Spagna: educazione finanziaria al posto della filosofia

fonte: Spagna, riforma della scuola: “Educazione finanziaria al posto della filosofia”

E’ quanto prevede il provvedimento elaborato dal ministro José Ignacio Wert. Nei testi preparati dalla Consob iberica e dal Banco de España per gli alunni le spese come la rata del mutuo, l’affitto, l’assicurazione obbligatoria e le tasse sono classificate non rinviabili, a differenza di quelle per cibo e riscaldamento. Così i banchieri entrano in classe

Sinceramente sono d’accordo. Ho visto troppa gente rovinatasi con le proprie mani perché era incapace di gestire le proprie finanze e si faceva abbindolare da offerte ammiccanti, soprattutto riguardo al credito al consumo o ai mutui. Il sapere come funziona un mutuo, un piano di ammortamento di un prestito, cosa sia un investimento e soprattutto le leggi base del gioco:

  • Legge della domanda e dell’offerta: (all’aumentare della domanda il prezzo sale ed all’aumentare dell’offerta scende)
  • Legge del rischio e del rendimento: (più una speculazione è redditizia maggiori sono i rischi di perdita del capitale)

serve, è essenziale oggi e lo sarà domani. Altrimenti capiteranno tanti altri casi di gonzi che si fanno infinocchiare e che si fanno infinocchiare a norma di legge(1) e poi piangono contro le banche cattive.

Capisco che per il fatto quotidiano, che vuole arruffianarsi gli sbroc del signoraggio &Co, le banche siano il nemico pubblico numero uno e l’economia sia seconda solo alla demonologia come materia. Però come si ripete ad libitum “un popolo ignorante è facile da imbrogliare”, quindi un popolo ignorante in economia è facilmente imbrogliabile, un popolo che conosce l’economia difficilmente si fa imbrogliare da annunci ammiccanti: “per te una cifra pronta da spendere e che puoi rendere con comodità”. Eppure, se si parla di rendere colto il popolo, parte una incomprensibile levata di scudi(2).

Qui le rilevazioni dei tassi medi per prodotto finanziario da parte del Ministero delle Finanze, la convenienza di certi prodotti come le carte revolving balza immediatamente agli occhi.

Concludo con due citazioni dall’articolo:

Il ministro José Ignacio Wert (Partito Popolare) ha difeso il provvedimento: “È necessario che i nostri figli, ovvero i consumatori del futuro, acquisiscano in ambito finanziario un livello più alto di quello dei rispettivi padri. La crisi ha evidenziato una carenza di competenze, molte volte dannose per la singola economia familiare”.(…)

Spiace dirlo ma ha ragione. Molte delle situazioni incasinate si sarebbero potute evitare con una migliore pianificazione delle spese. Posso capire un intervento dal dentista, posso capire l’esigenza di ricomprare un frigorifero ma, far rate con tasso al 8% per l’inutilephone 25 solo per fare gli sboroni con gli amici…

La conclusione dell’articolo è emblematica

Gli studenti – ovvero ragazzi tra i 10 e i 13 anni – devono distinguere e classificare le spese non rinviabili da quellemodificabili. Le prime erano classificate come di Serie A: rata del mutuo, pagamento dell’affitto, assicurazione obbligatoria,tasse. Le altre di serie B: cibo o riscaldamento. Il conto è presto fatto: i consumatori del futuro devono ricordarsi di pagare con tempestività le rate della banca prima che riempire il frigorifero, così da evitare di ritrovarsi insolventi e vedersi pignorato il tetto sotto il quale dormono.
(…)
Pablo Gasós, il Direttore dello studio di statistica del CNMV, ha detto che l’obiettivo non è quello di trasmettere un’ideologia ma ha riconosciuto che molti termini con i quali sono stati redatti i manuali potrebbero essere rivisti. Se ne discuterà in futuro. Per ora quello che è certo è la drastica riduzione delle ore di filosofia. La finanza non guarda in faccia a nessuno, nemmeno ad Aristotele o Hegel.

