il ritorno del partito degli onesti

A volte ritornano, uno dei motivi ricorrenti della politica italiana è che arriva un esterno, “dalla parte giusta (cit.)” e tira fuori il “partito degli onesti” per scalzare una classe politica corrotta e rendere finalmente l’italia il paradiso idilliaco che merita, e secondariamente mostrare i giudici “onesti” come paladini dei cittadini. Logicamente i paladini sono al di sopra della legge e incontestabili, qualunque porcata facciano, visto che contestarli significa sostenere i disonesti(1). E puntualmente finisce tutto in tuffi nel letame. Il primo a fondare il “partito degli onesti” è stato Di Pietro con la sua Italia dei Valori, partito che, a parte le simpatie dei magistrati, aveva come zoccolo duro i forcaioli convinti che lo scopo della politica fosse la jhiad senza se e senza ma contro il cavaliere oscuro.

Una riflessione margine: cosa ha fatto di memorabile di pietro da tramandare ai posteri. A parte aver portato, per primo, razzi e scilipoti in parlamento? Assolutamente nulla, esisteva solo perché esisteva berlusconi e lui era fra i puri più puri che lottavano contro il cavaliere. Finito, politicamente, berlusconi, di pietro è finito nel dimenticatoio.

Il partito degli onesti poi ha cercato di reincarnarsi nel movimento di Ingroia. Ma il movimento, sempre guidato da un magistrato d’assalto che usa la legge come maglio politico, è stato superato da un movimento di onesti più onesti.

Ora quel movimento di onesti-onestissimi(2), che tolse tanti voti a Ingroia,  come il PD dei tempi d’oro, sta ricevendo il velato sostegno della magistratura in attesa che, con il vero referendum, non quello sulle trivelle, si valuti la reale forza politica di renzi e quanto possa incidere il bubbone “giustizia”, simmetrico al bubbone “politica”.

La magistratura oramai si è sputtanata troppo, un avviso di garanzia oramai genera solo spallucce: “siamo alle solite” e a furia di bruciarsi sponde politiche i magistrati son finiti a correre dietro a demagoghi e populisti da quattro soldi (e cinque stelle). La magistratura ha bisogno urgente di coperture politiche e sta cercando di crearsele sposando il partito degli onesti forcaioli, oltre a mettere nel piatto della bilancia i suoi strumenti di lotta politica: le intercettazioni ad usum sputtanandum, le inchieste ad orologeria, l’uso degli avvisi di garanzia per far fuori gli avversari scomodi.

Perché fare ciò? perché per la magistratura l’essere stata usata come argine e arma antiberlusconiana, di fatto era l’unica opposizione capace, bastone e regista occulto di una sinistra devastata dalle proprie contraddizioni interne, gli ha permesso di andare molto oltre le righe e di avere una sostanziale “impunità” per le porcherie fatte. porcherie che spesso facevano più danni di Berlusconi, sinceramente chi investirebbe seriamente in un paese ove un giudice scrive in una sentenza “nonostante evidenze scientifiche di funzionamento, che si somministri la cura”?
Dove indagini, e alcune sentenze di primo grado vengono pronunciate solo per accontentare la pancia del bobolo che chiede qualcuno da mandare al rogo, in perfetto stile linciaggio popolare medievale? Si veda ad esempio l’indegno balletto su stamina oppure il processo agli scienziati per il terremoto dell’aquila. Dove si difendersenza se e senza ma la costituzione il lunedì mattina e il mercoledì sera farne carne di porco, vedi proprio le intercettazioni pubblicate a iosa? Dove si fa credere alla gggente “onesta” che si può derogare alla costituzione in nome di un non precisato “bene superiore”?

Io posso capire che uno, ignorante e imbecille, ci creda che alla costituzione si può derogare in nome di un non meglio precisato bene superiore, non lo accetto da un magistrato che, di diritto, dovrebbe intendersene più di un esperto di diritto di youtube.

Adesso la partita è chiara: la magistratura sta tentando, disperatamente, di lottare contro renzi per evitare che metta mano all’altro bubbone; già la norma, voluta dalla comunità europea, per la responsabilità civile del giudice è stata contestata. E per far ciò sta cercando di tirar fuori tutto l’armamentario usato contro berlusconi. Adesso si vedrà quanto “appeal” fornisce al partito degli onesti e quanti voti spostano con avvisi di garanzia e indagini. Se la risposta è: “pochi”, stavolta son schiaffoni.

Renzi non mi piace molto ma fra l’illuminismo corrotto e la santa inquisizione parimenti corrotta, da liberale preferisco il primo.

(1) Qualunque boiata facesse la magistratura, le polemiche venivano sopite immediatamente a colpi di: “state delegittimando e quindi sostenendo berlusconi”. E molti sarebbero arrivati anche a chiudersi i testicoli in un cassetto pur di dimostrare di non essere “pro berlusco”.

(2) In realtà più che onesti direi incensurati. Un onesto non è una persona che non ha mai rubato, che è stato corrotto o che ha cercato di usare la politica per “mangiarci”. Un onesto  è una persona che avendo avuto la possibilità di rubare, di essere corrotta o di usare la politica per “mangiarci”, non l’ha fatto.  E’ logico e scontato che non ha mai “mangiato” con la politica chi non ha mai avuto la possibilità di farlo. Un santo non è uno senza peccato ma è uno che, pur essendo stato tentato, è riuscito a non peccare.

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