Ottimo articolo sulla questione “utero in affitto”

La questione “utero in affitto” è entrata a gamba tesa nel pasticcio cirinnà in quanto molti, pro legge, hanno commesso l’errore di tirar dentro i bambini e di mostrare con orgoglio i figli ottenuti grazie ad utero in affitto e fecondazione eterologa. Pratiche ancora attualmente proibite in italia. Peccato che per contestare tali pratiche vengano tirate fuori, da Adinolfi, Mussolini e compagnia cantante, un sacco di cavolate senza senso facili da smentire e confutare. Invece l’articolo sotto riportato espone, pacatamente, le argomentazioni corrette, e non “il diritto alla famiglia del mulino bianco”, per le quali si dovrebbe essere contro la questione dell’utero in affitto.

Interessante anche l’altra questione posta: come al solito la propaganda divide in due; chi è d’accordo è bello/bravo/buono/intelligente chi è contrario è solo un troglodita analfabeta incapace di pensiero razionale. La stessa strategia, insultare chiunque non sia d’accordo invece di convincerlo con ragionamenti, che ha portato la sinistra ad infilare una sequenza colossale di catastrofi elettorali. Ma scommetto che anche stavolta invece di una autocritica su tutti gli errori di comunicazione fatti,  si pianga che la maggioranza degli italiani è un insieme di lobotomizzati teleguidati da Bagnasco e Adinolfi.

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/15/utero-in-affitto-e-ladozione-contestata-gli-italiani-sono-stupidi/2467564/

Utero in affitto e l’adozione contestata. Gli italiani sono stupidi?
di Marco Politi | 15 febbraio 2016

Serve una discussione laica e pacata sull’utero in affitto. Senza l’intervento dei soliti arnesi clerico-conservatori e l’agitarsi dei “livellatori” per i quali tutto è uguale a tutto e l’unico slogan è “pago le tasse e quindi…”. Non sarà probabilmente la rissa in Senato a favorire questo sforzo di analisi e razionalità – che pure andrà fatto in altre sedi e con altri protagonisti – ma intanto le settimane trascorse hanno fatto emergere alcuni punti.

1. La netta maggioranza degli italiani è contraria all’adozione del figliastro nelle coppie dello stesso sesso. I dati sono inequivocabili. Si va dal 73 per cento di no della rilevazione Ixè per Agorà al 55 per cento del sondaggio Ipsos. I favorevoli raggiungono al massimo il 38 per cento. E qui si apre una prima riflessione. Si è sempre detto dagli anni Settanta a oggi che gli italiani sono più avanti della classe politica e dei diktat ecclesiastici. E così è stato ed è. Tanto è vero che l’opinione pubblica si pronuncia in maniera totalmente favorevole nei confronti delle unioni gay. L’opinione pubblica boccia invece l’adozione fatta dal partner del genitore gay. Considerare improvvisamente stupidi o disinformati gli italiani su questo punto appare arduo.

2. Si è capito che non è affatto vero che i bambini non adottati sarebbero condannati all’orfanotrofio in caso di morte del genitore. Un affido specifico può garantirli tranquillamente. Il bambino non è meno amato se è curato, accudito e allevato dal padre e dallo “zio” partner del padre o dalla “zia” partner della madre. L’insistenza sulla terminologia “due papà” o “due mamme” è una scelta politico-ideologica su cui è legittimo che la discussione rimanga aperta. Non è una verità inappellabile.

Articolo 44 lettera A della legge sulle adozioni:

1. I minori possono essere adottati anche quando non ricorrono le condizioni di cui al comma 1 dell’articolo 7:
a) da persone unite al minore da vincolo di parentela fino al sesto grado o da preesistente rapporto stabile e duraturo, quando il minore sia orfano di padre e di madre;

http://www.studiocataldi.it/normativa/raccolta_normativa.asp?id_legge=46

3. La maggioranza degli italiani ha capito che l’adozione del figliastro (se non specificata come adozione del “figlio che il genitore ha avuto da una relazione precedente”) apre una strada diretta all’utero in affitto. Basta aprire i giornali per leggere quotidianamente dichiarazioni di coppie, che annunciano di volersi recare subito a Kiev (o in Canada o dove che sia). In questo senso ripetere che l’utero in affitto è già vietato dalla legge 40 è una scusa pietosa, perché il divieto è facilmente aggirabile e concretamente aggirato. Una volta portato il bambino in Italia, i tribunali sono pronti a concedere lo status di genitore alla coppia che ha violato la legge.

Parliamo dell’intervista a Elton John o della bagarre in senato fra i senatori Lo Giudice e Gasparri, di cosa si è parlato?

4. Il divieto dell’utero in affitto è peraltro aggirato egualmente da coppie eterosessuali e omosessuali.(…)

Se le coppie etero ne usufruiscono e vengono scoperte, il minore viene loro tolto. Fosse capitato ad una coppia omosessuale forse sarebbe venuto giù il mondo. Io personalmente sono favorevole ad un emendamento della norma sulle adozioni che rafforzi il divieto di utero in affitto.

