stepchild adoption, facciamo chiarezza 2.

nei discorsi su “stepchild adoption” e connessi discorsi su utero in affitto, eterologa eccetera eccetera ho come l’impressione che si sbagli bersaglio ovvero ci si concentri troppo sul “come” e poco sul “perché”. chiarisco con un esempio:

A) Tizio e Caia, sposati, vogliono avere un figlio. Tizio va in ucraina, paga Irina per fare sesso con lui e rimanere incinta. Lei concepisce e, nato il piccolo Tizietto, Tizio, pagata Irina, porta il bambino in Italia riconoscendolo come suo figlio e dichiarando che non è stato riconosciuto dalla madre naturale. Poi fa adottare Tizietto dalla moglie Caia.

Cosa pensate di Tizio?

E se cambiassimo poco poco la vicenda?

B) Tizio e Caia, sposati, vogliono avere un figlio. Tizio va in ucraina, paga Irina per fare da madre surrogata. Un ovulo di Irina viene fecondato con lo sperma di Tizio e, nato il piccolo Tizietto, Tizio, pagata Irina, porta il bambino in Italia riconoscendolo come suo figlio e dichiarando che non è stato riconosciuto dalla madre naturale. Poi fa adottare Tizietto dalla moglie Caia.

Cosa pensate di Tizio stavolta? il caso “A” vi sembra più o meno grave del caso “B” ? perché?

Per me entrambe le vicende sono abbastanza squallide sia che Tizio usi il proprio pisellino per inserire i suoi spermatozoi nella vagina di Irina sia che invece si passi da una più asettica siringa. E lo squallore non è il come Tizietto è stato concepito quanto il fatto che Irina venga usata come “vacca da monta” e Tizietto venga considerato non un figlio ma una merce. Un bambino non è un cucciolo puccioso o un giocattolo per adulti, piaccia o no è un essere umano e come tutti gli esseri umani dovrebbe avere dei diritti irrinunciabili, diritti fra cui quello di non essere venduto come merce. Quello che a me ripugna di certe pratiche, come avevo già scritto, è il far nascere deliberatamente un bambino per renderlo orfano di un genitore e farlo adottare da estranei. Sì, capita che un bambino diventi orfano a causa della sorte così come capita che perda una mano. Ma che possa capitare che un bambino perda una mano non mi sembra un valido motivo per mutilare un bambino sano.

Ho l’impressione, quando si parla di adozione gay, fecondazione eterologa e altro, che ci si concentri più sul come il pupo venga concepito trascurando il vero problema: il “perché”.  Che differenza morale c’è fra il pagare una donna per rimanere incinta e dare il pupo o fare da madre surrogata e dare il pupo? la moralità della tecnica di fecondazione?

Ecco perché penso che, da una parte chi critica certi comportamenti sbaglia perché critica principalmente il modo cui vengono attuati e non le motivazioni che spingono ad attuarli, e dall’altra sbaglia chi spinge i propri capricci al punto di inventarsi un diritto alla compravendita di esseri umani, anche se neonati, per soddisfare i propri capricci. E non so chi dei due sia il più squallido.

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19 pensieri su “stepchild adoption, facciamo chiarezza 2.

  1. Premesso che mi fanno schifo Tizio e Caia, in entrambi i casi, e mi farebbero schifo anche Tizio e Coso come Caia e Sempronia se facessero la stessa cosa. Ma ti rigiro la questione: nel caso della coppia Tizio e Caia, pensi che Caia sia più serena e quindi più propensa a seguire questa squallida via se Tizio dovesse infilare il proprio pisellino nella cosina di Irina, o se Tizio dovesse solo farsi una pippa per raccogliere il prezioso seme?

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    • Ti risponderei che essendo Tizio e Caia adulti e vaccinati è una cosa che riguarda loro il come il seme di Tizio incontra l’ovulo di Irina. Magari Tizio e Caia sono una coppia scambista o appassionati di gang-bang(1). Quello di cui si dovrebbe tener conto è Tizietto, il pupo che, se tutto va secondo i piani, dovrebbe saltar fuori. La moglie si può scegliere, la mamma no. 🙂

      (1) Il fare gang-bang o scambismo non è reato e quindi due adulti possono e devono essere liberi di praticarlo con altri partner in grado di prestare il loro consenso e consenzienti.

