ma la logica uccide il pensiero creativo?

Questo è un messaggio che è arrivato in risposta ad un mio messaggio su disqus in una discussione sui test a scuola. (grassetti miei)

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/11/insegnanti-cari-allievi-anche-il-vostro-maestro-e-un-dop/2624527/#comment-2620398784

Cioè vorresti abolire l’unico spazio creativo (il tema di italiano, appunto) per far subentrare sempre e solo dei test (già abbondantemente presenti in altre materie)?
A parte che mi pare una follia, mi chiedo e ti chiedo: come si possono fare dei test che valutino la creatività e la capacità di scrivere di un alunno? Questa forma mentis (abominevole) che deriva dal nuovo primato indiscusso delle discipline scientifiche vedo che è arrivata a investire ogni grado della scuola. Uccidere il pensiero creativo in favore della logica (che è importantissima, ma che è solo mezza faccia della medaglia): questa è la strada di contrapposizione e di rivalsa intrapresa (che produrrà effetti nefasti proprio come a suo tempo ne ha prodotti l’aver mortificato il pensiero logico)
In ogni caso si parla di test preparati da esseri umani (esseri fallaci), quindi test fallaci per definizione (non è che stiamo parlando di quanto faccia 2+2).

L’indottrinamento omologatorio di cui parla il blogger è poi un altro segno dei tempi (“il pensiero scientifico” e il dominio dell’uomo-macchina sulla società in quanto ingranaggio obbediente del sistema). Tutto questo in funzione di una società di automi che riescano a pensare anche a soluzioni più che innovative all’interno del sistema, ma che non osino mai metterne in discussione i principi.

Il messaggio offre spunti di discussione abbastanza interessanti; il primo è, a mio avviso, il più importante: la logica può uccidere il pensiero creativo(1)?  La domanda in realtà è senza senso; la logica non è altro che un sistema per strutturare il pensiero e riconoscere i pensieri fallaci ed errati. Ergo permette di dare un senso ai messaggi scritti ed ai ragionamenti, quello che distingue un ragionamento corretto da un ragionamento sconclusionato e fallace è proprio la logica. Quindi la logica non uccide la creatività, anzi permette ad essa di manifestarsi. Tutte le grandi opere creative hanno una loro coerenza interna data proprio dalla logica, intesa come principi (identità, non contraddizione) e regole di base per il ragionamento. La creatività può essere definita come il trovare “nuovi modi” di veicolare messaggi. Ma senza logica non hai  messaggio. Si potrebbe fare un parallelo con le regole della grammatica e della sintassi; chiunque sostenesse che le regole della grammatica e della sintassi uccidono la creatività verrebbe preso per folle (oltre a prendersi un 3 inappellabile in italiano). Certo autori capaci le conoscono e le “infrangono” magari per enfatizzare o per colpire il lettore, come ad esempio capita con le opere dei futuristi oppure “io speriamo che me la cavo”, ma la differenza fra chi conosce e deliberatamente viola e chi invece viola perché non conosce rimane abbastanza evidente, e l’evidenza è data, guardacaso, dalla logica sottostante all’opera. Conclusione: che la logica uccida la creatività è una stupidaggine colossale.

Il secondo punto è un giochetto dialettico che spesso viene usato a scuola: siccome il test non è un sistema perfettissimo, direi quasi matematico, per valutare le competenze degli studenti allora è da rigettare come fallace. Ragionamento che si smonta con due obiezioni: la prima è chiedere se esista tale sistema, perfettissimo, per valutare gli studenti; se i test son fallaci perché preparati da esseri umani, quindi fallaci, a maggior ragione qualunque sistema di valutazione che sia stato svolto o predisposto da esseri umani (esseri fallaci) è fallace per definizione. Quindi anche il tema corretto poi da docenti. Eppure, quando le valutazioni dei docenti (esseri umani e quindi fallaci) vengono messe in discussione stranamente si alzano da parte dei medesimi (che ricordiamo essere esseri umani e quindi fallaci) alte grida di dolore.

L’ultimo punto è forse il più politico: la logica, il rigore (sensato) servono solo a sfornare automi incapaci di mettere in discussione i principi delle discipline cui si son formati. Qui si potrebbe fare l’esempio di Max Plank o di Kurt Godel riguardo ai fondamenti, mandati gambe all’aria, delle rispettive discipline fisica e matematica. Plank distrusse il continuo dello spazio e dell’energia  fondamento della fisica newtoniana. Godel invece demolì l’idea della completezza dei sistemi logici formali. Nella storia delle due discipline, furono autentici terremoti. Quello che impedisce di mettere in discussione i principi non è la logica, intesa anche come pensiero critico, ma l’irreggimentamento, il non dover pensare.  E quello più che nei test l’avevo visto nei temi, e nei compiti, dove dovevi fare quello che il docente pensava altrimenti erano votacci. Sì, mi è capitato anche in compiti universitari di matematica; l’uso di tecniche risolutive, corrette ma non previste dal docente, era causa di nullità dell’esercizio.  Testuali parole del docente: “sì, è un modo corretto di risolvere il problema però così facendo si evita l’impiego delle matrici e io volevo vedere se riuscivate ad usare il calcolo matriciale. Per questo questo modo risolutivo non l’ho considerato valido”.

(1) Da notare che talvolta il termine “creativo” ha una accezione negativa; ciò avviene quando viene usato proprio come contrario di “canonico” o “corretto”: finanzia creativa, calcoli strutturali creativi…

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2 pensieri su “ma la logica uccide il pensiero creativo?

    • La questione è semplice: la logica consente di rivelare, in alcuni casi molto facilmente, le stronzate solenni. (Hegel era un fesso, è bene ricordarlo) logico che a chi campa di stronzate non vada molto giù.
      In realtà la contrapposizione logica-fantasia non esiste.

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