L’errore di trasformare il “Mein Kampf” nel Necronomicon

Polemiche perché il giornale ha deciso di regalare il “mein kampf” e polemiche, imho basate sul nulla, anzi paradossalmente che avantaggiano i pseudonazistoidi. Ritengo sia sbagliato trasformare il “mein kampf” in una sorta di necronomicon. Il nazismo, piaccia o meno, è stato un fenomeno storico complesso la cui comprensione, delle cause che l’hanno generato, non può prescindere dall’esame dei documenti storici del periodo e il mein kampf è uno di quelli.

Il trasformare la storia in un fumettone; leggerla come: buoni buonissimi che sono buoni perché sono i buoni che lottano contro i cattivi cattivissimi che sono cattivi “per esigenza di copione”, è il modo migliore per ripeterne gli errori. Il pensare che hitler sia stato un anticristo piovuto non si capisce come dal cielo per trasformare l’europa in un inferno è un ottimo modo per non riconoscere, da subito, le cause che hanno portato alla follia nazista. Una su tutte: la sensazione di inefficacia dello  stato e dei suoi apparati. Dove lo stato latita inizia la giustizia “fai da te” e poi arrivano i signori della guerra e magari, come capitato in germania, qualcuno diventa abbastanza grosso da conquistare lo stato.

Un’altra cosa: dimostrare di avere paura, terrore del nazismo è il modo migliore perché il nazismo diventi il faro di tanti decelebrati e bulletti che adorano stare dalla parte del più forte. Io mi chiedo come mai sia, giustamente, considerato falso che basti toccare un testo “gender” o vedere un gay pride per diventare gay mentre è giusto credere che se uno tocca il mein kampf diventa all’istante un ufficiale delle SS. No; dimostrare di avere fobia del nazismo non è il modo migliore di agire. Chiariamo: è giusto condannarlo, è giusto studiarlo per evitare di ripetere gli errori che hanno portato il nazismo a svilupparsi, però è sbagliato averne una fobia irrazionale. Fobia irrazionale che poi porta a comportamenti controproducenti come la “demonizzazione ad oltranza” o a leggi liberticide come quella sul negazionismo. Cure che, spesso, finiscono a far peggio della malattia.

Concludo segnalando un articolo de “il giornale” riguardo alle motivazioni sul donare “il libro maledetto”.

l primo titolo in edicola sarà Hitler e il Terzo Reich. Ascesa e trionfo. In omaggio con il primo volume, sarà distribuito il testo originale di Mein Kampf di Adolf Hiter, nell’edizione critica a cura del professor Francesco Perfetti. Pubblichiamo uno stralcio dell’introduzione.

***

Proprio come antidoto alle tossine ideologiche presenti in quell’opera appare, oggi, utile, se non addirittura necessaria, una lettura meditata e non solo come documento storico del Mein Kampf e di altri testi del dittatore tedesco, a cominciare dai suoi prolissi discorsi politici fino ai monologhi delle Conversazioni di Hitler a tavola 1941-1942 pubblicati a cura dello stenografo Henry Picker e ai colloqui contenuti in Hitler mi ha detto di Hermann Rauschning, un conservatore prussiano che era stato per qualche tempo un seguace del nazionalsocialismo prima di emigrare, nel 1936, negli Stati Uniti dove avrebbe scritto una delle prime e più illuminanti analisi del nazionalsocialismo intitolata La rivoluzione del nichilismo.

Solo una lettura sistematica effettuata con spirito critico può operare da contravveleno nei confronti di una costruzione teorica demagogica e tuttora pericolosa e, al tempo stesso, può consentire una spiegazione storica degli avvenimenti drammatici che hanno insanguinato l’ultimo scorcio della prima metà del secolo decimonono.(…)

 

 

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Un pensiero su “L’errore di trasformare il “Mein Kampf” nel Necronomicon

  1. Relegare la storia nel mito, vietando di studiarlo è sicuramente il modo migliore per rendere ciò che si vuole giustamente eliminare qualcosa di invece irresistibile e romantico.
    Bisogna cercare di capire cosa è stato il nazismo e perché sia stato. Cosa ha spinto interi popoli ad abbracciare quella corrente politica? Quale era, soprattutto, la dialettica dell’epoca?

    Mi piace

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