Offendersi per i rituali altrui

Questa è una replica ad un mio messaggio nel forum del fatto:

Parlare o dare la benedizione?
Insomma, se il vescovo venisse a parlare di un tema importante, la cosa assumerebbe un altro significato. Ma sappiamo entrambi che lui sarebbe andato a fare una orazione e poi dare la benedizione.

Il tuo esempio, inoltre, è perfettamente calzante: tu saresti contento se a scuola di tua figlia venisse un imam o un rabbino a benedire la scuola e tua figlia secondo una religione che non è la tua?avresti detto che, per una questione di rispetto, va bene che tua figlia ricevesse tale benedizione? Con annessa, ovviamente, una orazione sull’importanza del… che so ramadan.

Io rovescerei la domanda; perché dovrei essere triste se nella scuola dei miei figli viene un rappresentante di un altra religione a parlare e, magari, compie qualche rito della sua religione? Perché dovrei scandalizzarmi se un imam, un rabbino o un bonzo vanno e danno la benedizione della loro Divinità? Cosa c’è di male? perché dovrei avere paura del confronto con i rappresentanti di altre fedi da pretendere che mio figlio cresca in una campana di vetro? gli altri esistono, hanno le loro idee e hanno le loro religioni. Questa è la realtà, e la scuola dovrebbe insegnare a conoscerla e viverci. Penso che molti dei casini riguardo al Natale nascano a seguito dell’idea che i riti di una religione possano offendere in qualche modo chiunque non si riconosca o non segua tale religione.

Questa, la trovo una idea sbagliata e pericolosa. Sbagliata perché tolleranza significa anche accettare che ognuno, sempre rimanendo nell’ambito delle regole del vivere civile, veneri chi gli pare e come gli pare. Pericolosa perché “il sentirsi offeso” poi viene preso come pretesto per giustificare azioni che invece giustificabili non sono, la “provocazione” molto raramente giustifica comportamenti oltre la legge.

Magari potrei essere offeso perché il vescovo, o la figura religiosa, va a fare proselitismo ma in tal caso forse sarebbe il caso di riflettere su quanto forte possa essere la fede e quanto possa cambiare se qualcuno dice qualcosa di diverso. Il fatto che a scuola non si debba fare propaganda religiosa, cosa giusta, non significa però che non si debba parlare di religione e religioni, che si debbano escludere in blocco gli esponenti religiosi. L’unica cosa che ritengo sbagliata e che mi potrebbe offendere e dare fastidio sarebbe che i docenti usino il loro ruolo per fare propaganda e invece di essere, come il loro ruolo dovrebbe prevedere, neutrali sull’argomento spingono in una direzione precisa. Cosa che ho vissuto sulla mia pelle non nel caso religioso ma nel caso politico, eppure nonostante questo credo che le mie idee politiche siano profondamente diverse da quelle della mia docente di lettere, classica rappresentante del sinistrume akkulturato che faceva gran sfoggio della propria appartenenza, che bollava come nazifascioleghista chiunque non la pensasse come loro, e si vantava della propria ignoranza scientifica. Ma non mi sembra il caso di un vescovo che passa a benedire una volta all’anno.

Da notare comunque che spesso quelli più offesi dalla vicenda son stati gli atei “illuminati” per i quali il crocefisso e l’acqua benedetta hanno lo stesso effetto che avrebbero sui vampiri. Più che neutralità vedo tanto, ma tanto, anti, e che per non dire di sentirsi offesi loro affermano che tutti gli altri si sentono offesi.

 

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Un pensiero su “Offendersi per i rituali altrui

  1. Sono dell’avviso che tutto ciò che viene “dal basso”, come organizzare festicciole in occasione delle rispettive ricorrenze religiose (quindi anche preparando un presepe o, ad esempio, cantando canzoni natalizie) non sia da vietare, e nemmeno da temere. Stessa cosa dicasi per i discorsi e i confronti sulla religione, ovviamente.
    Diverso è il discorso di un esponente religioso in carica che “dall’alto” voglia entrare nelle scuole per svolgere i propri cerimoniali. Si tratta di educazione, nel senso che ancora c’è bisogno di educare i chierici di tutte le specie (i quali vanno nelle scuole solo per lasciare il proprio odore) cosa significa vivere in una nazione che separa Stato e Chiesa. Naturalmente anche sul versante opposto le idee non sono ben chiare.

    Saluti

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