Debunking Invalsi

Riguardo al famigerato INVALSI girano tante e tali bufale… Proviamo a smentirne un paio.

Uno dei vantaggi dell’invalsi è mostrare quanti docenti siano digiuni delle nozioni di base del calcolo delle probabilità e della statistica.

1) Nei test invalsi si può andare bene anche dando risposte a caso.

Se avete uno studente che riesce a prendere un buon punteggio al test invalsi dando solo risposte a caso allora giocateci una schedina del superenalotto assieme. La probabilità di rispondere correttamente ad almeno 30 domande su 40 dando risposte a caso è  1 su 21.594.767.825; tanto per avere un termine di paragone la probabilità di fare un sei al superenalotto giocando una sola colonna che è 1 su 622.614.630.

2) Nei test invalsi è facile barare/facile falsare il test dando risposte a caso

No. Le domande del test non sono tutte equivalenti come difficoltà e, considerando la distribuzione degli errori e delle risposte corrette è facile stabilire se lo studente ha risposto a caso. Nel caso lo studente risponda a caso la percentuale di risposte corrette sarà di circa il 25% ma le risposte corrette saranno completamente scorrelate dalla difficoltà delle domande. Se uno studente risponde non a caso mi aspetterei più risposte corrette nel gruppo delle domande facili, meno in quello delle domande di difficoltà media e ancora meno in quello delle difficili. Se invece risponde a caso le percentuali di risposte corrette è lo stesso nei tre gruppi.

Allo stesso modo è difficile barare passando le risposte agli studenti. Se in una classe ho 20 test uguali fra di loro che magari sbagliano tutti le stesse domande, c’è una quasi certezza matematica che tutti abbiano copiato.
E se il test fosse tutto giusto da parte di tutti e 20 gli studenti? Allora mi aspetterei una classe con 20 geni, e il docente dovrebbe giustificare come mai fra questi 20 geni, nei suoi registri c’è Franti con 4, Garrone con 6, Stardi con 8 e Derossi con 10. La differenza tra i voti degli studenti dovrebbe riflettersi in quella fra i risultati.

3) I test possono essere usati per valutare il professore

No, non lo possono fare. I test vengono fatti a distanza di due/tre anni l’uno dall’altro (II e V elementare, I e III media, II superiore) e non è detto che gli studenti abbiano avuto in quel periodo lo stesso docente. L’unico test che potrebbe essere usato per valutare sarebbe quello svolto in V elementare e ripetuto in I media, ma consentirebbe di valutare solo due docenti, quello di italiano e quello di matematica. Per valutare il docente bisognerebbe valutare con precisione il livello di ingresso e il livello di uscita.

4) I test non valutano globalmente lo studente

Vero. Si limitano a valutare solo alcune capacità dello studente: abilità di lettura e comprensione del testo e abilità e capacità logico matematiche. Non valutano il senso critico, la capacità di astrazione o di argomentazione. C’è però da dire che le capacità verificate dall’invalsi sono i pre requisiti essenziali per il possesso delle capacità che dall’invalsi non vengono testate. Se hai scarse capacità di comprensione del testo come puoi avere buone capacità argomentative o un buon senso critico?

5) I test non servono a niente/a cosa serve confrontare il liceo classico della milano bene con le professionali di scampia ?

Chi pensa che una scuola professionale in una zona degradata sia equivalente ad un liceo classico in un quartiere bene alzi la mano. È stupido usare i test invalsi per fare confronti simili e vedere confermato, per l’ennesima volta, quello che già si sapeva. Però i test possono essere usati, in maniera opportuna nello spazio ed anche nel tempo confrontando due licei classici in quartieri bene o confrontando i risultati della scuola quest’anno con quelli degli anni precedenti per vedere com’è l’andamento degli studenti. E questo ai docenti che la menano raccontando che tutte le scuole sono uguali e che da tutte le scuole esce gente preparatissima non va giù in quanto scoprono molti altarini.

6) I test sono puramente nozionistici.

Questo è l’archivio dei test invalsi, se qualcuno trova un test, e non una domanda, puramente nozionistico lo scriva pure fra i commenti.

7) Le domande non sono attinenti con il programma

Se ne era già discusso qui.

8) I test distraggono dalla didattica, i docenti faranno teach to test e trascureranno la materia.

Almeno per la matematica è impossibile trascurare il programma per fare teaching to test. Per affrontare bene il test occorre aver svolto e capito almeno l’80% del programma. E l’aver svolto e capito l’80% del programma di matematica è un ottimo risultato altro che teaching to test.

9) In finlandia, in america i test stanno venendo abbandonati, come dice anche Giorgio Israel.

Avevo letto l’articolo del professore Giorgio Israel. Imho il problema è che il test non esaurisce la matematica ma si limita a verificare se lo studente è in grado di usare gli strumenti. E’ sbagliato credere il test esaustivo e che l’andare bene al test significhi aver compreso la matematica. Su ciò son perfettamente d’accordo con Israel. Di contro c’è da dire che è praticamente impossibile che uno che conosce e comprende la matematica vada male al test, cioè se hai piena padronanza di certi strumenti riesci ad usarli ed usarli bene, se non riesci ad usarli forse non hai veramente la padronanza di tali strumenti.

PS Se i controlli sulla “snumeratezza” di ritorno venissero fatti in italia i risultati finlandesi al confronto sarebbero un trionfo…

10) Ci sono domande assurde alle quali neppure i docenti sanno rispondere. 

Sì, può capitare una domanda “balorda” alla quale un docente abbia difficoltà, vuoi per difficoltà a decifrare il testo, vuoi per distrazione, non è in grado di rispondere. Ma può capitare per una domanda non per tutte le domande. Se un docente non è in grado di risolvere molte domande sarebbe opportuno che facesse qualche riflessione sulla sua reale preparazione.

11) I test causano stress ai bambini

I bambini devono imparare a gestire lo stress che si prova quando si viene esaminati, e gli adulti devono imparare a non trasmettere il loro stress e la loro ansia da prestazione ai bambini.

 

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2 pensieri su “Debunking Invalsi

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