Hegel era un idiota (cit.) e l’autore dell’articolo, imho, s’è fatto prendere troppo dal sacro sdegno per riflettere e magari chiedere a qualcuno che conosce un minimo di economia. Le spese non rinviabili son quelle che devi pagare entro il termine altrimenti hai conseguenze  (pignoramento casa, more etc. etc.) quindi nella pianificazione devi far conto che quei soldi, in quella data, ce li devi avere. Con le spese di tipo B invece hai maggior margine, non hai scadenze fisse, puoi giocarci di più. Magari invece di fare la spesa del mese fai la spesa prima per 15 gg e poi per altri 15.

Ma questo è troppo difficile da capire, meglio demonizzare l’economia, e urlare i soliti slogan triti e ritriti: no alle banche, a morte il signoraggio, vogliamo un altra economia(3)… E poi si stupiscono perché il popolo rimane ignorante…

Vorrei sapere dove è scritto che bisogna evitare di mangiare per pagare le tasse? Magari pianificando bene le spese riesci a fare l’uno e l’altro.

(1) Le banche ti danno tutto per iscritto, anche solo per dirti che il cesso è in fondo a destra, ti fanno firmare 5 liberatorie (l’acqua della tazza non è potabile, per pisciare bisogna tirarlo fuori, l’interrutore della luce è esterno, il sapone non è commestibile, non farla per terra). Quindi se non leggi, o per pigrizia o per incapacità è colpa tua.

(2) Rendere colto il popolo a discapito delle ore di filosofia? Sacrilegio…

(3) Così come gli sciroccati che vogliono un altra fisica, magari senza il secondo principio della termodinamica…

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8 pensieri su “Spagna: educazione finanziaria al posto della filosofia

  1. Non ho mai capito a cosa serva lo studio della filosofia. La professoressa di letteratura diceva che serve a imparare a pensare.
    Mi sembra di esserne capace anche avendola studiata poco o nulla.

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    • Se fatta bene serve proprio per quello, vedere quali erano i problemi, come i pensatori si sono confrontati, come hanno pensato di risolverli e come ci son riusciti e come hanno sbagliato.
      Cosa molto importante serve per imparare cosa sia una teoria scientifica (popper) come funzioni i sillogismi (aristotele e altri) quali gli errori da evitare (bacone).
      Se fatta male si riduce ad un Tizio ha detto che era bianco, Caio invece nero. Un poco come la storia quando viene ridotta ad una mera sequenza di date da mandare a memoria.

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      • Certo che questa è una bella “rivoluzione” culturale!
        Non sono spagnolo e la maturità l’ho già bella che fatta, tuttavia voglio comunque esprimere un mio parere sulla questione: sono d’accordo con voi sulla necessità di conoscere i fondamenti dell’economia e della finanza, come d’altronde dovrebbe valere lo stesso per l’informatica.
        Però togliere la filosofia… insomma.
        Mi sembra un piano piuttosto frettoloso e frutto di scarsa visione d’insieme.
        E’ ovvio che man mano che “invecchiamo come società” aumentano le conoscenze minime, tuttavia eliminarne alcune ritenute obsolete (?) per metterne altre contemporanee, non mi sembra l’approccio giusto.
        Se io dovessi proporre una riforma della scuola per introdurre in tutti i corsi determinate materie ormai imprenscindibili – vedi l’informatica e l’economia/finanza – a questo punto riformerei tutte le discipline. Ad esempio, accorperei storia e filosofia, italiano e latino; creerei nuove discipline, di più ampio respiro.
        E forse, dico forse, è necessario aumentare il numero delle ore di lezione…

        Disprezzo la maggior parte dei filosofi, soprattutto quelli post-illuminisiti; disprezzo chi mi dice come devo pensare e cosa devo pensare. Ma fare di tutta un’erba un fascio non è un approccio produttivo.

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        • sinceramente i fondamenti di economia e la filosofia non li vedo in competizione. I fondamenti di economia (fondamenti – fondamenti) per me sarebbero più una materia da scuola media che da scuola superiore.
          Per il resto le ore settimanali son quelle, i giorni di scuola idem; bisogna scegliere le priorità.

          PS: io i primi fondamenti di economia li ho avuti in filosofia quando abbiamo trattato Adam Smith e il liberismo economico. Senza di quelli era impossibile capire cosa Smith dicesse…

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