E’ giusto pagare due euro per farsi installare una app? Sì.

Stavo leggendo la vicenda di Selvaggia Lucarelli e di Mediaworld.

Questo il messaggio della lucarelli su FB

A MediaWorld hanno deciso di fare cassa coi vecchietti. Io ora se mia mamma mi chiede di installarle whatsapp le chiedo 10 euro.

foto di Selvaggia Lucarelli.

Che dire? trovo l’accusa della lucarelli gratuita e infamante. Piaccia o no il tempo è denaro e, un addetto che sta dietro al vostro cellulare per configurarvelo, non sta servendo un cliente che vorrebbe magari supporto per comprare qualcosa, e che magari, infastidito dall’attesa, alla fine esce senza comprare niente.

Che mediaworld sia grande o piccola, se vuole rimanere a galla deve fare utili non beneficenza. D’altronde anche la lucarelli va a gratis a fare l’opinionista nelle varie trasmissioni di gossip? Credo di no.

Lavorando da informatico mi è capitato, come a moltissimi altri colleghi, di ricevere chiamate per risistemare computer, stampanti e qualsiasi altro dispositivo elettronico. E spesso, i pseudoamici, quelli che si ricordano solo quando servi, pretendevano che gli risistemassi i pasticci che loro avevano fatto, magari perdendoci tutta una sera, salvo poi pretendere il servizio gratis perché: è facile, lo sai fare.
Ci siamo passati quasi tutti e, alla fine si diventa cinici e bastardi, anche perché io dell’informatica ci vivevo. I discorsi erano di questo tipo; i pensieri tra parentesi.

Shevathas: Sì, pronto?

PseudoAmico: Ciao, come stai, il mio computer è incasinato non riesco più a navigare in internet cos’ha?

S: (e chi sono, mago Ciro?) Non ne ho idea.

PA: Ma puoi fare qualcosa?

S: (vuoi vedere che ha dimenticato di attaccare qualcosa.) hai controllato i cavi, il modem funziona, le luci sono accese?.

PA: eh ma io non ci capisco nulla, non è che puoi passare a dare un’occhiata

S: (due coglioni, ho altro da fare che rimettere a posto, a gratis, PC incriccati) sto lavorando, non posso.

PA: ma è un lavoro da cinque minuti

S: (sì, non capisci nulla però sai che son 5 minuti…) son 50 sacchi di chiamata e poi vediamo quanto ci impiego. Se mi porti il PC a casa ti faccio pagare solo l’intervento

PA: per un lavoro di cinque minuti facile e veloce?

S: ma se è un lavoro di cinque minuti facile e veloce perché non te lo fai da solo?

PA: Tanalla(1). Click!

Vivere a scrocco è bello, e fare i generosi con i soldi degli altri fa tanto, ma tanto, fico. Peccato che la realtà sia diversa. Lavorando come libero professionista ti rendi conto che i “clienti” con il braccino cortissimo che pretendono e non pagano è meglio perderli da subito che tenerli.
I più rompiballe era la gente pretende da te lo stesso servizio che riceveva da meganipote, supercuggino o ipercognato.

Queste figure mitologiche, conosciutissime da chi lavora nell’informatica, sono ultraesperti con 37 master in informatica al MIT e al CALTEC, che ti chiedi come mai Google, Oracle o Microsoft non abbiano fatto la lotta nel fango per assumerli, capaci di risolvere qualsiasi problema in cinque minuti, fare portali web immensi, contenuti e grafica compresa, in mezza giornata, e lo facevano gratis, anzi a momenti pagavano per l’onore di risistemare un PC incasinato.

Al secondo caso, la risposta era solo una: ma perché allora non ti rivolgi a loro?

Una cosa che alcuni scrocconi viziati non capiscono è che l’amicizia è una cosa ma i rapporti professionali sono altro, se vuoi una consulenza professionale la paghi, altrimenti la ricevi come e quando, e soprattutto, se piace a me.
Se vai al ristorante e paghi per l’aragosta hai tutti i diritti del mondo di incazzarti se non ti portano l’aragosta, se vieni a pranzo da me è maleducato offenderti se non ti servo l’aragosta che desideri. Ciò che si paga si può e si deve pretendere(2), i regali invece sono insindacabili.

Concludendo, se la lucarelli ha tanto a cuore i vecchietti che non sanno installarsi what’s app perché non apre lei una onlus dove volontari, o dipendenti da lei pagati, forniranno gratuitamente l’assistenza richiesta?

Temo che la stella di selvaggia si stia appannando e quindi stia cercando di trollare a più non posso per rimanere sulla cresta dell’onda. Vedo un isola degli ex famosi all’orizzonte.

