Magistratura ascientifica

Fra i commenti a questo articolo del fatto quotidiano:

Inchiesta petrolio, Noe acquisisce migliaia di cartelle cliniche per verificare tumori

Dopo aver portato alla luce sistema “illecito” di smaltimento di rifiuti delle attività estrattive in Val d’Agri, ora una parte delle attività degli inquirenti si concentra su quanto e come la lunga serie di reati contestati agli arrestati possa aver fatto male alla salute dell’ambiente e delle persone

è comparsa una perla di Tony Zucchini

Ok non e’ ancora giornalismo ascientifico ma come nel caso della
Xylella, questa “indagine” e’ propedeutica al giornalismo ascientifico
ed e’ sicuramente funzionale ad una narrazione sensazionalista-ansiogena
che suggeristica in maniera semplicistica indebite correllazioni.

Ma il Noe e la magistratura con migliaia di cartelle cliniche pescate a
casaccio dagli ospedali si trasformeranno nella succursale lucana della
IARC ?

Forse troveranno che ANCHE in Basilicata si puo’ morire di tumore ?

Impiegheranno anni a fare epidemiologia oncologica prendendo dati a casaccio ?

Ma non bastava chiedere al registro dei tumori della Basilicata ?

Che senso ha prendere cartelle cliniche a casaccio senza alcun criterio
di classificazione epidemiologico e che in ogni caso gia’ esiste e che
se vuoi ripartire da zero ci vogliono anni ed un team di professionisti
che li analizzi ?

Sperano che un perito di parte avvalli i loro
teoremi per scatenare il solito polverone mediatico-giudiziario che si
risolve in appello od in Cassazione con un nulla di fatto ?

Non sarebbe il caso di aprire la pagina:

“Magistratura ascientifica” ?

Che mostra impietosamente il modus operandi scientifico di certa magistratura: raccogliere dati a casaccio sperando poi di trovare un qualche perito, magari un sociologo o un omeopata, che con la sua perizia confermi le tesi degli inquirenti, per quanto bislacche queste possano essere.

Come ha scritto Tony nel messaggio, non ha senso acquisire tale mole di dati se non si ha dietro una struttura capace di analizzarli, valutarli ed eliminare il rumore statistico. Struttura che poi è già esistente e si chiama registro dei tumori. Delle due una: o il registro tumori della Basilicata è colluso e collabora all’insabbiamento, ma allora mi aspetto venga chiamato come correo, oppure gli inquirenti non sanno che pesci pigliare e sparano a casaccio sperando di beccare qualcosa che giustifichi l’inchiesta. Il solito vizio italiano della giustizia “pesca a strascico”. Cioè come ha scritto:

Sperano che un perito di parte avvalli i loro
teoremi per scatenare il solito polverone mediatico-giudiziario che si
risolve in appello od in Cassazione con un nulla di fatto ?

Purtroppo precedenti di pseudoscienza usata per sostenere sentenze traballanti e, giustamente, cassate e ribaltate nei successivi gradi di giudizio, ne esistono e non pochi. E ciò, che la sentenza, insieme alle perizie, venisse sconfessata e ribaltata non ha mai portato, a memoria, a qualche conseguenza disciplinare o altro nei confronti dei periti e dei magistrati. E questo è un grave segno di giustizia malata che, invece di cercare torti e ragioni, viene usata come grimaldello politico per stuzzicare la pancia del bobolo; roba però da medioevo e santa inquisizione che da moderno stato liberale.

 

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