boicott invalsi/2…

E puntualmente con il mese di maggio parte anche lo sbroc sull’invalsi. Ne avevo già parlato gli anni scorsi, e, per curiosità sono andato a vedere il tradizionale proclama anti invalsi nel sito dell’unione degli studenti, uno dei tanti sindacati studenteschi. I soliti rimasugli stile anni ’70 e un sacco di retorica pseudomarxista, buona per catturare i cuori degli studenti(1) ma vacua di contenuti. Alcuni passaggi son comunque spassosi perché mettono a nudo le contraddizioni del movimento anti invalsi. Altri invece perché mettono a nudo le tante contraddizioni sparate dagli anti invalsi, una delle quali è che i test sono assolutamente inutili; ma se lo sono perché scrivi nel proclama anti invalsi che:

E’, infatti, interessante notare come al generale calo della qualità dell’istruzione, registrato dai test, siano seguite politiche di tagli trasversali e di smantellamento della scuola pubblica.

Quindi esiste un calo e tale calo è stato registrato dai test. Ma non erano inaffidabili ed inattendibili? Ma la scuola non sprizzava eccellenza da tutti i pori?

Secondo l’Ente di ricerca la finalità dei test sarebbe valutare il sistema scolastico. Eppure, l’INVALSI è l’unico Istituto in Europa a svolgere i test su base censuaria e non campionaria, facendo oltretutto ammontare i costi a 14 milioni di euro l’anno per la loro somministrazione. Una cifra inaccettabile se solo si pensa al susseguirsi di tagli trasversali al diritto allo studio, alle condizioni disastrose in cui si trovano l’edilizia scolastica e la scuola pubblica in generale.

Yawn, la solita storia che una indagine campionaria sarebbe più precisa di una indagine a tappeto. Il fatto è che se devo “misurare” tutta la popolazione con precisione non posso ricorrere alla statistica. Anche perché in qualsiasi modo venga scelto il campione sicuramente qualcuno polemizzerà su quella scelta. E allora che universo sia.

La parte centrale del proclama è comunque la migliore perché sostiene le seguenti tesi:

1) i test valutano solo una parte dello studente e non lo studente in maniera globale

2) la preparazione dei test toglie spazio allo svolgimento del programma scolastico e pone in competizione fra loro gli studenti.

3) I genitori potrebbero scegliere la scuola “migliore” sulla base dei risultati dei test invalsi, e questo sarebbe punitivo nei confronti delle scuole.

Tre tesi che mostrano impietosamente come certo sindacalismo, lato studenti e anche lato docenti, anche i documenti dei COBAS li presentano, pensi di vivere nel villaggio dei puffi e non sul pianeta terra. E che mostrano impietosamente perché il sindacalismo italiano e principalmente quello scolastico hanno nel loro curriculum una sequenza incredibile di fiaschi e fallimenti catastrofici.

I vari governi che si sono susseguiti in questi anni, sia di destra che di sinistra, hanno fatto sì che l’intero sistema scolastico venisse sottoposto alle leggi aziendalistiche del mercato, pensando che in questo modo la scuola potesse divenire più efficiente. La retorica esasperata della necessità di parametri scientifici che vadano a verificare le nozioni di studenti di scuole in cui i programmi didattici sono differenti oltre che a fallire nel proprio intento, soffoca la didattica, le attitudini e le capacità individuali degli studenti che nei test Invalsi non trovano riscontro.

Qualcuno si è mai chiesto se Lionel Messi sapeva cucinare prima di decidere se assegnarli il pallone d’oro? Il fatto che Messi sia una pippa in cucina deve spingere il Barcellona a rescindere immediatamente il contratto? Siamo seri, di un calciatore interessa che sappia giocare bene non che sappia cucinare, il fatto che sia un dio tra i fornelli o che il piatto migliore che riesca a preparare sia l’aprire una scatoletta non interessa affatto. Idem per l’invalsi; l’invalsi si limita a valutare le competenze in italiano e matematica, solo quelle. E un 4 in matematica non è un giudizio globale sulla persona, è un giudizio esclusivamente sulla conoscenza della matematica; puoi essere un ragazzo d’oro ma non riuscire ad andare oltre le moltiplicazioni e puoi essere una merda e mangiare integrali tripli a colazione. Il voto coglie solo l’aspetto matematica. La storia della valutazione globale è un giochetto usato per mascherare lacune e far alzare certi voti, far credere che il voto in matematica debba tener conto non solo della conoscenza di quest’ultima ma dell’impegno, della socievolezza, delle capacità comunicative ed espressive, di questo, quello e quell’altro è una cortina fumogena per mascherare il fatto di non essere capaci in matematica. Non capire la matematica non è una colpa ma, purtroppo, a seconda del lavoro che si mira a fare è essenziale conoscerla.

Lo strapotere assunto dall’Invalsi e la preparazione ossessiva di cui necessitano i test hanno svolto la funzione di promuovere sottobanco una vera e propria “riforma della didattica”. Infatti, a causa del pericoloso meccanismo di premialità che il MIUR intende mettere in campo a seguito dei risultati del test e alla conseguente allocazione di risorse che deriva da tale classificazione delle scuole italiane, i docenti sono sempre più propensi a dedicare una consistente percentuale di ore di didattica all’insegnamento di ciò che è necessario per superare i test. Coloro che ci rimettono maggiormente sono gli studenti, che si vedono sottrarre i momenti più formativi del proprio percorso scolastico, sostituiti da una forte competizione e da un’attenzione eccessiva al voto.

