare i clienti, e quello è compito della magistratura perseguire gli eventuali reati. Però i danni della propria imprudenza li paga chi è stato imprudente. Ecco spiegata in poche parole la prudenza: comportarsi in maniera da evitare di perderci il proprio di culo.

(1) la vittima si riconosce dal pianto mentre il colpevole si riconosce dal piagnisteo.
[Uriel Fanelli]

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