chi ha paura dell’algoritmo cattivo?

Adesso, fra i precari della scuola, si parla dell’algoritmo che dovrebbe decidere le assegnazioni di sede, algoritmo che non è stato chiarito affatto dal ministero della pubblica istruzione. E come al solito son spuntate le proteste: “chi deciderà sarà un arido computer e non un sensibile essere umano”.

Cos’è un algoritmo? null’altro che una serie di istruzioni codificate per portare a termine un compito, nulla di più. Un algoritmo non è mai dissennato, al più è dissennato l’essere umano che tale algoritmo ha codificato. Più che criticare l’uso di un algoritmo sarebbe da criticare il riserbo tenuto. Sarebbe bastato che il ministero avesse detto quali erano le regole per l’assegnazione del posto e la polemica si sarebbe spostata, giustamente, da “computer cattivo, algoritmo cattivo” a “ma che criteri dissennati hanno scelto al ministero?”(1).

Perché quindi sono odiati gli algoritmi? perché per loro natura sono estremamente rigidi, soprattutto se attuati da un sistema automatico, le regole sono quelle, il punto di partenza è quello, il risultato, puramente deterministico, sarà questo senza possibilità di “aiutini” o di lievi “eccezioni”. E questo, da una parte, toglie potere a chi campava offrendo aiutini o piccoli favori, dall’altra vanifica l’ingegnarsi per cercare di aggirare le regole. Dura lex sed lex, anche se in Italia alle leggi dure ma applicate uguali per tutti si preferiscono leggi draconiane applicate mentula canis, o meglio ai nemici vanno applicate senza pietà mentre nel caso degli amici si dovrebbero interpretare con intelligenza…

Aggiungiamoci al cocktail un pizzico di umanesimo snob alla Croce: “la conoscenza è solo quella filosofica, quella scientifica non è conoscenza” e la solita spruzzata di vanagloriosa ignoranza della matematica e delle scienze e abbiamo perfettamente spiegato la situazione attuale…

(1)C’è da dire che qualsiasi criterio sia stato scelto per qualcuno sarebbe stato, in ogni caso, dissennato. Per l’assegnazione dei posti ci sono due possibilità: o graduatoria unica nazionale e scelta dei posti sulla base di quella oppure fare le graduatorie sulla base dell’ordine di preferenza. In questo secondo caso viene fatta la graduatoria provinciale di tutti quelli che hanno messo la provincia X come prima scelta. Se tutti trovano posto bene, altrimenti viene fatta la graduatoria fra tutti quelli che hanno scelto la provincia come seconda scelta e  i posti residui vengono messi a disposizione a loro, se rimangono si passa alla graduatoria di terza scelta e così via.

Entrambe le scelte sono criticabili, visto che le graduatorie erano su base provinciale e non nazionale, e in entrambi i casi ci saranno persone penalizzate.

Però che i docenti se la prendano con un “algoritmo” da un certo punto di vista è comodo per tutti, per i sindacati che non son costretti a schierarsi, o a favore o contro l’algoritmo e per il ministero visto che ritarderebbe la tradizionale valanga di ricorsi contro le scelte.

 

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