Caro studente che boicotti l’invalsi…

chi ti scrive è un ex docente che è stato anche studente e che si è dovuto confrontare, tanto, con i famigerati test a risposta chiusa e le prove strutturate. Purtroppo le trovi ovunque, se tenti un concorso pubblico le troverai alla preselezione, se vuoi accedere a corsi di laurea a numero chiuso ti troverai un test. Molti datori di lavoro fanno svolgere un test preliminare per scremare i curriculum quando non segano direttamente e spietatamente basandosi sul nome della scuola di provenienza o su altri fattori.  Come diceva il mio professore di matematica del liceo,  puoi evitare i compiti in classe ma non puoi evitare lo scrutinio finale. E un non classificato è un voto che ha il suo significato, ed è anche abbastanza grave. Significa che in una materia non è stato possibile giudicarti, significa essere bocciato senza passare dal via. Una prova oggettiva, un esame “cattivo” dal quale non puoi sottrarti prima o poi lo si incontra. E forse è meglio affrontarlo preparato che farsi beccare del tutto impreparati, garanzia di un fallimento certo.

Vedi le prove come una gara di corsa. Cosa significa se non ti presenti alla gara? significa ignorare quanto sei realmente veloce. Puoi raccontarti di essere un campioncino di velocità, puoi raccontare che mammà dice che sei il nuovo Usain Bolt, ma come risponderai alla domanda: “bene, come me lo puoi dimostrare?”

Perché il mondo non crede solo sulla fiducia ma vuole soprattutto prove e dimostrazioni. Punterà su di te, come promessa sportiva, se farai vedere coppe e medaglie guadagnate, non perché mammà dice che sei tanto bravo e veloce. Scappare dall’invalsi è come scappare dalle gare. Se partecipi alla gara e perdi, cosa seccante e spiacevole lo ammetto, almeno ti renderai conto che ci son persone più veloci e che se vuoi raggiungerli devi allenarti meglio o in maniera diversa. O che non sei tagliato per la corsa ma forse più per la maratona o per il lancio del peso, son cose che capitano. Se non partecipi invece magari ti continui a ritenere un fulmine ma, quando sarai costretto dalla vita ad affrontare una vera gara e non una pagliacciata dove “vincono tutti”, accorgersi di essere una lumaca in un mondo di lepri non sarà bello o piacevole.

Perché boicotti l’invalsi? perché credi che non sia giusta la standardizzazione del sapere e che si deva valutare la persona globalmente? Cosa penseresti di un allenatore che ti manda in panchina perché sai solo giocare a calcio e al tuo posto manda in campo Gimmy Scarpone perché complessivamente più bravo di te? Gimy sarà meno capace di giocare a pallone di te ma cucina divinamente e in più colleziona francobolli… Penseresti, a ragione, che l’allenatore è un idiota. Ma lui sta solamente valutando globalmente la persona e non le capacità standard del palleggio o del tiro.

Perché non vuoi una scuola di serie A e di serie B? Guarda, esistono squadre di serie A e di serie B, lavori di serie A e di serie B, persone più capaci e meno capaci. Perché la scuola deve fare eccezione? No, non rispondere che la costituzione dice che siamo tutti uguali; son pochi i casi in cui tutti si è uguali, praticamente solo il voto. Il tuo voto vale il voto di un nobel e di un testa di cavolo. Negli altri casi non è così. Leggi l’articolo 34 della costituzione: “I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.”, i capaci e meritevoli non tutti. O l’articolo 97: “Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge”. Per concorso, e in un concorso ci son vincitori e perdenti.

Renditi conto che non stai studiando per mammà o per il professore, stai studiando per te, per avere gli strumenti per capire il mondo e interpretarlo, per riuscire a fare ragionamenti corretti e prendere le decisioni più opportune. Questo è il significato reale di “cultura”, non il sapere quanti peli nella barba aveva socrate o conoscere a memoria tutte le formule di trigonometria senza però essere capace di applicarle a casi concreti. Stai studiando per te, e i test servono a te per sapere se ti stai preparando bene oppure se stai solo perdendo tempo o ti stanno solo facendo perdere tempo.

Poi se non vuoi studiare e fare altro è un tuo diritto non studiare, basta che poi non ti lamenti delle conseguenze delle tue scelte, perché, che che ne dicano tanti, è vero che amicizie e accozzi esistono ma non giustificano tutto e soprattutto non giustificano tutti i tuoi fiaschi. Uno o due possono capitare; può capitare che un concorso lo vinca il figlio del sindaco o che il privato preferisca assumere il cuggino, ma non può capitare sempre, e oggi è molto più difficile fare il gioco delle tre carte nei concorsi pubblici. Essere adulti significa anche capire che si devono accettare le conseguenze delle proprie scelte.

 

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6 pensieri su “Caro studente che boicotti l’invalsi…

  1. il privato preferisca assumere il cuggino
    Sta finendo anche questa, e conosco almeno un paio di persone che licenzierebbero molto volentieri il cugino, assunto per parentela, e ti garantisco che il giorno che lo cacceranno, piuttosto di assumere un altro parente, si fanno tagliare un marone.
    Perché quando le vacche erano grasse, potevi anche permetterti una persona non troppo produttiva, ma ora non è più così…

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  2. La competizione è naturale nei viventi come la combustione nel motore delle auto, tentare di azzerarla a tutti i costi è una delle più colossali fesserie mai tentate nella storia umana e rivela una visione del mondo sentimental – dittatoriale. Parafrasando Nietzsche, la democrazia puoi intenderla in due versi: allineamento verso l’alto o appiattimento verso il basso. Chissà questi tizi a quale delle due direzioni aspirano?

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