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  2. insomma, l’etica della questione sta in “ovulo di tizia e ovulo di irina”. ridotto ai minimi termini, una scodella di basi azotate rappresenterebbero un dilemma etico “da suscitar schifo”.

    perché alla fine il bambino nasce “azzerato”, non gli cambia molto crescere in una famiglia o nell’altra fin tanto che dai primi giorni di vita venga affidata alla “step-mom”. quello che cambia davvero è metà patrimonio genetico, che non è ….. non trovo gli aggettivi…. “consensuale”…boh…
    a questo punto metterei fuori legge pure le randomizzate modificazioni genetiche che possono apparire da una generazione all’altra. non permettono di preservare il corredo genetico “consensuale”.

    dare della vacca da monta senza che lo sia non la rende tale. dove è scritto che è “una vacca da monta”, dove, di grazia? irina lo potrà fare una volta, bene, una…quindi?
    davvero, dov è il problema? che poi le “vacche da monta” posso anche fare schifo (i gusti, si sa, vanno rispettati), ma dov’ è scritto che siano “sbagliate” o arrechino danno? a me fa schifo la trippa a pensarci…

    come leggo, pratiche sessuali di ogni tipo sono rispettate, e ci sta perfettamente, però se una si spara un’orgia con 5 uomini non è “vacca da monta”, ma rispettabile libertà individuale. se invece una si spara un innesto di sperma…ah beh, vile puttana!

    vogliamo davvero chiedere a bambini adottati da infanti se sentono una distinzione tra mamma naturale e mamma adottiva? almeno quello sarebbe uno straccio di dato.

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    • Se fosse solo ovulo di irina e sperma di tizio sarebbe un fatto privato che riguarda solo loro e nessuno ha diritto di dire alcunché. La questione però è che alla fine dei giochi hai un bambino, Tizietto, che come tutti gli esseri umani dovrebbe avere dei diritti naturali irrinunciabili come quello di non essere considerato proprietà dei genitori o essere considerato una merce.
      Io non mi sto chiedendo se Tizio, Caio, Irina e compagnia cantante fanno bene o male, quello che mi chiedo è:
      1) è giusto far nasce un bambino al preciso scopo di venire adottato?
      2) fino a che età è giusto “comprare” un bambino? prima che nasca, nelle prime X ore di vita, nei primi Y giorni?

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      • per la 2) dovrebbe rispondere un neurologo. fisserei la risposta in profano come “fino a che non sente il cambiamento”, ovvero fin quando riesce a considerare suoi genitori adottivi come “veri”.

        per la 1) potrebbe essere legittima come domanda, se non che dovrebbe venire prima di milioni di altre. tipo “è etico far nascere un bambino e battezzarlo?” “far nascere un bambino e spingerlo a passioni tecnihr piuttosro che arristiche?” “è lecito riprodursi per la specie? > si farebbe figli solo per continuare ad esistere, è etico?” ma soprattutto “si può far nascere un figlio per soddisfare il PROPRIO desiderio di maternità/paternità?” non è del figlio dopotutto. se vogliamo scavare ogni figlio nasce per qualcosa…

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        • il battesimo è un atto che, fisicamente, non ha alcuna conseguenza nel bambino, ancora ancora si potrebbe parlare della circoncisione che ha effetti fisici permanenti ma il versare acqua in testa o mettere uno scolapasta nella culla no. Riguardo allo spingere un bambino in una direzione è giusto che il genitore proponga, non è giusto che imponga e costringa. Ultima questione, e forse la più importante, il desiderio di maternità/paternità fino a quanto è giusto che venga soddisfatto? dove mettere il paletto? quando un figlio può essere considerato proprietà dei genitori?

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          • Anche a me a pelle non piace l’utero in affitto, ma non sono dentro la situazione di non poter aver figli e quindi non posso dare una risposta di pancia vietando ad altri la felicità di un figlio.

            Perché alla fine di questo si tratta: vietare ad alcuni la felicità di crescere un bambino.

            Alla fine nessun bambino nasce perché lo vuole lui, ma è una decisione dei genitori. E in qualche senso tutti i bambini sono proprietà dei genitori.

            Fra una coppia che desidera avere un bambino e probabilmente lo coprirà d’amore (magari anche troppo) ma che non può averlo e invece una coppia “normale” ma mafiosa che sforna figli a gò gò per aver più scugnizzi, se potessi scegliere, vieterei i bambini alla seconda.

