la boldrina coccodé e il neopuritanesimo

Su faccialibro gira una bufala, l’ennesima, che vorrebbe che l’attuala presidenta della Camera avesse, a suo tempo, lavorato come ragazza coccodè nella trasmissione “quelli della notte” di Renzo Arbore.

Anche se non fosse una bufala il sottoscritto non ci vedrebbe niente di male, il lavorare nel mondo dello spettacolo non è un lavoro svilente o di cui vergognarsi, perché allora criticarla per quel motivo? Credo sia l’ombra di una sorta di neopuritanesimo capace di far impallidire perfino Giovanardi; i politici devono essere un incrocio fra san francesco e la moglie di Cesare. Poveri, onesti, vita regolare ed al di sopra di qualunque sospetto.

Critiche che poi possono rivelarsi facilmente un boomberang, se il mondo dello spettacolo è tana di cotanta depravazione che dire di grandi icone di movimenti politici come un comico, una ex velina oppure un bel po’ di kulturame organico alla nomenklatura? Perché la ragazza cocodè o la velina sono criticabili mentre il comico o la fustigatrice con lo scudo fiscale no?

Mi sembra un classico esempio di bipensiero neopuritano.

PS

La boldrini è ampiamente criticabile per le sue azioni come presidente della camera e per alcune dichiarazioni abbastanza azzardate e poco pesate. Ma si tratta di critiche nel merito riguardo al ruolo svolto e non a ciò che fece prima di essere eletta presidente presidentA.

 

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