classificare i morti nelle tragedie

Come al solito le tragedie attirano molti sciacalli; sciacalli che cinicamente sfruttano la tragedia per portare acqua al loro mulino. Comportamento che io trovo alquanto ipocrita e decisamente ributtante. Una delle cose che mi aveva disgustato della tragedia del Bataclan è stato il comportamento di molti che prima accusavano di ipocrisia chi mostrava sgomento per le vittime o solidarietà a loro tirando fuori la solita storiella dei morti in Libia, Siria etc. etc. e chiedendosi perché i morti erano speciali, poi, molto coerentemente, ha impestato i forum con tanti “ricordi” della vittima italiana. Prima accusi di fare morti di serie A e di serie B, poi scegli un morto, che non aveva nulla di differente rispetto a tutti gli altri morti nella tragedia, e ne fai un morto da champions league. Coerente non c’è che dire.

Idem per la strage di orlando; in italia si sta sottolineando che le vittime sono omosessuali e si sta frignando di nuovo che si vuole la legge contro l’omofobia.

Ivan Scalfarotto, sottosegretario alle riforme, nell’esprimere solidarietà ha invitato a “riprendere in mano la legge contro l’omofobia e la transfobia”

Pessimo comportamento; prima di tutto le vittime della strage son persone e 80 persone barbaramente uccise sono una tragedia senza ombra di dubbio. E’ grave che siano state uccise perché ritenute dall’assassino peccatori contro natura(1), questo è vero. Ma il fatto che siano stati attaccati perché omosessuali non rende meno o più grave la tragedia; si dovrebbe finire di classificare la gravità di una tragedia sulla base dei gusti sessuali della vittima o di quello che ha in mezzo alle gambe, vedi le lagne sul femminicidio. Brutalmente: se al Bataclan invece di un concerto heavy metal ci fosse stata una pubblica lettura della fenomenologia dello spirito di Hegel sarebbe cambiato qualcosa nella tragedia e nella sua gravità?

Come avviene per il femminicidio il dire che “donne e uomini sono uguali” e “puniamo il  femminicidio sempre con l’ergastolo” son due affermazioni fra di loro in palese contraddizione.

Ecco perché sinceramente trovo disgusto per chi cerca di arruolare i morti sotto le sue bandiere e strumentalizzare la tragedia per miseri interessi di bottega.  Senza considerare che, anche se il decreto scalfatotto fosse stato approvato, a cosa sarebbe servita per prevenire la tragedia? A nulla. Siamo seri, evitiamo l’errore di approvare leggi sull’onda emotiva del momento, leggi che spesso si son rivelate essere poi solenni porcherie giuridiche. Come se dopo Charles Hebdo si fosse proposta una legge contro la satirofobia. Il che vuol dire che a qualche decerebrato basterebbe dichiarare di fare satira, e trovare quattro decerebrati più decerebrati di lui pronti a ridere, per poter dichiarare qualsiasi cosa. XXX al rogo, ma è satira. YYY è lo schifo dell’umanità, ma è satira. No, la risposta corretta alla tragedia di CH non è la satirofobia ma far capire alla gente che se si sente lesa, in qualsiasi senso, nei propri diritti ha il diritto e il dovere di chiedere ad un giudice, terzo, di giudicare. Non la giustizia fai da te. Questa è civiltà.

Concludendo, rispetto per le vittime in quanto persone e non in quanto LGBTQIXYZABC.

(1) C’è da dire che molti comportamenti occidentali son considerati peccati contro natura, il fatto che una donna possa avere storie con diversi uomini, il bere alcoolici, la libertà di cambiare religione o di essere atei. Tanti comportamenti che da alcune parti del mondo son considerati blasfemi e contro natura. Non so quanti afficionados continuerebbero ad esserlo se venissero costretti, realmente, a rispettare tutte le regole e tutte le norme religiose.

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5 pensieri su “classificare i morti nelle tragedie

  1. Sono d’accordo sul fatto che le vittime siano persone, di qualunque sesso o tendenza sessuale o politica o religiosa. Sta di fatto però che alcuni bersagli vengono scelti proprio perché rappresentano più di altri la nostra civiltà “depravata”, secondo questi fanatici furiosi; e forse dovremmo rimuovere per primi noi le barriere che ad una parte non piccola fanno dire “eh, però se la sono un pò cercata”. Un lavoro culturale enorme, senz’altro; ma io qualche pena più severa la metterei. Nel momento in cui è diventato uno sport ammazzare le donne o sfregiarle con l’acido, secondo me più durezza ci vuole. Se uccidi una persona perché è gay, e quindi per odio alla sua natura sessuale, io un’aggravante ce la vedo…

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    • esiste già l’aggravante per motivi abietti, credo basti quella senza dover stare a discriminare se la strage è stata fatta perché erano X invece che Y. Mettere una aggravante specifica per l’omofobia invece lo vedo, paradossalmente, discriminante perché dimostri, con i fatti, che fra i motivi abietti ci son motivi più o meno abietti, oltre a far credere che certe persone siano dei teneri panda che per la loro protezione abbisognano di leggi ad hoc. E questo può diventare anche un boomberang, perché apre le porte al ragionamento farlocco: se hanno bisogno di leggi speciali per essere protetti vuol dire che hanno bisogno di più protezione rispetto alle persone normali, sono più fragili. Esattamente il contrario di quello che si sarebbe voluto ottenere.

      Idem per il femminicidio. Tizio che getta acido in faccia a Caia dovrebbe avere la stessa gravità di Mevia che getta acido in faccia, per lo stesso motivo di Tizio, a Sempronio. Altrimenti cosa stai dicendo? che le donne, in quanto donne, abbisognano di leggi speciali per proteggerle, che uccidere una donna è più grave che uccidere un uomo. Ma questo è la negazione di uguaglianza. Uguaglianza è quando: a parità di motivazione e di gesto la condanna è la stessa indipendentemente da cosa hanno fra le gambe vittima e carnefice.

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      • Non è mia intenzione fare una classifica dei motivi abietti; ma quando “certi” motivi abietti diventano moda, secondo me vanno stroncati. Se ci si riesce con le leggi normali bene, ma non mi sembra sia così: allora non vedo scandalo nell’adottare misure di salute pubblica, educative e rieducative.

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        • quello che a me lascia perplesso è che invece di chiedersi come mai le leggi hanno fallito; le aggressioni sono reato, idem le minacce, le persecuzioni, si pensa a creare nuove leggi speciali. Se le leggi ordinarie non hanno funzionato perché dovrebbero farlo invece le speciali? Non sarebbe forse meglio migliorare le leggi ordinarie?

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          • Si, questo è vero. Se funzionassero bene quelle che ci sono non ci sarebbe bisogno di inventarne altre, sono d’accordo. E dubito in effetti che anche altre funzionerebbero… ho sempre in mente quel padrone che ha dato fuoco al suo operaio e dopo 10 anni è in giro; o adesso Parolisi, 20 anni (soli!) confermati in Cassazione, e se va bene ne farà 15. In effetti dovremmo concentrarci di più sulla certezza della pena, piuttosto che sul cercare tutti i cavilli e giustificazioni per i delinquenti. Bisogna eliminare un bel pò di avvocati.

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