5. Colpisce la censura mediatica applicata in queste settimane in Italia a un’iniziativa del tutto laica come la recente riunione presso il Parlamento francese di personalità laiche e femministe, a partire dalla filosofa e scrittrice socialista Sylviane Agacinski, che ha portato alla Carta di Parigi sottoscritta da associazioni internazionali di donne, in cui si denuncia la pratica globale di industrializzazione della riproduzione per conto terzi. Con concetti su cui è legittimo aprire una discussione seria. Ecco un passaggio significativo: “Lungi dall’essere un gesto individuale, questa pratica sociale è realizzata da imprese che si occupano di riproduzione umana, in un sistema organizzato di produzione, che comprende cliniche, medici, avvocati, agenzie ecc. Questo sistema ha bisogno di donne come mezzi di produzione in modo che la gravidanza e il parto diventino delle procedure funzionali,dotate di un valore d’uso e di un valore di scambio, e si iscrivano nella cornice della globalizzazione dei mercati che hanno per oggetto il corpo umano”.

Tutto quello che è contro la religione dell'”ammmorre” è da censurare e da nascondere. L’utero in affitto pone un bel po’ di problemi di natura etica: lo sfruttamento delle donne degradate a mere “vacche da monta”, il commercio di esseri umani, il fatto che i bambini vengano considerati come cuccioli di allevamento e non esseri umani.

6. E’ singolare che venga prestata così poca attenzione ai contratti, che formalizzano questa pratica. Contratti che impongono alla donna ingaggiata di abortire se si presentano difficoltà nella formazione del feto e che autorizzano i “committenti” a rifiutare un bambino nato con anomalie. In altre parole di rifiutare il prodotto.

Giova ricordare la storia, agghiacciante, di un bambino down rifiutato dalla coppia che l’aveva ordinato e rimasto alla madre surrogata. La madre surrogata aspettava due gemelli e si era rifiutata di abortire quello down al settimo mese.

7. Michela Murgia, una scrittrice pur favorevole alla regolamentazione della pratica, ammette onestamente che la “legislazione americana degli stati in cui è consentita la ‘Gestazione per altri’ non offre alcuna garanzia che questo non accada, a partire dal fatto che consente cose come la scelta del sesso e soprattutto perché afferma che il figlio appartiene ai committenti sin dall’impianto nell’utero della gestante, ridotta in questo modo a mero contenitore”. Al contrario, la scrittrice vorrebbe che la gestante avesse il diritto di rifiutare di abortire e persino di “decidere alla nascita di tenersi il bambino come proprio”. Altrimenti la donna finisce per essere considerata un contenitore.
Ma è esattamente questo che l’industrializzazione della gestazione esige. Ed è il nucleo fondante del contratto. Pretendere che i committenti rinuncino al diritto di decidere su ciò, che considerano un “prodotto” acquistato, è la negazione radicale di tutta l’operazione .

8. In ultima analisi è giusto che chiunque si pronunci in piena scienza e coscienza sul significato etico di utilizzare – per contratto comunque mascherato, anche da rimborso – un ventre di donna come contenitore per la nascita di un bambino.

9. Nel caso delle coppie dello stesso sesso si pone un interrogativo ulteriore, a prescindere dalle pratiche di fecondazione: è giusto dare vita ad un bambino, togliendogli a priori la madre o il padre?

Mi ha colpito la pacatezza dell’articolo e la fondatezza delle obiezioni. Da notare come nei commenti siano partite, come al solito, le accuse di oscurantismo e di bigottismo. Eppure nell’articolo non c’è alcun richiamo alla religione, ma solo obiezioni di buon senso. E sinceramente preferirei venissero confutate con altre argomentazioni invece che con secchiate di merda contro il ventilatore.

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3 pensieri su “Ottimo articolo sulla questione “utero in affitto”

  1. il decreto Cirinnà sara interpretato come apertura all’utero in affitto,ma la realtà è che, al di la delle scelte comunicative è solo una regolamentazione di ciò che è già presente ora.
    l’utero in affitto è argomento altro che nn riguarda il lato coppia,ma la dignità della donna e il diritto del bambino,il contratto attualmente usato è un obrobrio che deve essere combattuto,ma nn è sensato bloccare una legge giusta che norma situazioni varie tra cui il risultato di fatto di un’altra legge fallimentare,si migliora la legge che ha fallito.
    consentimi,e vero che in linea teorica posso adottare il figlio del coniuge anche con la legge attuale,ma sempre a discrezione di una magistratura che fin’ora nn ha brillato per assennatezza.

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    • un articolo di legge, in una legge “in fieri” si può stralciare. Purtroppo temo si arriverà all’affossamento dell’intera legge a causa di chi ragiona in termini di “tutto o niente”.
      Imho se avessero deciso lo stralcio o accolto l’emendamento che vietava l’adozione nel caso di utero in affitto (che poi si tratta di ribadire quanto detto in altre leggi) probabilmente avrebbero “neutralizzato” gli oppositori.

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  2. avremmo avuto il massimo del ridicolo con una legge che vieta l’adozione ad un caso specifico che un’altra legge nn riesce ad evitare nonostante sia emanata allo scopo…come se in quel caso il bambino fosse diverso, marchiato dal tipo di concepimento.
    ribadisco che allo stato attuale già affitano uteri per avere per bambini,finche nn si decideranno a legiferare per bloccare questa pratica con questi bambini e queste coppie che facciamo?
    continuiamo a fare finta che nn esistano?

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