#iovoglioilpremiodarwin

stavo leggendo le notizie sulle due poveracce uccise e sul piagnisteo: #ioviaggiodasola che è partito.

fonte

Una studentessa paraguaiana ha raccontato in prima persona su Facebook il barbaro omicidio di due turiste argentine in Ecuador. “Per un uomo avrebbero avuto parole di cordoglio, io sono stata condannata perché non sono rimasta a casa”. E parte una campagna virale con l’hashtag #ViajoSola

di ALESSIA MANFREDI

(…) “Io viaggio da sola e ieri mi hanno uccisa”. Il post è un caso mondiale”Ayer me mataron”, ieri mi hanno uccisa. Poche parole che pesano come pietre, la prima riga di un post su Facebook scritto tutto in soggettiva, che ha fatto rapidamente il giro del mondo e dato il via ad una campagna, a colpi di tweet, per difendere il diritto delle donne a viaggiare da sole

Cominciano le mistificazioni, chi ha messo in discussione il diritto delle donne di viaggiare da sole? Questa campagna mi sembra, come il femminicidio, un immenso uomo di paglia per strappare qualche trattamento di favore. Come diceva sor giulio: a pensar male si fa peccato ma…

Sì, perché nel post, scritto da una studentessa paraguaiana, Guadalupe Acosta, è come se a parlare fossero Maria Coni e Marina Menegazzo, due turiste argentine uccise a fine febbraio mentre viaggiavano insieme in Ecuador, zaino in spalla. Ammazzate da due uomini che si erano offerti di ospitarle. L’ennesimo atto di violenza insensata contro due donne, eppure online c’è stato subito chi ha trovato da ridire sul fatto che le ragazze viaggiassero “sole” – anche se erano in due – e che magari, in qualche modo, se l’erano cercate. (…)

Esistono i violenti e gli sbroccati, esistono gli imbecilli convinti che una donna che viaggi da sola sia in cerca di avventure e sesso; e siccome esistono serve la prudenza per evitare di incapparci. Come avevo scritto (qui) e (qui) la prudenza è indipendente da torti o ragioni, la prudenza riguarda l’evitare di correre rischi e di ricevere danni. Io non metto in discussione il diritto di chiunque di viaggiare come e dove gli pare, però, certe destinazioni e certi modi di viaggio fanno correre più rischi di altri. Come si dice: benvenuti nel mondo reale.

Guadalupe Acosta non è rimasta in silenzio e ha risposto su Facebook, dando alle ragazze, che l’avevano perduta per sempre, la possibilità di difendersi dalle accuse. (…)

Che scoperta, su FB esistono i troll, i provocatori e gente che si butta a corpo morto nelle notizie per cercare di scatenare risse telematiche. A quando un post sdegnato contro quella cosa che dall’alba al tramonto ci irradia con onde elettromagnetiche nelle più svariate bande di frequenza? #spegneteilsole

Ma quello che succede dopo, si legge ancora nel post, è, se possibile, ancora peggio: domande, insinuazioni: “Come eri vestita? Perché eri da sola? Sei andata in un posto pericoloso? Perché una donna viaggia sola, senza essere accompagnata?”. Non si risparmiano le accuse ai genitori, “per non avermi tarpato le ali, per avermi lasciato essere indipendente”. In una parola, per aver permesso alle ragazze di vivere.

Un genitore che impedisse alla figlia di girare in un quartiere molto, molto malfamato di notte, ubriaca e con una grossa cifra di denaro presa dal bancomat impedirebbe alla figlia di vivere o cercherebbe di prolungare la vita della predetta? Rendiamoci conto che prudenza significa evitare comportamenti rischiosi e che è indipendente dal giusto o sbagliato. E’ reato girare per un quartiere malfamato ubriachi e gioielli in vista? No. E’ un comportamento prudente? No.

Avevano 22 e 21 anni Maria e Marina, ed erano in vacanza a Montanita. Secondo la polizia, erano rimaste senza soldi e avevano accettato l’offerta di due ragazzi di un posto dove passare la notte. I loro corpi sono stati ritrovati chiusi in un sacco. I due uomini hanno confessato l’omicidio. Ma nei giorni successivi, è nata una discussione sul fatto che le ragazze erano in viaggio da sole.

Fidarsi è bene non fidarsi è meglio. Perché non si son rivolte alla polizia? perché non hanno chiamato a casa per chiedere aiuto? Non hanno commesso alcun reato a fidarsi dei bastardi e questo non sposta di un minimo le colpe dei due assassini, ma, per onestà intellettuale bisogna ammettere che le due ragazze hanno avuto un comportamento molto imprudente a fidarsi di due perfetti sconosciuti.