            Ma sui secondi non si può fare nessun controllo, mentre sui primi sì. E allora riempiamo l’Italia di scugnizzi, che però non sono nati da “vacche da monta”.

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          • quella del battesimo e dell’incoraggiamento erano provocazioni (il battesimo più o meno, visto che per tradizione poi si insegnano comportamenti comunitari, ma è un discorso a sé…). l’ultima no; come vedi nascono un sacco di domande sullo stesso filo.

            se la poniamo su un piano logico, che prende atto della realtà, qualcosa “si dovrà pur fare” con questo bambino, se non si vuole finire in un paradosso che porta all’immobilità: non fare nulla perché non sappiamo cosa vuole.

            per sua stessa natura, un umano non-nato non può decidere (grazie al…), ma necessitando noi di 1) un motivo per figliare (sia anche il fondo-del-barile per riproduzione) 2) confini legali ben precisi (e questo per risparmiare A LUI casini eventuali nel futuro), ALLORA si fanno già oggi delle decisione per conto suo; si stabilisco già oggi, qui ed ora, delle robe “sterili a fini puramente pratici” sulla sua persona; perché non c’è altra scelta.

            siccome ciò è inevitabile, e per fortuna o per sfortuna nei primi mesi di vita godiamo di un ricordo pressoché zero delle nostre esperienze, figuriamoci il PRIMO giorno (traumi a parte), mi sembra che questo tipo di adozione sia perfettamente in linea con quello che già succede e ci siano tutte le condizione per stabilirne i limiti (adozione entro lo z giorno, perché poi le funzioni cognitive blablablabla…).

            certo, il fatto che qualcosa accada già ora, non ne giustifica una comunque sbagliata. il problema è che la questione del “decidere per conto del nascituro” è inevitabile. non è sbagliato o no. non si può proprio farne a meno. quindi è inutile parlarne. quindi il problema non sussiste.

            mi esprimo molto male in simil-matematichese, spero si capisca.

            leggendo ora il commento di lyra: concordissimo. se dobbiamo fare dell’alta filosofia sull’utero in affitto allora controlliamo anche il QI di ognuno e assegnamo un numero di figli massimo. dobbiamo migliorare no?

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          • @stepen: la questione delle scelte non è una questione binaria sì/no ma più sfumata; ovvero quanto è giusto che un genitore decida per un figlio e quanto è giusto che tali decisioni vengano rimandate a quando il figlio possa fare scelte consapevoli. La scelta se battezzare o meno, non lascia alcun segno fisico e all’atto pratico si riduce ad un: è lecito che un genitore scelga di far versare un poco di acqua sulla testa del figlio? non mi sembra una scelta che abbia pesanti conseguenze di tipo fisico sul bambino. Di contro la scelta di infibulare una bambina ha pesanti conseguenze su di lei, e pertanto è giusto che il genitore non possa decidere di far infibulare sua figlia e che, nel caso lo faccia, venga pesantemente sanzionato.
            Questo per far capire che è sbagliata la posizione che vede tutto il bianco da una parte e il nero tutta dall’altra.

            Riguardo al controllo di cui parla lyra, io l’utero in affitto lo vedo più come una adozione che come una nascita “naturale”. Non puoi controllare tutte le donne che partoriscono ma, come capitato con la coppia dell’acido, se si giudicano i genitori incapaci di far crescere il figlio in un ambiente sano, il bambino viene levato ai genitori naturali. I genitori naturali non si possono scegliere, al più si può intervenire dopo, quelli adottivi sì. E ricordo che nelle adozioni l’unico punto fermo è il benessere del minore; l’adozione serve a porre il minore in una situazione migliore rispetto a quella in cui ha avuto la sfortuna di trovarsi, non è un diritto di alcuna coppia, etero o omo, o di alcuna persona.
            Se mi dici che sarebbe giusto far adottare anche alle coppie omosessuali perché così il minore si troverebbe in una situazione migliore sono d’accordo. Se mi dici che è giusto far adottare perché le coppie etero hanno quel diritto, sbagli. Le coppie etero quel diritto non lo possiedono.

