Educazione di genere fra i sessi a scuola???

Stavo leggendo: Fiducia alla Buona scuola, sull’educazione di genere il governo rischia di cadere

(…)Che c’entra Alfano con il “genderismo”? Apparentemente nulla. A introdurre “l’insegnamento di genere” nel dibattito alla commissione Cultura di Montecitorio era stata Giovanna Martelli, deputata Pd e soprattutto consigliera per le Pari Opportunità di Matteo Renzi, autrice di un emendamento per arricchire i Pof, i piani di offerta formativa delle scuole, con una materia nuova e ben precisa: “L’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori” contro femminicidio(1), omofobia, transfobia. Roba indispensabile per un Paese dove ogni due giorni una donna viene assassinata dal marito o dal partner; ma per le associazioni ultra-cattoliche l’articolo 12 della riforma Buona Scuola è stato come un drappo rosso agitato davanti al toro e lo hanno ampiamente dimostrato durante il Family day.(…)

Sinceramente le mie reazioni sono state nell’ordine: stupore, sconcerto e sconforto.

Stupore perché penso che i compiti della scuola siano: in primo luogo l’istruzione, il dover istruire le persone e in seconda battuta educarle a vivere in società. E per vivere in società il rispetto degli altri è fondamentale, quindi insegnare a scuola il rispetto degli altri dovrebbe essere scontato così come è scontato l’insegnamento dell’italiano e dell’aritmetica. Inserire nella legge l’insegnamento del rispetto degli altri mi suona strano allo stesso modo che avessero inserito l’insegnamento della grammatica italiana.

E il rispetto degli altri è la soluzione al femminicidio, come all’infanticidio come all’omicidio, all’omofobia come alla fobia dei ciccioni o degli juventini. Le persone vanno rispettate indipendentemente da sesso, gusti sessuali, peso corporeo, squadra preferita, religione professata etc. etc. E la scuola già doveva insegnare il rispetto per gli altri, sconfortante che venga ribadito nel testo della legge, e ancora più sconfortante che, come al solito ci si metta a fare da “sommelier di merda”.

Vessare Tizio perché omosessuale è sbagliato tanto quanto il vessarlo perché sovrappeso o perché balbuziente o perché negro o interista. È sbagliato punto e basta. Altrimenti sembra che se Tizio viene vessato da Caio perché frocio e da Sempronio perché trippone, il comportamento di Caio sia più grave di quello di Sempronio. No, il comportamento è grave allo stesso modo ed allo stesso modo deve essere punito e sanzionato(2).

Ma lo sconforto più grande è il vedere che, per l’ennesima volta, la scuola non viene considerata come luogo di formazione e, in seconda battuta, di educazione ma come centro di indottrinamento alle mode del momento. Non pensiero critico ma pensiero unico e uniformato.

Il femminicidio è un’emergenza, almeno in italia e in occidente, inesitente e creata a tavolino dai media così come i clandestini di Salvini, omofobia e transfobia idem, problemi costruiti a tavolino tanto per spararsi un paio di pose da martire e piagnucolare affinché qualcuno consideri diritti alcuni capricci(3). Non oso immaginare cosa sarebbe capitato se qualcuno avesse parlato anche di infanticidio.

Grave che la scuola invece di formare persone consapevoli corra dietro alle mode. In italia c’è un analfabetismo funzionale del 47% che consapevolezza, che capacità critica puoi avere se non capisci quello che leggi?  Prima di seguire la moda del momento forse sarebbe meglio ribadire che la scuola deve insegnare a leggere (e capire quanto letto) scrivere (in italiano corretto e nn cm ké skrivo sms) e far di conto, che poi sono i prerequisiti per avere consapevolezza e senso critico. Se mancano altro che senso critico, sei solo un burattino.

Sinceramente apprezzo più Giovanardi di quanti vorrebbero una scuola ideologicizzata che invece di formare segue le mode del momento. Imho la buona scuola è una scuola deideologicizzata che ha come missione principale il formare e come obiettivo secondario l’educare e non un centro di indottrinamento.

(1) Che poi trovo semplicemente ridicola l’idea di prevenire il femminicidio solo educando i potenziali carnefici. Serve anche quello ma serve, anche se fa girare tanto le scatole alle femministe, spiegare qualche basilare norma di prudenza. Ma un/una docente che dicesse che forse non è prudente andare in feste dove non si conosce nessuno e bere fino a non capire niente verrebbe immediatamente accusato di essere il clone di Giovanardi/Miriano e condannato inappellabilmente al rogo.

(2) La legge che punisce le aggressioni c’è, l’articolo del codice penale che prevede l’aggravante per motivi futili o abietti c’è già, se Tizio, che mena Caio perché Caio è omosessuale, la fa franca, prima di chiedere la legge contro l’omofobia mi chiederei cosa non ha funzionato in quella che punisce le aggressioni.

(3) Precisiamo, io sarei per una legge che regolamenta il fine vita, l’accesso ai dati e il delegare le decisioni ad una persona di fiducia. Per me Tizio dovrebbe essere libero di indicare Caio come suo fiduciario e stabilire che, in caso di impedimento o incapacità, Caio possa agire in sua vece e accedere anche ai suoi dati sensibili, senza che per forza Tizio e Caio debbano essere sposati o conviventi. Qui, grazie a Mattia, è spiegato benissimo cosa intendo: http://www.butta.org/?p=13321.
L’adozione invece non è un diritto, la reversibilità, soprattutto se sganciata da obblighi di mantenimento, neppure.

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3 pensieri su “Educazione di genere fra i sessi a scuola???

  1. Mi scuso in anticipo per la maleducazione.
    Io sono dell’idea che non ci siano abbastanza assistenti sociali per impedire a chicchessia, dopo opportuni controlli per evitare ad esempio la tratta stile musulmano o britannico, di adottare un bambino o di scegliere, fatti salvi i controlli tipo badante che irretisce il vecchietto, a chi dare la reversibilità.
    Non importa cosa trombi, se non trombi il figlio adottivo, e si tratta solo di riconoscere che sia una cazzata (o che sia la norma) il mezzuccio del genitore single per adottare, che è poi solitamente inefficace e porta ad un iter ancora più duro di quello di due genitori etero. YMMV
    E se mezzi come la contribuzione e l’assicurazione dell’auto sono obbligatori per evitare danni peggiori alla società, è anche vero che va fatto salvo il diritto a disporre dei propri soldi: i contributi inps o inpdap non sono tasse, non figurano nel bilancio dello Stato, afaik.
    Ora, ci sto sull’adozione, io penso che non sia un diritto, ma che se non ci sono ostacoli reali come genitore, assodato che essere maschio e far sesso coi maschi non è una malattia che renderà mostruoso tuo figlio o cose simili, se un ghei vuole allevare dei figli e barcamenarsi il penoso iter dell’adozione, non debba farsi rigettare le domande perché gradisce far sesso coi maschi.
    Ma sulla reversibilità a chi ti pare non transigo: allora che volete, voi e i buoni scuola? Privatizziamo tutte le scuole, tiriamo giù di qualche punto le aliquote e vafammoc, che dite?

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    • la reversibilità in un sistema pensionistico come il nostro,che redistribuisce il monte raccolta annuale,e non accantona nulla per rivalutare,non è un diritto a dare i miei soldi a chi mi pare ma un”diritto acquisito” che si vuole perpetuare oltre la morte.
      La reversibilità dovrebbe esserci solo per situazioni di disagio particolare,per il resto via!

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