“Se al nostro posto ci fossero stati dei ragazzi sarebbero state spese solo parole di cordoglio. Ma essendo una donna sono stata condannata perché non sono rimasta a casa”, continua il post di Guadalupe, che alla fine chiede alle donne di alzare la voce e lottare “per tutte quelle cui hanno negato vita e sogni”.”Lottiamo insieme, io con voi, con il mio spirito, e vi prometto che un giorno non ci saranno abbastanza sacchi per metterci tutte a tacere”, è l’invito finale.

Se ci fossero stati ragazzi ci sarebbe stata lo stesso la, giusta, constatazione che si erano comportati da imbecilli. Non ci sarebbe stato il piagnisteo: mi criticano perché donna. Trovo poi penoso il richiamo alla lotta, lottare per chi o per cosa? Per permettere alle donne di viaggiare da sole? e di grazia dove la legge lo vieta? Per fermare tutti gli imbecilli? Spiace dirlo ma è un sogno utopistico.

Parole che non sono cadute nel vuoto. A migliaia su twitter hanno raccolto l’invito. “Lo faccio perché mi dà forza ed è un nostro diritto, #ViajoSola”, scrive Chrizzy. “Sono una donna e viaggio da sola perché così scopro di più su me stessa. Il mondo è anche nostro”, continua Kaye de Castro. Le fa eco Jennie: “Viaggio da sola e con altre donne perché essere donna non significa essere vittima”. Viaggiare da sola non deve far paura, non si deve rischiare di essere puniti per questo, rileva qualcun’altro. “La prima volta che ho viaggiato sola avevo 16 anni, l’ho fatto molte volte da allora e non ho intenzione di smettere”. Perché, in una parola, sarebbe come rinunciare a vivere.

Ripeto la domanda: chi ha proposto di vietare alle donne di viaggiare da sole e quando? Spiace dirlo ma si sta scatenando una polemica basata solo su un uomo di paglia e sulla santificazione della vittima, vittima che per il suo status diviene incriticabile e ingiudicabile. E questo purtroppo incentiva comportamenti idioti che fanno correre rischi evitabili. E il rischio, giusto per ribardirlo, non è il viaggiare da sola ma affidarsi a sconosciuti senza alcuna garanzia. Ed è un rischio che riguarda uomini e donne.

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5 pensieri su “#iovoglioilpremiodarwin

  1. Mah, internet e i social sono una gigantesca bomba atomica di fatti ingigantit., Comunque se qualcuno si è sentito diffamato invece di cavalcare la solita protesta con l’hastagghino poteva farsi un giro alla postale e chiuderla lì.

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  2. Come Pippa Bacca che voleva dimostrare che la pace è possibile andando in autostop dall’Italia a Gerusalemme attraversando tutto il Medio Oriente vestita da sposa. In Turchia quello che l’ha raccattata su l’ha violentata e poi ammazzata. Uno è inorridito perché l’ho chiamata sciroccata. Ribadisco: sciroccata. Anche più delle due ragazze che hanno accettato quell’ospitalità per la circostanza – peraltro facilmente prevedibile – di essere rimaste senza soldi: quella invece lo aveva proprio come programma di affidarsi a perfetti sconosciuti. In quell’occasione avevo provato a spiegare che se tu mi inviti a cena e a me sta bene passare due ore con te perché ti ritengo una persona interessante, rivendico il mio diritto di accettare l’invito a cena senza che tu debba dare per scontato il dopocena. E se giusto quella sera mi gira di mettermi in minigonna e tacchi a spillo, rivendico il mio diritto di mettermi in minigonna e tacchi a spillo senza che tu lo debba ritenere un invito a saltarmi addosso. Ma se mi capita, come mi è capitato, di dover attraversare la zona puttane a mezzanotte non scelgo quella sera lì per rivendicare il mio diritto di mettermi in minigonna e tacchi a spillo, e magari camminare lentamente per meglio ammirare lo spettacolo del cielo stellato. E niente, sono stata definita cinica, incapace di capire l’idealismo di una persona che in nome del suo ideale mette in gioco tutto… Io dico questo: che se per chissà quale miracolo fosse riuscita ad arrivare viva a Gerusalemme, sicuramente una così scema si sarebbe fatta ammazzare in qualche altra circostanza. E se qualcuno pensa che dei morti, per il fatto di essere morti, si possa solo parlare bene, pazienza, me ne farò una ragione.

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