realizzare il sogno dopo essere diventato di ruolo.

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/30/venezia-professore-si-presenta-in-classe-vestito-da-donna-e-dice-chiamatemi-cloe/2266018/

E’ entrato in classe vestito da donna con un parrucca bionda in testa e ha detto: “Ragazzi, da oggi chiamatemi Cloe”. Ha annunciato così ai suoi allievi il cambio d’identità. Il protagonista della storia raccontata dal Corriere del Veneto è un professore di fisica dell’istituto di Agraria Scarpa-Mattei di San Donà di Piave (Ve). Ai suoi ragazzi della prima ha spiegato di aver potuto realizzare il suo sogno dopo essere diventato di ruolo.

Personalmente la vicenda la considero pessima e diseducativa. E’ giusto che i transgender o le persone che hanno un disagio nell’agire come persone del proprio sesso biologico o che in esso non si riconoscano completamente non debbano essere messe alla berlina o discriminate. Però la pagliacciata fatta da Luca/Cloe sarebbe stato meglio evitarla.

Comportandosi in questo modo usando la classe come platea, minimo sarebbe stato opportuno concordare un percorso con i colleghi e i responsabili invece di fare un “gay pride” a sorpresa. Rimane un comportamento poco professionale.

Ma c’è qualcosa di più grave che mi ha colpito; la frase: “Ai suoi ragazzi della prima ha spiegato di aver potuto realizzare il suo sogno dopo essere diventato di ruolo.”

Didatticamente è pessima, cosa insegna con l’esempio? insegna che una volta che sei docente di ruolo sei inamovibile qualsiasi “bizzarria” decida di organizzare? insegna che se sei fra i fortunati che hanno un contratto a TI sei iperprotetto e non ti possono allontanare per qualsiasi cosa dica o faccia? Al più finisci in malattia a casa.

Visto questo, poi ci si stupisce dell’infima considerazione cui son tenuti i docenti?

Può essere anche un bravo docente ma, agendo in questo modo, si è comportato in maniera poco professionale. Non si insegna solo con le parole, si insegna anche con l’esempio, anzi spesso è l’esempio che fa capire il peso giusto da dare alle parole.

Nessuna reazione da parte della scuola che ha deciso di non commentare la vicenda. Il direttore dell’ufficio scolastico territoriale di Venezia Domenico Martino era invece al corrente del fatto e ha commentato: “Il giorno dell’accaduto mi aveva chiamato il preside ci ha detto che non era stato avvisato e ci ha chiesto come comportarsi – ha spiegato – Ora devo sentire il direttore Beltrame. Personalmente penso che possa avere sbagliato il modo di comunicare la sua scelta, ma anche convinto che la scuola richieda competenze didattiche e che le scelte personali non rientrino certo nei compiti del docente”.

Concordo con il direttore Beltrame, le scelte personali è meglio lasciarle fuori da scuola. Sia che il docente decida di fare outing, sia che abbia deciso di avere un figlio o di divorziare. La scuola non è e non deve essere uno sfogatoio.

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2 pensieri su “realizzare il sogno dopo essere diventato di ruolo.

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