all’estero fanno meglio tutto (tranne il mio lavoro)

Stavo leggendo i commenti alla notizia che per dirigere importanti musei italiani son stati chiamati anche esperti stranieri.
E come al solito è partito il coro “prima gli italiani”, “offese le capacità degli italiani” etcetera.

A parte le sparate di Sgarbi (è il suo personaggio) e dei 5stelle (qualunque cosa faccia Renzi o il suo governo è, ipso facto, sbagliata) mi stupisce il livore di molti commenti di colti umanisti che, nei forum dove si dibatte della vexata quaestio “studi scientifici vs studi umanistici”, esaltano la cultura umanistica come la migliore e magnificano l’apertura mentale che essa dona, nei forum di politica esaltano il mitico estero dove la cultura umanistica viene valorizzata e il vincitore del premio parrocchiale di letteratura dell’equivalente nordico del borgo di roccafritta di sotto, è considerato negli evolutissimi paesi del nord europa, più meglio di vincitore di nobel (nobel per letteratura e pace ovviamente esclusi).

Livore dovuto al fatto che a dirigere gli Uffizi è stato chiamato un manager tedesco. Come mai? cosa causa tutto questo astio? si magnificava l’estero per la capacità di valorizzare la cultura, per la gestione della scuola e adesso è offensivo rivolgersi al mitico estero?

La risposta credo sia spiegabile da due cose; la prima è che non si teme lo straniero che non può rubare il lavoro o che non da fastidio (al cineforum sul cinema cecoslovacco degli anni 1950 ci son pochi questuanti e venditori ambulanti e difficilmente i vicini di loft alloggiano prostitute di strada). Mentre un colto umanista straniero che viene in italia per fare lavori da “colto umanista”…

La seconda è che dell’estero non viene visto tutto ma si vede solo quello che si vuole vedere. Come capita per la scuola, della germania si vede solo la retribuzione del docente e non le ore, non di lezione, che è obbligato a passare a scuola, il selettivo sistema di reclutamento peri docenti o i controlli di qualità del lavoro del docente.  Logico che trovarsi un “preside tedesco” che amministra alla tedesca la scuola per molti farlocchi capaci solo di piagnucolare di come il mondo non apprezzi il loro lavoro e convinti che basti passare la frontiera per diventare ministro della pubblica istruzione nel mitico estero, porti ad un risveglio alquanto brusco e spiacevole.

Quindi nulla di meglio sotto il sole: all’estero son migliori in tutto, tranne che nel mio lavoro, e se il mio lavoro va male non è colpa mia ma colpa degli altri italiani. Piagnistei patetici.

 

 

 

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Un pensiero su “all’estero fanno meglio tutto (tranne il mio lavoro)

  1. Un pò come quando criticano l’italia, poi gli stessi che criticano l’italia, se una terza persona (anche italiana) muove le stesse critiche, loro ti rispondono offesi ‘Ma è tutta colpa della krande Cermania e della Mørkel che vuole affossare l’italia terra di Da Vinci e di Dante, mentre loro hanno solo Hitler!!!’

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