Sollecito commentatore, ecchissene…

Raffaele Sollecito verrà chiamato a commentare casi di cronaca nera per una trasmissione mediaset. E come al solito si scatenano le polemiche.

Due questioni: la prima è che il signor Sollecito essendo stato assolto, è un libero cittadino e, pertanto, può fare tutto quello che gli pare come qualunque altro libero cittadino, dal commentatore di cronaca nera alla velina, senza che nessuno possa o debba metterci il becco. Non ha alcuna limitazione alla sua libertà se non quelle comuni a tutti i cittadini. Ragionamenti del tipo: è stato inquisito per avere ucciso quindi non può, non stanno ne in cielo e neppure in terra. Per me son da classificare come deliri di giustizialisti da strapazzo o da sfigati che sfruttano la notizia per avere un poco di visibilità magari piazzando qualche polemica gratuita. Come capitato in certi giornali che trattano di fatti quotidiani nei loro “magazine” associati. Se  è squallido chiamare solo per stuzzicare la morbosità, il polemizzare solo per sfruttare di riflesso tale morbosità lo trovo doppiamente squallido.

La seconda invece riguarda proprio il motivo per cui è stato scelto: il persistere di una attenzione morbosa verso certi fatti di cronaca, come quello che lo ha coinvolto. Questa attenzione morbosa genera “odiens” e porta la gente a guardare la sua trasmissione; trasmissione che verrà guardata perché c’è lui che commenta. Il fatto che tratti di cronaca nera è marginale, serve solo a spingere di più la morbosità; le polemiche e i commenti che si sentono ci sarebbero stati anche se la trasmissione fosse stata una televendita di pentole.

Purtroppo i processi non terminano, come già visto nel caso Scattone, con la sentenza, l’eventuale condanna e la sua espiazione, ma devono continuare all’infinito, ancor di più se il verdetto ultimo del tribunale è diverso dal verdetto del tribunale del bobolo. Popolo che, pur avendo informazioni parziali e una visione facilmente manipolabile, pretende di sostituirsi ai giudici e, cosa peggiore, anela a solenni porcate in nome di una farlocca moralità superiore.

Un ultima cosa: se Tizio è colpevole, oltre ogni ragionevole dubbio, e però viene assolto allora o da parte degli inquirenti o da parte dei giudici ci deve essere sicuramente stata scarsa professionalità o malafede. Ma in tal caso sarebbe coerente chiedere, oltre alla condanna di Tizio da parte del tribunale del popolo, quarto grado di giudizio posteriore alla corte di cassazione, anche che vengano presi provvedimenti verso chi, con la sua scarsa professionalità o malafede, ha cagionato tale assoluzione. Eppure di quest’ultima richiesta, anche nei più sfegatati gazzettini dei forcaioli, non c’è traccia.

PS

il modo migliore per boicottare la trasmissione sarebbe non guardarla e non parlarne. Polemizzare è solo tanta pubblicità gratuita.

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3 pensieri su “Sollecito commentatore, ecchissene…

  1. Ironico che chi “esalta” la giustizia stia sempre a criticarne i risultati: la giustizia è realmente giusta se crudele come si aspetta il popolo, altrimenti non e giustizia, ovviamente.

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  2. IMHO il fatto di essere finito nel tritacarne giudiziario/mediatico/giornalettico ne fa un ottimo commentatore, nel senso che SA di cosa si parla, perché l’ha provato sulla sua pelle. Al momento non abbiamo nulla di paragonabile fra gli opinionisti “un tanto al chilo” che certa TV continua a propinare (a chi la guarda).

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  3. […] Ho sempre detto che la giustizia di pancia, quella dove le sentenze non son pronunciate sulla base delle norme ma sulla base dei volubili voleri del bobolo, è una giustizia che a me fa paura. Fa paura perché non la vedo come giustizia ma come linciaggio vendetta contro chi si è deciso essere colpevole. Purtroppo in italia ci son molti che vedono i giudici non come le persone che devono giudicare torti e ragioni ma come i giustizieri vendicatori che devono punire i malvagerrimi. Come capitato ad esempio nei casi di Scattone o di Sollecito. […]

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