Fare la cosa giusta per motivi sbagliati.

fonte: Unione Sarda

Alunni musulmani a scuola
Preside vieta le benedizioni
In una scuola di Decimoputzu la dirigente scolastica non ha permesso al parroco di effettuare la benedizione di Pasqua per rispettare le minoranze religiose.

Due modi di interpretare l’integrazione: da una parte il prete di Decimoputzu e dall’altra la dirigente scolastica della scuola Antonio Gramsci.

Due opposte visioni che sono entrate in rotta di collisione in occasione della benedizione pasquale, quando al parroco della Nostra Signora delle Grazie è stato impedito di interrompere le lezioni per svolgere il suo ufficio.

La preside non ha voluto sospendere l’attività per rispettare le minoranze religiose e i piccoli studenti musulmani (una decina).

Secondo il parroco “l’eccesso di laicità applicato può arrivare a sfociare nell’intolleranza”, mentre la dirigente scolastica fornisce la propria versione: “Non potevo permettere che entrasse nelle loro classi senza prima aver chiesto l’autorizzazione alle famiglie”.

Penso che la dirigente abbia fatto una cosa non del tutto sbagliata ma per dei motivi sbagliatissimi. Avesse sostenuto che la scuola deve essere laica e quindi non son permesse manifestazioni religiose di alcun tipo durante le ore di lezione avrei capito e sarei stato d’accordo. Si tratta di una posizione condivisibile.  Invece l’usare il pretesto di non voler sospendere l’attività per rispettare le minoranze religiose è una stupidata galattica.

La preside non ha voluto sospendere l’attività per rispettare le minoranze religiose e i piccoli studenti musulmani (una decina).  cosa significa per rispettare le minoranze religiose? significa che le minoranze sono offese dai riti religiosi della maggioranza, nello specifico il gettare un poco di acqua dicendo una preghiera? Se la risposta è si quello che si sta dicendo è che le minoranze sono intolleranti e cosa più grave si sdogana e si insegna, con l’esempio, il rispetto per l’intolleranza. Se si impedisce al prete di benedire per rispettare Ahmed poi, con che faccia si dirà a Carlo che è sbagliato protestare e offendersi per il velo di Amina? La tolleranza deve essere reciproca, l’essere minoranza non può e non deve diventare un pretesto per l’intolleranza. Perché se cominci a dover rispettare qualsiasi pippa mentale di chichessia la situazione finisce in merda immediatamente.

“Non potevo permettere che entrasse nelle loro classi senza prima aver chiesto l’autorizzazione alle famiglie”. Anche qui non capisco il punto di vista, cioè se una famiglia ha problemi che un tizio entri nella classe del figlio per gettare un poco di acqua e si sente offesa da ciò io mi farei qualche domanda su quanto possa essere realmente pacifica la convivenza e quanto invece possa solo essere la quiete prima della tempesta. Anche qui parliamo di reciprocità: come mai si accontenta il padre di ahmed che non desidera che suo figlio veda dei riti di altre religioni e si critica la madre di Simona perché non desidera che sua figlia veda donne velate? Doppiopesismo a gogo. E questo doppiopesismo crea alla fine il razzismo.

Il sentirsi dire che devi tollerare anche l’intollerabile mentre agli altri viene permesso di non tollerare niente e vengono accontentati in tutti i capricci fa girare le scatole, e questo giramento di scatole alla fine si traduce in voti e preferenze verso personaggi che in altre situazioni sarebbero stati bollati come inutili pagliacci.

 

 

 

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