PS segnalo anche questo commento che condivido a pieno

fonte: https://www.linkedin.com/pulse/non-capisco-lo-scandalo-generato-da-questa-foto-chi-rudy-bandiera

Selvaggia Lucarelli è entrata a un Mediaworld, ha fatto la foto al cartellone che vedete in copertina e più in basso, e poi ha commentato come segue:

A MediaWorld hanno deciso di fare cassa coi vecchietti. Io ora se mia mamma mi chiede di installarle whatsapp le chiedo 10 euro.

Lei è furba, provocatrice. La sua frase è controversa e può essere interpretata in mille modi diversi: come una battuta, come una critica, con sarcasmo.
In effetti a mia nonna non chiedo i soldi per sistemare il telefono perchè è mia nonna ma a tutti quelli che si sono incazzati dicendo a MW cose tipo “sciacalli” oppure “rubate i soldi ai più deboli” io chiedo: voi lavorate gratis?

5 euro per la prima accensione vi sembrano davvero così tanti? Se si allora non l’avete fatta a molte persone: l’ultima volta che ne ho fatta una io a qualcuno, questo qualcuno non sapeva la password, ha dovuto fare 16 telefonate, provare con 5 password diverse, non sapeva cosa voleva e via dicendo.

Il tempo è un valore, non è sciacallaggio, è lavoro. Se qualcuno ti trasferisce la rubrica ti sta facendo un servizio. Se non ti va bene pagarlo chiama tuo nipote, fallo da solo o chiama la nonna della Lucarelli che ormai credo sappia fare.

(1) Tirchio in vernacolo Cagliaritano.

(2) Che poi è il motivo per il quale le aziende preferiscono stringere contratti con altre aziende che appoggiarsi a volontari come i LUG. Se io pago un contratto di assistenza 7/24, e chiamo il 14 di agosto alle 23:00, pretendo che qualcuno mi risponda e mi fornisca il servizio che pago. Se invece mi appoggio a volontari non posso pretendere che vengano immediatamente a levarmi le castagne dal fuoco.

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9 pensieri su “E’ giusto pagare due euro per farsi installare una app? Sì.

      • In questo caso il problema potrebbe essere che tutti credono di avere le nozioni basilari informatiche e semplicemente chiedono a chi ne sa di piú perché si credono pigri: nessuno si preoccupa se qualche professionista offre riparazioni di termostati o caldaie, perché è qualcosa di tangibilmente tecnico, con l’informatica è piú difficile vedere la tangibilità direttamente.

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  1. Quando ho traslocato, un po’ più di un anno fa, mi era perfettamente chiaro che non sarei stata in grado di affrontare l’impresa da sola. Poi c’era anche il problema di dover guidare per 550 chilometri senza potermi permettere di fermarmi, perché sarei partita contemporaneamente ai camion e quelli al loro arrivo dovevano trovarmi qui, e dopo l’incidente dell’anno prima, oltre ai numerosi problemi fisici avevo anche ancora notevoli problemi neurologici. Ho un amico che, essendosi ridotto il suo lavoro, accetta qualunque tipo di lavori e lavoretti per rimpolpare le finanze, tanto più che da studente per mantenersi ha fatto letteralmente di tutto, dall’idraulico-elettricista-pittore eccetera d’emergenza all’uomo di servizio e altro. Quando gli ho proposto di assistermi nel trasloco e poi guidare la mia macchina fino a destinazione, gli ho detto subito: sia ben chiaro, non voglio interferenze fra i nostri rapporti, tu lavori da me come lavoreresti da chiunque altro e io ti pago quello che pagherei a chiunque altro.
    L’unico da cui mi sono fatta assistere gratis è stato un mio scolaro, un genio dell’informatica. Era stato lui a insistere per farmi installare skype (di cui fino a quel momento avevo ignorato l’esistenza), in modo da poter vedere quando ero connessa (all’epoca non c’erano smartphone o altro, e si era connessi solo quando si era davanti al pc) e contattarmi all’una di notte per chiedermi “scusi, mi sono dimenticato di scriverlo: quanti castighi devo fare per domani?”. Mi ha risolto diversi problemi ma da casa sua, entrandomi nel sistema e gestendolo da lì, sempre roba di pochi minuti, e senza perdite di tempo supplementari per lo spostamento. Un’unica volta che un problema sembrava non potersi risolvere in quel modo, gli ho proposto di venire da me precisando che lo avrei pagato (all’epoca era già uscito dalla scuola, e quindi non c’era rischio di conflitto di interessi).
    Di chiedere tempo e lavoro gratis non mi verrebbe davvero in mente; il massimo a cui posso arrivare è di dire a qualcuno che è già a casa mia per altri motivi “senti, dal momento che sei qui, non potresti provare a dare un’occhiata…” Ma se poi risulta qualcosa che non si risolve in due minuti, dico lascia stare, chiamerò un tecnico. A me sembra logico, ma evidentemente non è un’opinione universalmente condivisa.

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