Aiuto, sono di sinistra ma sto diventando razzista (risposta a Dijana Pavlovic)

A quanto pare a Piazza Pulita su La7, l’ennesima trasmissione di telerisse, c’è stato uno scontro fra Dijana Pavlovic, responsabile della fondazione Rom-Sinti Insieme e il parlamentare europeo Gianluca Buonanno.

Il Buonanno ha, in perfetto stile legaiolo, ha fatto la sparata “i rom sono la feccia della società” e il pubblico, con grande giramento di scatole del conduttore, è scoppiato in un fragoroso applauso. Subito dopo è iniziato il balletto dell’indignazione e dell’antirazzismo idiota e dissennato. E, a mio avviso compiendo un grave errore, si sta cercando di nascondere il problema con un mix di vittimismo e di indignazione un tanto al kilo; come impietosamente dimostra la replica della Pavlovic

da:http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/03/04/dijana-pavlovic-buonanno-mi-fa-schifo-lho-denunciato-per-istigazione-a-odio-razziale/345639/ (grassetti miei, diversi da quelli dell’articolo)

“Buonanno? Sinceramente mi fa schifo e mi fa paura quello che esprime. L’ho denunciato per istigazione all’odio razziale, che in questo Paese è reato”. Sono le parole di Dijana Pavlovic, attrice e responsabile della ‘Fondazione Rom-Sinti Insieme’,(…) Ospite de La Zanzara, su Radio24, alla domanda del conduttore Giuseppe Cruciani, che le chiede la ragione per cui ha negato la stretta di mano all’esponente del Carroccio, l’attivista politica risponde: “Non so per chi mi abbia preso lei. Devo stringere la mano a uno che dice che sono la feccia della società? In realtà, non volevo sporcargli la mano, visto che lui è un esemplare fantastico di maschio ariano biondo, alto, con gli occhi azzurri, molto colto e intelligente. E io sono solo una sporca zingara“. E spiega: “Buonanno ha utilizzato un linguaggio che si usava nella Germania nazista. Non ha offeso me personalmente, anche perché, se la prendo sul personale, non mi può offendere un personaggio del genere. Ha offeso 500mila persone morte nei campi di concentramento proprio per quella ideologia nazista.Non può esistere” – continua – “una persona normale e sana di mente che può dire che un popolo è la feccia. Io sono certamente più colta e più istruita di lui. Basta sentirlo parlare”. (…)

Per la serie non facciamoci mancare niente:

1) nazistificazione dell’avversario e reductio ad hitlerum.

2) “io sono più colta e istruita”, la spocchia dell’appartenere alla fazione colta, che ama i film esistenzialisti cecoslovacchi del 1950 contro i burini legaioli…

3) Annuncio della denuncia per istigazione all’odio razziale.

4) Mascheramento della realtà; nessuna parola sui problemi sollevati dalla lega riguardo ai rom e su come operare per risolverli.

Quattro gravi errori; a furia di nascondere il problema sotto il tappeto e dare del razzista a chiunque, anche se cortesemente, anche se in maniera pacata prova a dire che un problema esiste significa esasperare le persone, persone che alla fine faranno un applauso liberatorio a chiunque ammetta che il problema esiste.

Perché la battuta di Fantozzi: “Per me… La corazzata Kotiomkin… è una cagata pazzesca! ” ebbe 92 minuti ininterrotti di applausi? forse perché i colleghi erano esasperati dal venire obbligati a  vedere, ogni venerdì, i film d’essai amati da Guidobaldo Maria Riccardelli. E al primo che dice: c’è un problema parte l’applauso liberatorio.

Cercare di risolvere i problemi nascondendo la polvere sotto il tappeto e dando del razzista a chiunque provi a sollevare il tappeto significa voler spegnere un incendio buttandoci benzina. Azione degna del premio darwin.

Quel messaggio è uno spottone niente male per Buonanno che, dai suoi e da molti altri, che non sono razzisti ma sono alquanto seccati di essere presi per razzisti quando provano a sollevare il tappeto, verrà considerato come una persona che ha il coraggio di ammettere che nascosta sotto il tappeto c’è tanta polvere. E se non si vuole che troppa gente  applauda chi propone l’uso di un aspirapolvere nucleare forse è il caso di iniziare a sollevare il tappeto e spazzarlo.

Quanto capitato comunque era stato già previsto in questa lettera, spedita nel 2007 al giornale “la repubblica” alla posta di corrado augias (grassetti miei):

da: http://www.repubblica.it/2007/05/sezioni/cronaca/sfogo-lettore/sfogo-lettore/sfogo-lettore.html

GENTILE Augias, ho 49 anni, vivo a Roma, lavoro al Quirinale, ho studiato, leggo buoni libri (credo e spero), mi interesso di politica, leggo ogni giorno 2 quotidiani, guardo in tv Ballarò e Matrix e voto a sinistra, sono stato candidato municipale per la Lista Roma per Veltroni. Cerco di insegnare alle mie figlie i valori della tolleranza e della nonviolenza, dell’importanza dell’istruzione, delle buone letture e dello studio, l’etica del lavoro e del sacrificio per ottenere qualcosa di duraturo e vero nella vita.
Lotto ogni giorno, al loro fianco, contro la cultura del nulla e dell’apparire, contro i Tronisti e le Veline e i Grandi Fratelli.

Ma questo è un altro discorso e quindi torno subito a me ed alla mia richiesta di aiuto.
A 49 anni sto diventando un grandissimo razzista e non riesco a sopportarlo.

