Eleggere una persona solo perché onesta?

Da dove nasce l’ossessione di una parte dei “partiti” per una “onestà” dissenata che vede chiunque sia stato solo sospettato o inquisito, anche se poi assolto, come un paria della politica da cacciare via in tutti i modi?

Nasce da una incapacità, l’incapacità di una parte politica di riuscire a fornire risposte politiche a problemi politici, e non riuscendo a farlo per superare gli avversari politici ha dovuto usare, male, il sistema giudiziario.

Prova di ciò è che nonostante Craxi sia stato fatto fuori da inchieste giudiziarie e nonostante Berlusconi sia stato inquisito per tutti i reati previsti dal codice penale, dall’abigeato alla zuffa, il centrosinistra quando vinse non convinse politicamente ed alle politiche successive puntualmente le prese.

Il dover fornire risposte politiche significa dover uscire dalla logica di “bene contro male” e iniziare a parlare sia di cosa si voglia fare, sia di come lo si voglia realizzare.  E questo ovviamente genererà contenti e scontenti, non esistono riforme, salvo quelle di facciata, che mettano d’accordo tutti. Qualche scontento lo si creerà di sicuro. Questo bloccava il csx convinto di dover includere tutti e di non dover scontentare nessuno. E alla domanda: “perché vi dovremo votare, cosa volete fare?” rispondevano: “noi siamo onesti”.

Infatti il cdx, e, errore gravissimo(1), i suoi elettori erano bollati come il popolo degli evasori fiscali o delle persone che parcheggiavano in doppia fila, gli intellettuali organici al centro sinistra(2) non facevano altro che menarla con l’onestà. Onestà che serviva a mascherare una vacuità di azione politica, che alcuni partiti sapevano solo dire no (i verdi), che una italia dei valori non aveva idee e proposte.

Prendiamo ad esempio Di Pietro, a parte una presunta onestà che meriti politici poteva vantare, riforme, azioni che avevano lasciato il segno? Nulla, niente. Anzi più che per le sue azioni politiche verrà ricordato per essere stato colui che per primo portò il parlamento Razzi e Scilipoti.

In campagna elettorale, fra le altre cose Berlusconi diceva: farò questo e quello, loro: votateci perché siamo onesti. Dicevano anche cosa avrebbero voluto fare ma non come farlo. L’apoteosi venne raggiunta nel 2006 con il mitico programmone che metteva d’accordo tutti, da bertinotti a mastella, da dipietro all’ala liberal del PD. E già questo dovrebbe far capire quanto vacuo fosse quel programma.

Arriviamo alle ultime elezioni: Berlusconi ha fatto promesse e sparate colossali, Grillo idem. La menava anche come la novità, parlava di reddito di cittadinanza, trasparenza, persone incensurate nelle liste. Ma l’incensuratezza dei candidati era solo un valore aggiunto e non l’unico motivo perché dovessero venire votati. Bersani parlava invece di “smacchiare il giaguaro”. Risultato: Bersani, come nel 2004, rischiò seriamente di perdere elezioni già vinte e si finì a dover fare la grosse koalitionen e lasciare campo libero a Renzi, che come Craxi si è reso conto che la credibilità politica(3) la guadagni con azioni politiche. Azioni che non è detto piacciano a tutti però sono azioni politiche. La sinistra PD, come ormai i grillini, sono incapaci di opporre a Renzi azioni politiche alternative e, direi come al solito, si rifugiano nel: “ma noi siamo onesti”.

Purtroppo per loro il “ma noi siamo onesti” si è tradotto in un ventennio in cui berlusconi era centrale nella politica, sia che fosse al governo sia che fosse all’opposizione, un orgia forcaiola con una magistratura andata alquanto oltre le righe, la costituzione ridotta a carne di porco, una manica di “onesti” incompetenti che, in parlamento, blaterano di sirene e delle peggiori bufale di internet. Insomma credibilità sotto i tacchi.

Diciamo che l’onestà è l’ultimo appiglio per chi non è in grado di fare proposte politiche serie e attuabili ma vuole essere eletto anche se non ha idee o intenzioni.

Come avevo scritto nell’articolo precedente:

Un delinquente furbo è un delinquente ma un onesto coglione è un coglione. E spesso fa più danni un coglione pieno di buone intenzioni che un farabutto abbastanza furbo da capire che è meglio non tagliare il ramo cui si è seduti.

(1) Allora insultare gli elettori del partito avverso è il modo migliore per far sì che non ti votino in nessun caso e che, qualora siano delusi dalla loro fazione, vadano nell’astensionismo o disperdano i voti. Strategicamente è un comportamento suicida. E non conviene neppure se l’idea reale non è di vincere le elezioni ma di farsi un potentato all’interno della coalizione accreditandosi come i più puri che epurano. Si è visto con la sinistra arcobaleno, alla fine si son epurati da soli.

(2) Sinceramente il miglior spot pubblicitario per Forza Italia. Un mix di spocchia, ipocrisia, saccenza e supponenza.

(3) Craxi ottenne grossi risultati politici e grandi riconoscimenti. Ebbe le palle di mandare i carabinieri a strappare agli americani il commandos palestinese dell’achille lauro. Era stato delegato ONU e l’italia aveva un ottima politica verso il medio oriente.

(4) Parliamo della riservatezza della corrispondenza o della presunzione di innocenza.

 

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3 pensieri su “Eleggere una persona solo perché onesta?

  1. Pragmatismo, direi. L’assenza di pragmatismo crea lo spazio per ciò che più gli è dissimile, ovvero l’idealismo. Trovando impossibile anche il solo poter ammettere ciò che è davvero necessario fare per resuscitare il paese, si vira stretti per il romanzo, una finzione che serve unicamente a rimandare l’inevitabile. Come il trucco pesante di una vecchia baldracca.

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