I sistemi automatici e le tette su facebook

AlphaGo è un software sviluppato per simulare un giocatore di Go, un gioco simile agli scacchi ma con un numero di potenziali partite molto più elevato rispetto a quello già elevatissimo degli scacchi, per intenderci si parla di 2, seguito da centosettanta zeri di possibili configurazioni.
AlphaGo è stato il primo software capace di battere un maestro umano di Go.
https://it.wikipedia.org/wiki/AlphaGo

Ogni tanto si apre una piccola polemica perché su Facebook è stata censurata questa o quella foto oppure il profilo di tizio è stato segato, apparentemente senza motivo. La risposta non è il solito “gombloddo” ma semplicemente la “stupidità” dei sistemi automatici di controllo. Per un banale motivo di volumi di traffico(1), per facebook non è possibile avere sistemi manuali di moderazione, ovvero sistemi ove una persona umana guarda l’immagine e decide se sia ammissibile o meno.
La gran parte della moderazione è affidata a sistemi automatici, sistemi automatici che non hanno le capacità e la sofisticazione di AlphaGo quindi funzionano in maniera abbastanza rozza e diretta. Ad esempio sono incapaci di distinguere fra un seno messo in mostra da una donna che allatta e un seno mostrato dalla solita “amica di ammore” per raccattare gonzi.  Se il sistema automatico nota un capezzolo fa cadere automaticamente la mannaia, sia che si tratti di una foto degna di youporn, sia che si tratti di una foto artistica come quella Anastasia Chernyavsky; il software vede solo “una donna nuda” non riesce ad interpretare la foto. Non c’è alcun intervento umano diretto e, da tecnico, capisco che sviluppare un software di riconoscimento di immagini in modalità “ultrabacchettona” è molto più facile e veloce che svilupparne uno capace di distinguere fra una donna che allatta e una che invece fa esibizionismo.

Un altro sistema che usano i social è un sistema di censura semiautomatica dove un sistema automatico (spesso chiamato ‘bot’ da robot) censura al verificarsi di certe condizioni come potrebbe essere un certo numero di segnalazioni “genuine(2)”. Questo permette di intervenire rapidamente nel caso qualche utente posti immagini offensive/razziste/oscene etc. etc. ed è stato fatto anche allo scopo di evitare il più possibile rogne. Il difetto di tale sistema è che mettendosi in accordo in gruppo e segnalando in massa qualsiasi immagine questa verrà messa automaticamente in moderazione, anche se è un’immagine relativamente innocente. Ecco spiegato quanto è avvenuto a Luca Bizzarri.

Quello che a me stupisce non è che su FB vengano fatti giochetti simili, analoghi ad esempio al google bombing, quanto che molta gente non capisca come funzioni e sia convinta invece che ci sia un tizio che controlla immagine per immagine e mette i bollini allo stesso modo della commissione censura dei film. Non è così, dietro ci son solo stupidi bot e qualche supervisore che interviene quando il patatrac fatto dal bot diventa piuttosto grosso, altrimenti, FB si fida ciecamente del bot. Sì, può capitare qualche falso positivo (foto immagine che viene classificata come inadatta pur non essendolo) ma più che indagare i falsi positivi preferisce tollerarne un certo numero in cambio dell’economicità e del funzionamento abbastanza efficace del sistema automatico di moderazione. FB ragiona di numeri e di volumi e non tiene particolarmente al profilo di scosciandra.

(1) fonte: https://www.wolframalpha.com/input/?i=daily+visitor+of+facebook.com

Input interpretation:
facebook.com | daily visitors

Result:
510 million visits/day (visits per day) (based on Alexa estimates, as of 30/03/2016)

Unit conversions:
5903 visits/s (visits per second)

354167 visits/min (visits per minute)

(2) Generalmente eliminano le segnalazioni se provengono tutte da uno stesso indirizzo internet oppure le considerano duplicazioni e tengono conto solo della prima

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3 pensieri su “I sistemi automatici e le tette su facebook

  1. Il problema di tanti è che, sempre per la storia del volume di traffico, questo famoso supervisore interviene sul patatrac solo se è davvero un patatrac, del tipo rompere il cazzo al cavagliere nero. Gli altri si tengono foto cancellate e ban.
    Ma sono loro stessi il loro problema, in parte, proprio perché se non fossero su Facebook non ci sarebbe il problema di per sè (se hai un tuo hosting e un tuo sito, le limitazioni sono molto meno draconiane).

    Mi piace

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