Riguardo alla seconda questione, da ex docente posso dire che per sostenere i test invalsi di matematica devi aver svolto almeno l’80% del programma di matematica. Con quei test è praticamente impossibile fare teaching to test trascurando il programma. Per quanto invece attiene alla competizione fra studenti basta constatare che c’è competizione nei campetti di calcetto, nelle piste di atletica, ci si sfida anche alla playstation per vedere chi è più bravo e chi meno. Se la competizione è sbagliata allora dovrebbero eliminare anche tutte le competizioni precedenti. Non capisco come mai sia giusto che a calcio (o altro sport) ci sia chi va in campo e chi in panchina mentre a scuola sia deleterio che ci sia chi prende 4 e chi 8. Come nel calcio alla fine di una partita conta quante volte si è riusciti a segnare e quanti punti si son presi.

La terza tesi comunque è la più clamorosa; i genitori sceglieranno la scuola migliore sulla base dei test

nostante la consultazione messa in campo dal Governo non fosse ancora giunta al termine, con il comunicato stampa del MIUR del 19 settembre c.a. sono state già annunciate alcune caratteristiche del Sistema nazionale di valutazione (SNV) ed è stato imposto a tutti gli istituti (paritari e statali) la stesura e la pubblicazione del rapporto di autovalutazione con gli obiettivi di miglioramento, che le famiglie potranno consultare nell’atto di iscrivere il proprio figlio a scuola. Con ogni probabilità la scelta ricadrà sulle scuole che raggiungono con facilità gli standard imposti a discapito delle scuole in maggiore difficoltà.

Alla lettura di questa frase mi son chiesto: ma questi dove pensano di vivere, nel villaggio dei puffi? che si cerchi di scegliere il meglio è normale, in tutti gli ambiti della vita le persone tendono a voler andare dal miglior medico, dal miglior meccanico, dal miglior idraulico possibile. Non da Totonno O’Macellaro, Nick Spaccapistoni o Bart Allagotutto… Perché la scuola dovrebbe fare eccezione?  E’ ovvio che genitori, che hanno un poco di testa, cercheranno di iscrivere il figlio nella miglior scuola possibile. E questo dovrebbe essere preso come sprone dalle scuole “peggiori” per migliorare. L’alternativa è un livellamento verso il basso, livellamento che porta, ad esempio, le aziende a considerare inattendibili i titoli di studio e le valutazioni scolastiche. Se lo sbocco naturale di certi corsi e certi indirizzi sembra essere il call center (almeno finché rimangono in italia e non si spostano in romania) forse è a causa di tale livellamento verso il basso. Non può essere che la laurea indichi eccellenza e che però debba essere data a tutti.

Dire che tutti sono bravi equivale a dire che nessuno è bravo. Certo ci si può raccontare che il 4 in matematica era dovuto ad un docente nazifascista incapace di valutare la globalità della persona e che non accettava l’idea democratica di autovalutazione dal basso. Magari con qualcuno puoi anche riuscire a trasformare il 4 in 8 perché il docente ritiene preminente la capacità dello studente di orientare il suo feng sui in maniera che sia in assonanza con il karma cosmico universale rispetto a quella di calcolo delle percentuali. Peccato che prima o poi qualche esame dove viene chiesto di usare le percentuali si incontri. Non viviamo nel villaggio dei puffi.

PS

l’unica cosa giusta scritta è che il test invalsi non deve essere valutato dal docente e non deve essere usato per la valutazione, anche se un “pessimo” test è giusto che faccia accendere qualche campanello d’allarme. Se non riesci a saltare quell’asticella forse non sei il dio del salto in alto che ti fanno credere di essere e forse ci son gravi lacune nella tua preparazione.

(1) Mostratemi un giovane conservatore e io vi mostrerò qualcuno senza cuore. Mostratemi un vecchio liberale e vi mostrerò qualcuno senza cervello.
[Winston Churchill]

Annunci

4 pensieri su “boicott invalsi/2…

  1. Chi scrive questa roba fa bene ad aver paura dei test invalsi e della competizione, perché dubito fortemente che mai potrà fare qualcosa di buono senza “spintarelle”.
    La posizione dei sindacati della scuola, studenteschi e non, è a dir poco imbarazzante: pretendono di dettare legge nonostante decenni di indubbi disastri, la cui responsabilità è sempre degli altri.
    Spero proprio che vengano ignorati e fatti sfigurare.

    Mi piace

  2. Guarda, non aggiungo niente stavolta perché con la diplomazia son penoso e sbroccare in casa d’altri non è buona creanza. Dico solo che per l’Istruzione sceglierei un pò più di metodologia anglosassone…

    Mi piace

    • il buffo è che molti sindacalisti della scuola santificano l’estero quando si parla delle retribuzioni e lo demonizzano quando si parla della verifica su quanto la scuola stia realmente facendo.

      Mi piace

  3. […] La valutazione narrativa l’ho conosciuta alle medie con i famigerati giudizi, paragrafi “politically correct” sulla falsariga del: “il risultato è inferiore a quello ottenibile mediante l’attuazione completa delle potenzialità del ragazzo”, “il mostrare un impegno discontinuo, tende a mascherare le potenzialità e penalizzare il rendimento scolastico”. Tante parole per non dire niente e per non offendere i genitori convinti di allevare baby Einstein.  Per il resto la dichiarazione è la solita sequenza di uomini di paglia sull’invalsi tutti, tranne il “non siamo numeri”, già ampiamente confutati. […]

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...