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          • Il bambino alla nascita riconosce la voce della madre. Toglierlo a lei e darlo a un’altra madre, che sia due mesi, due giorni o due secondi dopo la nascita, significa procurargli un trauma. Ovviamente ci sono le madri che muoiono di parto, le madri che non accettano l’aborto ma non possono o non vogliono tenere il figlio e lo danno immediatamente in adozione: capita, e quando capita si rimedia come si può. Ma un conto è che uno si ritrovi orfano per i casi della vita, tutt’altro discorso è un orfanaggio cinicamente programmato e fabbricato a tavolino.

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  3. [premessa] il pulsante rispondi non c’è negli ultimi 3 commenti, c’è un tetto fissato dal blog o è un bug?
    se è un tetto mi scuso per aver tirato in lungo.

    sul battesimo ho divagato, lasciamolo perdere, non mi interessava. anche affidare bambini con l’ “utero in affitto” dal primo giorno non lascia segni fisici > quindi si può fare?

    non è una questione di bianco/nero, che implica vedere ottusamente una questione. è un fatto di imposizioni invalicabili.

    [esempio] ovvio che i genitori naturali non puoi sceglierli, è un imposizione di COME figliamo; non sarebbe possibile sceglierli anche con tutte le tecniche futuribili del mondo. l’ovulo e lo spermatozoo dovranno incontrarsi no? ecco che hai i genitori naturali. non-è-possibile diversamente. []

    stessa cosa si applica per le decisioni sui figli. è impossibile NON prenderne; è impossibile che un bambino nasca senza delle decisioni a monte, senza una “proprietà” senza delle volontà genitoriali addosso (tutti si figurano come saranno i loro figli, cosa dirgli, come farli studiare: bene/male, spingerli all’università o meno. tutti si augurano qualcosa. ho detto le prime cose che mi passavano in testa).

    – lesioni e/o segni fisici permanenti stile infibulazione: no.
    – rientra nelle decisione che GIA’ ORA vengono prese sui figli. dcidere per i propri figli è diffusamente accettato per questioni non vincolanti/non disturbanti (punto 1).
    – previo studio scientifico, si stabilisce quando e come il procedimento non lasci ricordi e il bambino senta l’appartenenza alla nuova famiglia (alla nuova mamma in realtà, ovvero il 50%).

    cosa c’è che non va?

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  4. Stephen, quello che mi urta di tutta questa diatriba è che si vuole passare il concetto secondo cui i bambini sono OGGETTO dei diritti altrui invece di essere SOGGETTO di diritti. E questa è un’impostazione che mi vedrà sempre, ferocemente contrario.

    Posso accettare che si discuta sulla domanda “per un bambino [già al mondo] è più sano crescere allevato da una coppia gay piuttosto che in orfanotrofio?”
    Non posso accettare che si discuta sulla domanda “Tizio, Gaio o Sempronia hanno diritto ad avere/adottare un bambino”. La mia risposta sarà no, sempre a prescindere.

    E ciò che mi fa pensare male, molto male, è che nessuno da parte del movimento LGBT abbia mai speso una parola per sostenere che la risposta alla prima domanda sia “Si”. Quando va bene incontriamo straw men penosi, sulla falsa riga di “meglio una coppia gay in cui sono entrambi buoni, educati e amanti dei bambini piuttosto che essere cresciuti da Totò Riina e consorte”. Per quel che mi riguarda, sono artifici retorici che mi fanno chiudere il discorso (pare che non esistano mafiosi gay, a sentire certe persone argomentare).

    Tralasciando questa questione, ed andando al discorso del c.d. utero in affitto, ci sono almeno due ragioni che mi portano fortemente dalla parte del “no”. Sono disposto a rivederle, ma a patto che a confutazione delle mie idee si portino fatti e non artifici retorici:

    1. Allo stato delle nostre conoscenze, il legame tra bambino e madre biologica inizia al giorno T(Nascita) – 9 mesi. Il feto nella pancia della madre, per quel che si sa, è influenzato dall’ambiente esterno e anche dallo stato d’animo della madre stessa. Fin quando non verranno fuori fatti o conoscenze nuove sull’argomento, far nascere un bambino con l’intento dichiarato di allontanarlo dalla madre dopo la nascita è un crimine nei confronti del medesimo.