Non c’è stata una molla scatenante, un atto di violenza compiuto verso di me o la mia famiglia o amici, ma un continuo stillicidio di fatti letti, di violenza vista, di sicumera da impunità, di moralità calpestata, di identità violata e violentata, di fatti raccontati da persone sconosciute su un tram o una metropolitana.
Ad una signora anziana che ha tossito (forte e ripetutamente) sul tram la giovane ragazza slava seduta davanti a lei ha detto: “Se sei malata devi scendere, vecchia!!”. Alle mie rimostranze sia la ragazza che il suo accompagnatore hanno semplicemente risposto: “Tu che c.. o vuoi, fatti i c.. i tua”, proprio così tua, alla romana.

Altro giro sul tram, affollato. Sale una vecchietta, si avvicina ad una ragazza di colore, la più vicina all’entrata e seduta tra altre 2 persone anziane e, gentilmente, le chiede il posto: prima non risponde e poi, all’insistenza dell’anziana biascica un “vaffanc.. vecchia puttana”. Il vecchietto seduto si alza per darle il posto: io intervengo per dire che non è giusto, lei è giovane e può benissimo alzarsi per una vecchietta. Quella si alza, mi guarda, dice qualcosa e poi mi sputa la gomma americana che ciancicava: l’ho presa per il colletto e l’ho sbattuta fuori dal tram, alla fermata. Tutti ad applaudire ma io mi sono vergognato come un ladro per la mia reazione ed alla fermata successiva sono sceso.

Lavorando al Quirinale ogni tanto vado a comprare un panino in piazza Fontana di Trevi: ho sventato 2 borseggi da parte delle zingarelle. Ad un turista di Palermo ho fatto recuperare tutto il bottino che gli era stato trafugato e, appena mi accorgo della loro presenza di branco in caccia, avverto la polizia che staziona alla fontana: nessuno si muove perché devono stare vicino alle moto o alle macchine.
Ed allora capisco che Fontana di Trevi è terra di nessuno, tra decine di venditori di pistolette che fanno le bolle di sapone e di quegli aggeggi rumorosissimi che si lanciano in aria e fanno il verso dei grilli mentre le bande imperversano.

Di fronte agli stupri che avvengono, troppo frequentemente, in varie città italiane, mi chiedo: e se io stuprassi una giovane araba alla Mecca o a Casablanca, se venissi preso dalla locale polizia a cosa andrei incontro? E se a Bucarest, in metropolitana, avessi accoltellato un giovane rumeno per una spinta ricevuta, che mi avrebbero fatto le locali autorità? Perché devo essere sempre buono ed accogliente con i nomadi, ahi tasto dolentissimo e pericolosissimo, quando questi rubano, si ubriacano, violano la mia casa e la mia intimità, quando rovistano nei cassonetti e buttano tutto fuori, quando mendicano con cattiveria e violenza, quando bastonano le immigrate che non vogliono prostituirsi, quando sbattono i bambini in strada o mandano i figli a scuola con i pidocchi?

Perché se chiedo l’espulsione immediata dei clandestini violenti e ladri e meretrici e protettori di meretrici vengo immediatamente accostato a Eichmann?
Perché lo schieramento politico che mi rappresenta, se io chiedo certezza delle pene e della detenzione, mi risponde con Mastella che nomina direttore generale del Ministero di Grazia e Giustizia quel Nuvoli Gianpaolo che, secoli fa ormai, ai tempi di Mani Pulite, ebbe a dire di Borrelli “se il procuratore fosse condotto alla forca sarei in prima fila per assistere all’esecuzione”?

Perché quando Fini, allora competitor di Rutelli a sindaco di Roma, propose di spostare i campi nomadi fuori dal Gra di Roma, tutti noi della sinistra (quindi me incluso ed in prima fila) gridammo “tutti i fascisti fuori dal raccordo” ed ora, a più di quindici anni di distanza, prevale l’idea del mio sindaco e del prefetto di compiere in tutta fretta questa operazione smentendo così, sostanzialmente, tutta la politica fin qui seguita dell’integrazione e dell’accoglienza solidale?

Perché devo sopportare lo strazio umano di vedere per le strade, di giorno e di notte, giovanissime prostitute schiave senza che a qualcuno, di destra prima e di sinistra ora, sia venuto in mente di vietare la prostituzione in strada cambiando semplicemente la legge in vigore? Però se i cittadini delle zone interessate scendono in strada e reclamano, con le ronde e con le fiaccole, un minimo di decenza ed anche di lotta alla schiavitù ecco subito le anime belle gridare al fascismo ed al ritorno delle camicie brune.

Sta crescendo ogni giorno di più l’intolleranza, sta montando l’odio per lo straniero e nessuno fa nulla per spegnere queste pericolosissime braci. Centinaia di persone come me, che hanno sempre litigato con tutti per difendere chi entra in questo Paese, che si sono battute come leoni contro l’intolleranza e la violenza xenofoba, sono stremate e ridotte, ormai, alla schizofrenia. Io voglio spegnere quelle braci prima che si trasformino in un incendio di rancori e violenza, non voglio lasciare più il monopolio della legalità alla destra e quindi non capisco, perché dare il voto locale agli immigrati, dopo 5 anni di permanenza nel nostro Paese, quando in nessun grande Paese dell’Europa Occidentale questo avviene.

So benissimo, come tutti gli italiani, che in Italia, ogni giorno, mille e più reati, anche odiosissimi, vengono compiuti da miei connazionali, nessuno crede veramente che la sicurezza venga messa a repentaglio solo dagli immigrati, non voglio e mi opporrò con tutte le mie forze al dagli allo straniero. Ma voglio legalità, voglio la cultura della legalità in questo benedetto Paese, voglio che chi sbaglia paghi.
Cxxxx Pxxxxx

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4 pensieri su “Aiuto, sono di sinistra ma sto diventando razzista (risposta a Dijana Pavlovic)

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