Differenziare il valore dei titolo di studio in base alla scuola?

Su faccialibro si discuteva di un emendamento per diversificare, nei concorsi pubblici, il valore del voto di laurea o di diploma sulla base dell’ateneo o della scuola di provenienza. Un 100 preso in una scuola dove i 100 abbondano varrà meno di un 100 preso dove latitano.

E ovviamente è partita la polemica. Polemica utile a svelare una verità sul mondo della scuola e dell’università, perché lottare e polemizzare aspramente contro una legge “ammazzalaureifici”? Perché lottare perché non venga negato l’assioma che tutte le università siano uguali e che tutti i titoli, e i voti ad essi legati, siano veri e corretti. Che un 100 dell’international telematic fuffologic university of vattelapesca (unifuff) valga quanto un 100 preso al politecnico di Milano?

La risposta è semplice, i laureifici sono la maggioranza e, i predetti, contrabbandano la loro mediocrità spacciata per eccellenza usando i soliti pretesti della non esclusione, del dover integrare le persone, del dover rispondere alle esigenze del territorio…

Peccato che il mondo del lavoro privato si sia già mosso in tal senso, e che la laurea conseguita in certi atenei valga, a parità di punteggio, meno di quella presa in altri.  Indizi che il voto sia una “misura” poco oggettiva di quanto ne sappia lo studente ne esistono in abbondanza, soprattutto per le scuole superiori (la correlazione negativa fra voto medio di diploma per regione e risultato medio invalsi o risultato medio nei test unici nazionali di ammissione ai corsi a numero chiuso). Anche una analisi dei risultati del concorsone scolastico del 2012 porta alle stesse conclusioni.

Quindi l’emendamento meloni non fa altro che riconoscere una situazione “reale” ed esistente. La reazione del mondo della scuola o dell’accademia mostra quanto loro guadagnino da tale bluff. Prima, almeno fino a circa il 1990 bastava il pezzo di carta e poi magari con una spintarella si entrava nello stato o nel parastato. Oggi invece, causa concorsi pubblici che son dovuti diventare per forza più seri, serve invece sapere. E’ il certificare che l’unifuff non trasmette realmente sapere può essere deleterio per essa, soprattutto adesso che, dati sulle immatricolazioni alla mano, molti ponderano bene se sia il caso di investire in formazione. Significa condannarla a morte per mancanza di studenti.

Le reazioni scomposte all’emendamento mostrano, impietosamente, quanto in realtà si voglia una meritocrazia non farlocca.

L’emendamento, a leggere le ultime notizie, molto probabilmente verrà ritirato ma questo di certo non elimina le storture che l’emendamento portava alla ribalta.

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