    2. Con questa tecnica (vale lo stesso nei casi di fecondazione eterologa, nei confronti della quale infatti nutro la stessa remora) si preclude al bambino l’accesso alla conoscenza del 50% del proprio patrimonio genetico. Cosa che può avere conseguenze molto pesanti se salta fuori qualche malattia genetica, per diagnosticare la quale a volte è necessario fare analisi sugli ascendenti. Stesso discorso se vengono fuori “cosucce” tipo una leucemia acuta, per cui la donazione di midollo osseo da un consanguineo può fare la differenza tra vita o morte. Ma capisco che ai pasdaran dei “DIRIDDI” queste quisquilie interessino poco, l’importante è avere il bambolotto da spupazzare.

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    • 0) teoricamente mi piace come concetto, ma io lo trovo impossibile da applicare. applichiamo in generale il “non deve essere diritto della coppia AVERE il bambino”; sull’adottare va valutata la coppia, concordo. ok, quindi perché figliamo? abbiamo chiesto al futuro bambino se *ci vuole come genitori (sto usando pronomi a caso)? quando una coppia etero classica decide di avere un figlio, è soggetto od oggetto dei diritti? perché hanno deciso che AVRANNO un figlio e dai e ridai ci esce, giusto? su questo però non ho una grande soluzione se non un “chiudiamo un occhio su questo”.

      1) quando dicevo che ci vuole “una valutazione scientifica” implicitamente intendevo che laddove si trovassero dei punti critici per questa pratica sarei stato per il no, com’ è giusto. non mi sembra sia dimostrato, però, il legame bi-univoco madre nature-figlio. se non sbaglio c’è un periodo di adattamento in cui il bambino poi “riconosce” come naturali la madre numero 2; lo si vede con bambini adottati da infantissimi. ma non ho documentazione ufficiale su questo, lo ammetto.

      2) vero

      3) sulle argomentazioni con i paraocchi non so che dire; purtroppo ci sono eh…boh.. s’ignorano. anche per questo fatico ad associarmi a qualsiasi gruppo di persone che “lotta per…”, almeno in italia.

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      • Sul punto 0 si torna sempre alla domanda che mi son posto all’inizio: è giusto decidere di far nascere un bambino che sarà, non a causa di una qualche fatalità, orfano di uno o due genitori naturali?
        Seconda cosa: il bambino appena viene al mondo è soggetto di diritti, diritti che, come capitato nel caso della coppia dell’acido, possono giustificare anche l’allontanamento da genitori naturali indegni o pericolosi per la sua crescita.

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        • rispondere a questa domanda senza rigirarla è difficile e non l’ho fatto prima, è vero. essenzialmente perché si picchia contro lo zoccolo duro della morale personale (e lì c’è poco da parlare), in questo caso NON del bambino: per me si potrebbe anche cambiare totalmente come “alleviamo” i nostri piccoli umani, stravolgere tutto e non guarderei molte in faccia a queste situazioni.
          la parola “orfano” dà una connotazione di coscienza al bimbo: come se fosse una tragedia che lui SENTE; non lo è, credo. non credo sia un problema (sempre a scanso di qualche evidenza di naturale biologica, parlo eticamente); vedo come parte integrante di un essere umano decidere, talvolta, per conto terzi. ci sono mille esempi: decidere chi prendere da un gruppo x per un compito y, decidere di affidare qualcosa a tizio, di non ritinere in grado caio, etc…
          secondo me non è né giusto né sbagliato; è fattibile: rientra in ciò che già facciamo.

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      • Non ho capito il riferimento al punto 3) 🙂

        Sul punto 1): a me il tuo discorso può stare bene. Intendo, sono più che d’accordo a approfondire l’argomento (neppure io ho documentazione ufficiale e neppure una formazione specifica, sono qui solo con le mie opinioni), e se mi si portano evidenze sono prontissimo a cambiare la mia posizione in tempo zero. La cosa che mi lascia interdetto è che non vedo alcuno sforzo da parte del mondo LGBT in questa direzione. Tutti a cianciare di “diritti”, e nessuno che provi a dire “ehi, ma guardate che le cose che credete stiano così invece stanno cosà”. Ecco, diciamo che è un modo di procedere che mi lascia col retropensiero che gli stessi attivisti non siano così convinti della bontà delle loro posizioni e preferiscano ignorare il problema piuttosto che affrontarlo. Cosa che pavlovianamente (lo ammetto) mi spinge sulla posizione opposta.

