Il parere di un docente, serio, sull’invalsi

Bellissimo, l’articolo di un docente che alza, e di molto, la mia considerazione della classe docente. Ha ragione su tutta la linea; i docenti insegnano prima con l’esempio e poi con la parola.  Sarebbe da confrontare l’articolo sottostante con il proclama pseudosindacalista della boscaino. Cosa si insegna a spernacchiare l’invalsi? come giustificare le pernacchie all’invalsi e contemporaneamente condannare quelle al prof. di matematica che pretende la conoscenza di derivate e integrali?

da:http://www.lastampa.it/2015/05/13/cultura/opinioni/editoriali/nelle-aule-uno-sberleffo-che-fa-danni-gapuKiAdJfPm4HnBvKYh3L/pagina.html
Invalsi, nelle aule uno sberleffo che fa danni

13/05/2015
ALESSANDRO D’AVENIA
(…) Siamo d’accordo sul fatto che questo tipo di prove non siano la maniera migliore di valutare il livello degli apprendimenti, ma sono test recenti e senz’altro migliorabili, normalmente somministrati ai ragazzi nelle scuole europee (…)

Un giorno questi ragazzi si troveranno a essere valutati accanto ad un giovane svedese, francese, spagnolo, perché il lavoro non è più sotto casa (…) Dovremmo aiutare i ragazzi a desiderare di esser esaminati e valutati come lo saranno un giorno: potevano essere sottoposti magari ad un altro tipo di lavoro, ritenuto utile dagli insegnanti che li hanno convinti a non prendere sul serio le prove. Dovremmo educarli a chiedere di essere preparati ad un mondo sempre più complesso e globale, non deresponsabilizzandoli:per un tredicenne un adulto che permette di reagire con una pernacchia a una prova ufficiale è un compagno di giochi non una guida. Io li educherei sin da piccoli a boicottare gli insegnanti senza qualità, che non fanno lezione, non si preparano, ripetono la stessa solfa, non sanno tenerli, sparlano dei colleghi, ignorano i nomi dei ragazzi nei colloqui, parlano in dialetto (e insegnano italiano): spettacoli all’ordine del giorno. Li educherei come facciamo in famiglia a pretendere la qualità, come fa chiunque si sieda al tavolo di un ristorante che ha scelto proprio per questo.

Alcuni colleghi invece hanno pensato di boicottare i test, chi per fare una pernacchia alla riforma in discussione, chi perché li trova (per certi versi anche giustamente) tanto inadeguati da non volerli correggere. Posso capire la seconda motivazione, ma la prima mi sembra una scusa (la figuraccia non la fa il Governo, dal momento che le prove ci sono dal 2007, ma chi esercita una professione e un ruolo). Vogliamo educare i ragazzi a diventare buoni cittadini, a rispettare le regole e le persone, e poi squalifichiamo tutto con un gesto che rende gli studenti pedine di un malcontento che riguarda noi ed è da sostenere in altre sedi.

(…)Perché noi possiamo spernacchiare una prova ufficiale e loro non dovrebbero fare altrettanto di fronte ad un compito insensato o non interessante, una spiegazione trita, un’interrogazione inadeguata? Crediamo veramente di preparare così i ragazzi ad un mondo sempre più difficile? Crediamo forse che lo sberleffo, non sostituito da nulla di costruttivo, li aiuterà a costruire un pensiero autonomo? Dobbiamo prepararli al futuro, non usarli. Dobbiamo metterli ancora di più alla prova, non illuderli che basta sottrarsi all’ostacolo per scavalcarlo, perché l’ostacolo resta lì.(…)

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6 pensieri su “Il parere di un docente, serio, sull’invalsi

  1. Per forza.
    Con l’invalsi si potrebbero scoprire gli insegnanti fancazzisti, quelli che fanno le stesse lezioni dal 1975, quelli che non vogliono imparare a usare il pc, la LIM e tutti gli ammenniccoli che migliorano la didattica eccetera eccetera.

    Da qualche anno a questa parte il momento del test (e dell’eventuale bocciatura) è spostato sempre più avanti. Una volta si bocciava da subito (anche alle elementari) e non era un dramma. Poi le prime bocciature arrivavano alle medie. Quando c’ero io si cominciava a bocciare alle superiori. Adesso praticamente le prime bocciature arrivano ai test d’ingresso alle università (per chi sceglie alcune facoltà, ma non per tutti), per altri (penso per esempio ad alcune facoltà di cui NON farò il nome) la prima bocciatura arriva al primo colloquio di lavoro. E al secondo. E sono batoste, perché se sei abituato che tutte le porte si aprano (con un minimo impegno), alla prima porta chiusa ci sbatti il naso. E ti fai male.

    Ricominciamo a fermare i ragazzi non meritevoli. Già da elementari e medie. Con il giusto garbo e il giusto modo, ovviamente. E sarà per il loro bene.

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    • Per come è strutturato l’invalsi non è possibile usarlo per valutare un singolo docente visto che la prestazione dei ragazzi dipende anche dalla loro motivazione e dal loro background. A me, insegnando, è capitato di avere in quinta ragazzi che avevano avuto il debito in matematica nei quattro anni precedenti e non l’avevano mai superato. Se non passano l’invalsi, di chi è la colpa? mia? dei docenti degli anni precedenti (ne cambiavano uno all’anno)? Non puoi trovare “il responsabile” però puoi far suonare campanelli d’allarme e segnalare quella scuola come “critica” anche se non puoi trovare i responsabili.

      Più che per stanare i docenti, dovrebbe servire anche ai ragazzi per valutare realmente la loro preparazione rispetto ai coetanei. Senza cronometro è facile correre e credere di essere un lampo, col cronometro invece capisci se il tuo tempo è a livello di garetta all’oratorio o a livello di campionato italiano di atletica.

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  2. Io credo che ogni valutazione serva come base di riflessione e non solo come metro di giudizio. Quindi così come gli insegnanti fanno per gli studenti perchè essi stessi dovrebbero avere paura di tale criterio? Io insegno ai bambini piccoli e temere un giudizio che sia da parte degli adulti o dei piccoli non è mio pensiero. Io credo che i giudizi servano sempre per crescere insieme e non per distruggersi a vicenda 🙂

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  3. Con l’invalsi si potrebbero scoprire gli insegnanti fancazzisti, quelli che fanno le stesse lezioni dal 1975, quelli che non vogliono imparare a usare il pc, la LIM e tutti gli ammenniccoli che migliorano la didattica eccetera eccetera.

    Io comincerei con quelli che non conoscono l’abbecedario. Sarebbe già un’ottima scrematura

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