l’ipocrisia dell’onu

L’onu nasce nel 1948 sulle ceneri della inutile “società delle nazioni”, nata alla fine del primo conflitto mondiale. Inutile in quanto lo scopo della società delle nazioni era di evitare ulteriori conflitti. Beh la seconda guerra mondiale certifica il suo fiasco. L’onu nasce come foglia di fico per evitare che i vincitori della II guerra mondiale debbano suonarsele direttamente ma possano avere un comodo paravento per trattare in un ambiente riservato ed evitare di essere costretti a metter mano alle armi nucleari.

L’ipocrisia l’ha fatta nascere e ha sempre sparso ipocrisia a piene mani. Basti pensare alla porcata della doppia dichiarazione dei diritti umani: la dichiarazione dei diritti dell’uomo e la dichiarazione islamica dei diritti dell’uomo.

Adesso un articolo del fatto rivela quello che da tanto tempo si sapeva: l’onu non è un ente moralmente superiore ma la solita, ipocrita, organizzazione che lancia i suoi grandi proclami quando è sicura di non avere conseguenze, mentre se si protesta “veementemente” ingrana all’istante la retromarcia.

fonte: il fatto quotidiano
L’Onu s’inchina all’Arabia: i bimbi uccisi in Yemen non sono vittime delle bombe saudite

In oltre 70 anni una cosa del genere alle Nazioni Unite non si era ancora vista. Il 2 giugno viene pubblicato il rapporto annuale di Leila Zerrougui, rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite su bambini e conflitti armati. (…)

Qui si può leggere che dal marzo dello scorso anno la coalizione militare a guida saudita che ha colpito senza sosta lo Yemen – chissà se anche con bombe italiane – è stata responsabile del 60 per cento delle 510 morti e dei 667 ferimenti di bambini. Nei quattro giorni successivi, l’Arabia Saudita mette in campo tutte le sue pressioni politiche. La notte tra il 6 e il 7 giugno la lista subisce una modifica. D’improvviso, l’Arabia Saudita scompare dal report.

Un deferente inchino. Una riga cancellata dopo la pubblicazione di un rapporto ufficiale, la rappresentante speciale umiliata, la credibilità delle Nazioni Unite ancora una volta compromessa (qui, il precedente inchino all’Arabia Saudita). La “pezza” è imbarazzante: la cancellazione dell’Arabia Saudita e della sua coalizione dalla lista sarebbe “temporanea”, in attesa che le stesse Nazioni Unite e l’Arabia Saudita rivedano congiuntamente le conclusioni del rapporto.

Nel frattempo però i diplomatici sauditi all’Onu non perdono tempo a esaltare quella che definiscono una “irreversibile” vittoria morale.

Dei crimini di guerra commessi dalla coalizione a guida saudita anche ai danni dei bambini abbiamo scritto più volte in questo blog: dagli attacchi aerei contro le scuole, le abitazioni e le infrastrutture civili fino all’uso delle bombe a grappolo, armi fuorilegge vietate a livello internazionale. Grazie a questo precedente, da adesso in avanti i rischi che bambini vengano uccisi nei conflitti e che i responsabili rimangano impuniti aumenteranno.

Se il nome di un paese comparirà nella lista, basterà farsi spiegare dall’Arabia Saudita come ha fatto a farlo cancellare.

Sarei curioso di sentire il parere di tante anime belle che tirano fuori ogni tre per due l’onu come “mandante morale” delle loro accuse.

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2 pensieri su “l’ipocrisia dell’onu

  1. Prima o poi il petrolio finirà… e non sarebbe la prima volta che quelli che erano alleati fedeli diventano feroci dittatori. All’Arabia converrebbe tenersi buona l’Onu, perchè quando toccherà a loro (e prima o poi toccherà) non gliene potrà fregare di meno a nessuno…

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