Riguardo al referendum sulle trivelle

Marco Cattaneo in questo articolo esprime bene quello che avrei voluto scrivere io. Cioè che è ipocrita, riguardo a tematiche globali, pensare solo all’orticello di casa. Come capitato con il referendum per il nucleare: se l’italia rifiuta la produzione di energia nucleare allora dovrebbe anche evitare di comprarla dai cugini francesi che invece usano il nucleare per produrla. E pazienza se la bolletta triplicherà; rifiutare l’energia nucleare ma comprarla dai francesi è solo una comoda foglia di fico per giustificare il classico: “non nel mio giardino sul retro, ovvero NIMBY”.

Perché non è partita una campagna per il boicottaggio reale del nucleare francese? Imho credo che davanti ad una bolletta triplicata(1) o al poter usare la lavatrice solo d’estate a mezzogiorno (2) qualsiasi velleità ecologista, da parte della massa, crolli miseramente. Idem per le trivelle. Come giustamente scrive Cattaneo:

(…)In parole povere, votare sì a questo referendum SENZA RIDURRE IMMEDIATAMENTE I NOSTRI CONSUMI DI COMBUSTIBILI FOSSILI significa continuare a godere dei benefici del gas e del petrolio, scaricando tutti i rischi su altri, molto più poveri di noi. I quali trarranno a loro volta qualche beneficio, molto più piccolo del nostro, ma si assumeranno tutti i rischi.

Allora mi raccomando. Da lunedì 18 aprile tutti un po’ più a piedi. Spegnete il riscaldamento. E non comprate materie plastiche. E tenete un po’ più spento il cellulare e il computer con cui vi battete per l’ambiente sui social network. Perché agire quotidianamente per salvare il pianeta è questo. Non è mettere un sì a un referendum.

Altrimenti il vostro sì non sarà stato contro i combustibili fossili. Sarà stato contro il Mozambico. Sarà stato sacrificare il canale di Mozambico per salvare l’Adriatico (che poi, vero…). Solo perché il canale di Mozambico è lontano e quelli che ci abitano non sanno nemmeno che cosa vuol dire, referendum. In inglese la chiamano sindrome NIMBY, Not In My Back Yard, «non nel mio giardino». A Roma, dove siamo più disinvolti, si dice «fare il frocio col culo degli altri».

[PS Questo post, per chi ancora fin qui non ci fosse arrivato, riguarda la necessità di assumersi la responsabilità di ciò che facciamo. Perché godere dei benefici senza assumersi i rischi è troppo comodo.]

Articolo che mi ha ricordato una discussione con un amico “verde”

E. In sardegna non abbiamo il metano Yabba Yabba…

Sh. Beh c’era il progetto GALSI

E Il GALSI? un tubo che taglia a metà la sardegna? la devastazione di Matzaccara? No mai.

Sh. Si potrebbe fare un rigassificatore a Porto Torres e …

E. Rigassificatori? sono pericolosi e se esplodono? Mai.

Sh. Allora l’unica è forare ed estrarre qui il metano dal sottosuolo

Sei pazzo? e il nostro ambiente? Mai.

Sh e che si deve fare allora?

Non lo so, ma il fatto è che in sardegna non abbiamo il metano e Yabba Yabba…

(1) Senza considerare che carbone e petrolio sono molto più inquinanti del nucleare dal punto di vista delle sostanze rilasciate nell’atmosfera.

(2) http://www.ilportaledelsole.it/index.asp?id_pagina=0443&avanti=true&cat=0025

Annunci

6 pensieri su “Riguardo al referendum sulle trivelle

  1. Ci ho provato, ad argomentare con queste persone … uno non mi ha più risposto (generalmente vale un “hai ragione su tutta la linea e non ho idea di cosa risponderti, ma piuttosto che ammetterlo mi sparerei in un piede), il secondo ha direttamente risposto con “Al referendum : tutti presenti !” 🙂

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...