Giustizia urlata.

Sul fatto quotidiano, sezione donne di fatto, è comparso questo articolo:

Abusi sessuali, in tribunale le vittime non trovano né giustizia né solidarietà

Ove compare la frase, oggettivamente sconvolgente:

Eppoi ci sono quei magistrati che giudicano “seduttivi” i comportamenti di bambine, anche di 4 anni, vittime di stupro.

La vicenda viene analizzata più in dettaglio nei commenti dell’articolo:

I fatti sono tratti da atti giudiziari. Uno di quelli è del 60enne assolto (giustamente un lettore mi fa notare che ha avuto annullamento della condanna) dagli abusi nei confronti di una 11enne affidata alla sua tutela, perchè tra loro c’era ‘amore’ (http://27esimaora.corriere.it/… Tutte le dichiarazioni sono state fatte da magistrati compresa una procuratrice di Firenze non citata per questioni di spazio.. Gli amanti del mirror climbing possono cimentarsi a piacere 🙂 (link)

Quello a cui viene da pensare è che i magistrati che hanno pronunciato tale bestialità non stiano tanto a posto con il cervello; però nei messaggi successivi la vicenda viene spiegata meglio.

Marco R***  -> Nadia S***
” Uno di quelli è del 60enne assolto dagli abusi nei confronti di una 12enne affidata alla sua tutela perchè tra loro c’era ‘amore’ (ora faccio mettere il link)”

(FALSO, non assolto ma rinviato a nuovo processo dalla Cassazione – comunque disgustoso)

Lei ha presentato il fatto scrivendo

“Eppoi ci sono quei magistrati che giudicano “seduttivi” i comportamenti di bambine, anche di 4 anni, vittime di stupro.”
Giochiamo a “trova le differenze fra quanto successo in realtà e quanto raccontato dalla dottoressa S***”?

Nadia S*** -> Marco R*** • 5 ore fa
Lei ha ragione, tecnicamente non è stata assoluzione ma annullamento della condanna di un sessantenne che aveva in custodia una undicenne proveniente da famiglia disagiata e che ha commesso abusi sessuali. La motivazione dell’annullamento della condanna è stata che i due fossero innamorati..però non confonda le cose. Che ci siano magistrati che giudicano bambine di 4 anni seduttive è stata una affermazione fatta da magistrati al convegno non è una mia illazione. Che sia falso che lo abbiano detto, mi perdoni, ma lo dovrebbe provare lei dato che la dichiarazione è tratta da stralci del convegno.

Marco R*** -> Nadia S*** • 5 ore fa
Non cambi le carte in tavola.
Primo: la motivazione dell’annullamento della condanna NON è stata che i due fossero innamorati, ma che la Corte d’Appello non abbia dato riscontro (positivo o negativo) a una richiesta di attenuanti fatta dalla difesa. E’ un annullamento legato a motivi tecnici, NON di merito. Se non viene rispettato il CPP (codice di procedura penale NdR) la Cassazione annulla, anche se l’imputato è il mostro di Dusseldorf. (…)

Alla luce dell’ultimo messaggio citato io mi chiedo se la frase sconvolgente non sia il solito giochetto di voler rovesciare le sentenze a colpi di urla come già tentato tante e tante altre volte. E per fare ciò si arriva a stravolgere maliziosamente quanto scritto in una sentenza. Se il processo all’orco è da ricelebrare (ovvero non è stato assolto come maliziosamente scritto) la colpa non è della cassazione che si è limitata a rilevare un errore grave e non sanabile nel lavoro della corte di appello ma proprio di tale corte. E allora perché prendersela con la cassazione?

La risposta che mi do è sconfortante: non si parla dell’errore della corte d’appello perché la sentenza di condanna, che può anche essere giusta nelle motivazioni, piace alla pancia della gggente che sogna il giudice/giustiziere mentre la sentenza della cassazione che mostra come il giustiziere abbia fatto errori è sbagliata perché va contro l’idea che l’importante non sia il rispetto rigido delle procedure ma le intenzioni.

Cosa pericolosissima; la strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni, oggi sono i pedofili che giustificano uno strappo alla regola in nome di una morale superiore, domani a chi tocca? guardacaso ai “rompicoglioni” politici. Che la giustizia si “rigida” alla fine è meglio per tutti, meglio “dura lex sed lex” che i processi in piazza svolti dal tribunale del bobolo. Tribunale che è facile influenzare e manovrare come dimostrano svariati esempi; due su tutti: il processo agli scienziati per il terremoto dell’aquila e il processo di Rignano Flaminio. In entrambi i casi il bobolo avrebbe voluto il rogo immediato per tutti gli inquisiti.

Certo  che per un cavillo un colpevole esca può far girare le scatole, ma preferisco quello ad un innocente che finisce al rogo solo perché il bobolo lo desidera. Fra illuminismo e medioevo preferisco il primo.

 

 

 

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2 pensieri su “Giustizia urlata.

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