OGGI SI PARLA DI TRIVELLE

In realtà ci sarebbe anche il motore a gatto imburrato ma, purtroppo, implica lo sfruttamento di poveri animali…

ilblogdibarbara

UNA DOMANDA AI NO-TRIV

NO ALLE CENTRALI ATOMICHE, NO A QUELLE A CARBONE, NO AL GAS DI PUTIN, NO ALLO SHALE OIL, NO ALLE PALE EOLICHE, NO AGLI INCENERITORI, NO ALLE PETROLIERE, ORA NO ANCHE AL GAS ESTRATTO DAL NOSTRO MARE; MA ALLORA NO ANCHE ALLE NOSTRE CASE RISCALDATE D’INVERNO E AD AUTO, TRENI, AEREI E PRODUZIONE INDUSTRIALE? 

Editoriale telegrafico per la Nwsl n. 384, 21 marzo 2016 – In argomento v. anche il mio editoriale telegrafico del 6 agosto 2014, La somma dei “no”

No alle centrali a carbone, perché sono troppo inquinanti; no alle centrali atomiche perché c’è il rischio di fughe radioattive; no alla produzione di energia eolica, perché torri e pale deturpano il paesaggio; no a petrolieri e petroliere, perché i primi sono tutti farabutti e le seconde ogni tanto fanno naufragio devastando mare e coste; no allo shale oil (petrolio estratto da scisti), perché…

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2 pensieri su “OGGI SI PARLA DI TRIVELLE

  1. Oggi sono stato testimone di una discussione che farrebbe ridere solo ad ascoltarla. Un mio amico, favorevole alle trivelle, disse che preferiva una piattaforma in alto mare che avere i paesaggi deturpati da centinaia di pale eoliche. Interviene un altro che invece è ambientalista e li risponde: “Beh, te le dovrai tenere perchè poi il petrolio finirà”.

    Quindi oggi ho imparato che:

    a) Trivellare in alto mare è brutto perchè rischia di inquinare ma una colata di cemento armato di pale eoliche sui verdi prati color smeraldo dove giocano i bambini sono un ahinoi un male necessario;
    b) Che siccome il petrolio è destinato a finire dovremo metterci pale eoliche e pannelli solari per il territorio come se fossero case popolari. Peccato però che lo stesso concetto si sarebbe potuto usare con l’energia nucleare negli anni ’80. Eh sì, perchè anche il petrolio si diceva già in quegli anni che sarebbe finito e quindi mettersi una centrale atomica, ahinoi, sarebbe stato un male necessario.

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    • Qualunque sistema “industriale” per la produzione di energia impatta sul paesaggio e per avere l’energia da esso prodotta bisogna accettare tale impatto. la scelta, cosa che molti non capiscono, non è fra il male ed il bene ma fra un male maggiore ed un male minore. E la scelta è guidata dalle situazioni del momento e dalle previsioni di sviluppo. Questa è la realtà.

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