        0) Qui stiamo confondendo “Diritto” con “Possibilità”.
        “Diritto” non è genericamente qualcosa che puoi materialmente fare o meno, ma qualcosa che la collettività a cui appartiene si impegna a garantirti. Avere figli è nella “possibilità” della maggior parte delle persone in età fertile. Ora, di fronte ad una “possibilità” del singolo lo stato può vietare (produrre e vendere eroina, rubare, uccidere) o consentire (by default in un paese civile, salvo che non vada a ledere altre persone). Qui si chiede alla comunità di impegnarsi (fornire copertura organizzativa, sanitaria, legale e possibilmente economica) per garantire a singoli qualcosa che non è nelle loro possibilità. Per cui l’analogia IMHO non regge, e per decidere per il “si” bisogna per lo meno valutare se il “diritto” che si vorrebbe vada o meno a comprimere diritti/libertà altrui. Per cui

        0a) Se questo modo di procedere crei una situazione di svantaggio oggettivo al nascituro, coeteris paribus (si torna a tutto il resto del discorso)
        0b) Non va molto di moda pensarci, ma ci sono anche i diritti della donna che porterà avanti la gravidanza. Non regge sempre l’argomentazione “è adulta, può fare quel che vuole del suo corpo”. Il consenso di una persona può essere forzato da indigenza, ignoranza o pressioni psicologiche, tant’è vero che alcuni diritti sono irrinunciabili: non posso vendere un rene neppure volendo, non ho il diritto di suicidarmi (se un pubblico ufficiale mi coglie nell’atto ha il dovere di fermarmi), in alcuni paesi “avanzati” anche la prostituzione è vietata (e in fondo si tratta di affittare il proprio corpo per qualche minuto, non per 9 mesi) e in molti ordinamenti è comunque punito il pappone di turno.

        Come considerazione a lato di tutto il discorso: si dice che ci sono un sacco di disadattati che mettono al mondo figli. Posto che per quel che mi riguarda si dovrebbe arrivare alla procreazione solo dopo aver per lo meno raggiunto un equilibrio personale accettabile, che di disadattati/infelici è pieno il mondo senza bisogno di aggiungerne altri, vietare ad una donna di rimanere incinta per via “convenzionale” non è fattibile senza comprimere una quantità di libertà della persona inaccettabile per qualsiasi paese civile (spero che l’esempio della Cina basti a tutti, ma in realtà servirebbero interventi molto più estremi di così). Per cui, è un’opzione che a parer mio non si può considerare, a meno di non voler finire dritti dritti in un incubo totalitario.
        Secondariamente, questa argomentazione a me pare uno straw man. Nel senso che non vedo ragione per cui una coppia gay che vorrebbe la gravidanza per procura dovrebbe essere A PRIORI migliore di una qualsiasi coppia “standard” {a,b} scelta a caso. Per cui, finiremmo per avere bambini che hanno due disadattati come genitori, E IN PIU’ i problemi derivanti dall’avere un genitore biologico in giro per il mondo.

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        • opssss dovevo fare un risposta collettiva.

          0,a,b) ok, ci sta. allora vogliamo dire che non è un diritto; ma almeno un canale per avviare la procedura lo creiamo? non è un diritto, non possono reclamarlo, non puoi incazzarti se no. però mi sembra altrettanto civile lasciare aperto un modulo in cui possono fare domanda e viene valutata la situazione (sia la coppia gay che la mamma in affitto) con tutto quello che hai detto. sono incerto su questo ma i divieti totali mi fanno paura.

          non sono uno che vede ciecamente gay=buoni e pucciosi etero=cattivi retrogradi e sulla malevolenza dei gruppi lgbt non posso che concordare. ma non è solo una loro malevolenza (ciò a cui mi riferivo in 3)), ma di molto “gruppi che lottano” in italia (forse anche fuori, ma non ho info). mi vien da pensare che questo comportamento sia di macchiavellica memoria e che qualunque cosa possano tirarti per zittire/linciare purché “si facciano” i loro diritti sia lecita.
          quindi non credono di “sbagliare, ma vanno avanti lo stesso”; la tua è un’insinuazione sbagliata: semplicemente non conoscono la civiltà di un metodo piuttosto che un altro. cioè sono uguali a chi “combattono”.

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    • pare che non esistano mafiosi gay
      C’è di peggio: pare che non esistano famiglie etero per bene: lo vedi quando ti presentano, spegandoti che quella è la famiglia tradizionale, Annamaria Franzoni o Hitler e Eva Braun.

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