Serve il privato per valutare le azioni pubbliche di un politico?

Ennesimo scandaletto sui grilloleaks, trascrizioni di riunioni “riservate” svolte dai cinque stelle. Non mi soffermo sull’utilità di quei documenti per giudicare i grillini, ne ha già parlato benissimo Mattia ma vorrei parlare della mania tutta italiana di guardare ossessivamente quello che c’è dietro le quinte e ignorare alla grande cosa avviene sul palco.

Un uomo politico, imho, lo puoi giudicare benissimo dalle sue azioni pubbliche, da quello che fa in pubblico, dalle leggi e dalle mozioni che vota, dalle azioni che compie il suo ministero, quello che capita nella sua camera da letto è un fatto secondario. Se un politico stanzia 100 milioni di euro per una autostrada e dopo dieci anni c’è solo una mulattiera con il fondo in sterrato forse c’è stato qualche maneggio di troppo… cosa che riuscirebbe a dedurre anche un bambino di 10 anni.

Quindi per vedere come “recita” un politico basta guardare il palco, basta vedere se le battute corrispondono alle azioni del personaggio. Una cosa son le dichiarazioni bellicose e vedere l’attore che sguaina la spada, altro è sentire dichiarazioni bellicose e vedere l’attore fuggire precipitosamente. Quello che l’attore fa nel camerino è irrilevante per giudicare se il personaggio è un vile o un prode…

E allora perché c’è questa ossessione per quanto avviene dietro le quinte, questa attenzione morbosa per i retroscena, questa passione per la dietrologia(1)?  Principalmente perché se la realtà è dura da capire e da accettare allora ci si rifugia nella fantasia. E questo capita spesso con gli elettori e i simpatizzati della sinistra. Per circa quarant’anni il PC non è potuto andare al governo e alle elezioni generalmente le prendeva. Invece di fare una seria autocritica e chiedersi come mai gli elettori non lo consideravano affidabile(2) si inventava improbabili complotti della CIA o altri.

Questa piega mentale si è propagata; alle elezioni Berlusconi se vinceva, vinceva solo perché emilio fido seduceva le casalinghe telenovellare e non perché nei cinque anni precedenti il centrosinistra si era distrutto da solo e l’avversario era solo una faccia che doveva nascondere il vuoto spinto. Rutelli dopo 4 governi di csx (Prodi I, Dalema I, II, Amato) con la scissione di rifondazione comunista e maggioranza alla camera ottenuta grazie alla compravendita di parlamentari da parte di Mastella e Cossiga. Veltroni dopo un catastrofico governo Prodi II con una maggioranza dove tutti dicevano tutto e il contrario di tutto; la vita del governo è riassunta perfettamente nella parodia di Neri Marcorè una vita da prodiano.

Invece di fare qualche seria riflessione ci si fissava sul dietro le quinte, sulle trame di berlusconi con bertolaso e le olgettine, invece di pensare alle azioni dirette fatte dal governo ci si lanciava in elucubrazioni sulla “culona inchiavabile” e su quanto fosse gnocca questa o quella.  Perché? Perché non si guardava direttamente alle, presunte(3), porcherie fatte da B&B ?

Riprendiamo i cinque stelle, uno dei loro cavalli di battaglia era rendere pubblico tutto e trasmettere tutto in streaming. Ammesso che i lavori parlamentari son ben coperti da GR Parlamento, Radio radicale e, nel caso di eventi importanti, trasmessi in diretta nei canali del senato e della camera sul digitale terrestre, resta il fatto che eventuali accordi sottobanco non verranno fatti in parlamento nelle sedute pubbliche ma fuori, lontano dalle telecamere. Quindi lo streaming al più sarebbe stato inutile, è ingenuo credere che si possa fare il gioco delle tre carte durante le sedute pubbliche. L’unico effetto della trasparenza è stato l’usarlo come arma contro i grillos quando, giustamente(4), si son voluti riunire a porte chiuse per decidere la linea politica.

Penso che questa ossessione per la trasparenza nasconda un fatto, imho, abbastanza grave: non sono in grado di preparare una controproposta politica valida e plausibile quindi da una parte calunnio le persone facendo credere che esistano trame occulte sottobanco e dall’altra stuzzico il voyerismo delle persone spingendole a parlare del privato del mio nemico politico per non parlare del suo agire pubblico e di cosa farei io al suo posto.  Prendiamo l’ultima protesta in ordine di tempo: la scuola. Tutti contro la buona scuola di renzi ma, a parte vacui slogan come “si alla scuola partecipativa” o “nessuna discriminazione, no alla scuola azienda” e  “infrastrutture scolastiche sicure e a norma(5)”, non è stata presentata una controriforma sulla quale tutti gli attori concordino, anzi si provi a parlare con i docenti di “valutazione democratica decisa dal basso”.

(1) Da wikipedia:

Dietrologia è un termine coniato in Italia nel 1974, nel linguaggio politico e giornalistico, e indica la ricerca di supposte motivazioni nascoste che sarebbero all’origine di un avvenimento. Si presuppone che un evento sia dovuto a cause diverse da quelle manifeste o conosciute, collegabili a trame oscure, presumendo di conoscere e poter rivelare quello che si nasconde “dietro” la facciata ufficiale degli avvenimenti storici. Il punto cardine dei dietrologi è la domanda cui prodest?, “a chi giova” un determinato fatto, sottintendendo l’ipotesi che tale avvenimento potrebbe essere stato provocato ad arte.

(2) In realtà il PCI aveva visto che era meglio usare il consociativismo e lasciare che altri facessero il lavoro sporco. Stare all’opposizione in maniera tale da poter partecipare alla spartizione della torta ma non dover metterci la faccia è una posizione comodissima.

(3) Sul terremoto dell’aquila non è che avessero grandi colpe ne l’uno e neppure l’altro. La protezione civile si è comportata in maniera professionale e la prevenzione è compito degli enti locali non del governo nazionale. Ma, come il demenziale processo dell’Aquila ha dimostrato, scaricare colpe al capro espiatorio serve anche a mascherare le colpe di altri.

(4) Giocare a carte scoperte sarebbe stato come andare ad un torneo di poker e giocare a carte scoperte, sconfitta assicurata al 100%. In certi casi, come capita anche negli affari, la riservatezza può essere utile.

(5) L’unico condivisibile. Però giova ricordare che le strutture scolastiche son gestite da Comuni (scuola dell’infanzia ed elementare) e Provincie (medie e superiori) e non dal MIUR.

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