Creare razzismo how to.

Stavo leggendo questa “non notizia” del fatto quotidiano

Attentati Bruxelles, mima un mitragliatore in una scuola di Cremona: sospeso uno studente delle medie

Sanzionato un ragazzo marocchino che nel corridoio dell’istituto ha inneggiato agli eventi in Belgio. Un episodio analogo era avvenuto dopo i fatti di Parigi, a novembre. Alta l’attenzione della Digos: il giovane è parente di una persona indagata 15 anni fa in un’inchiesta antiterrorismo

Sospeso perché ha inneggiato agli attentati di Bruxelles. E’ la punizione inflitta ad un ragazzo marocchino di seconda media che frequenta una scuola di Cremona. Il giovane, durante le ore di lezione, secondo quanto hanno raccontato i suoi compagni di classe, è uscito dall’aula, e nel corridoio ha appallottolato un grande quaderno e ha mimato un mitragliatore, come a sparare. (…)

Secondo quanto si apprende il ragazzo aveva tenuto un atteggiamento simile in occasione degli attentati di Parigi del 13 novembre. In quel caso lo studente fu sanzionato solo con un richiamo, anche se i genitori furono convocati dal preside. Sulla vicenda resta alta l’attenzione della Digos di Cremona anche perché il giovane è il nipote di uno degli indagati in un’inchiesta del 2002 sul rischio attentati di matrice terroristica al duomo.

Perché lo considero un pessimo articolo? perché invece di presentare gli eventi per quello che sono: la sospensione di un alunno indisciplinato recidivo, fa vittimismo. Se uno studente esce, senza autorizzazione, dalla classe durante le ore di lezione per fare una chiassata, viola il regolamento e, generalmente, vengono presi provvedimenti disciplinari. Ciò vale per tutti gli studenti siano essi italiani o immigrati. Il gesto compiuto invece non conta, al posto del mitra poteva esultare per la vittoria del canicattì calcio o per la luna piena e la situazione non sarebbe cambiata per niente. Il comportamento errato, ribadisco, è stato l’uscire dalla classe. E la sospensione penso sia scattata giustamente a causa delle reiterazione del comportamento.

Fin qui nulla di particolare rispetto a quanto ho visto, da docente e da studente, nelle scuole; uno studente indisciplinato e recidivo viene sospeso, notizia utile ed interessante come il sapere che Lapalice prima di morire era vivo.  Perché allora farci un articolo di giornale, che senso ha far sapere che lo studente era immigrato, di chi era parente? La risposta che mi do è “click baiting”, il voler attrarre click e traffico sfruttando ancora l’onda emotiva degli attentati in belgio.

Ma questo è pericoloso; pericoloso perché, funzionando come una lente distorcente, può far apparire lo studente come un discriminato oppure mostrare una società che fa il muso cattivo contro i “boveri immigrati”. Pericoloso perché, per evitare polemiche, la scuola potrebbe adottare una doppia morale, una per gli autoctoni e una diversa per i migranti per evitare accuse di razzismo. Però questo, sia che la morale per i migranti sia più tenera, sia che sia più dura, è, in ogni caso, razzismo e discriminazione.

Piaccia o no il ragazzo marocchino è stato trattato allo stesso modo cui sarebbe stato trattato un ragazzo italiano che fosse uscito dalla classe ripetendo comportamenti per i quali era già stato ripreso, e sarebbe razzismo questo? Se poi la famiglia è “critica” e la Digos indaga forse è meglio non raccontarlo urbi et orbi ma lasciarla lavorare in silenzio e tranquillità.

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6 pensieri su “Creare razzismo how to.

        • No, non di traduzione: di trascrizione. La frase originale era
          «Hélas, La Palice est mort,
          il est mort devant Pavie;
          hélas, s’il n’estoit pas mort
          il ferait encore envie.» – farebbe ancora invidia
          E poi è diventata
          «Hélas, La Palice est mort,
          il est mort devant Pavie;
          hélas, s’il n’estoit pas mort
          il serait encore en vie.» – sarebbe ancora in vita.

          Errore di traduzione è invece quella del cammello che passa per la cruna dell’ago: camelus in realtà significa gomena, ossia una cosa enormemente più grossa di un filo e chiaramente impossibile da far passare per la cruna di un ago, ma comunque lo stesso tipo di cosa del filo, il che rende la frase decisamente più sensata.
          Fine della lezioncina.
          Scusate.
          Mi ritiro.

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