Scuole paritarie e scuole statali…

Vediamo di parlare un poco della questione scuole paritarie, scuole pubbliche e di come questa causi aspri scontri; scontri dove, come spesso capita, l’ideologia e gli alti ideali servono solo a fare da cortina fumogena per mascherare interessi di bassa bottega.

Partiamo da una considerazione: una scuola seria, una scuola che si fa vanto della preparazione dei suoi studenti, dovrebbe avere paura di una scuola che rilascia diplomi di informatica ayurvedico-olistica,  certificati di maestro supremo di Nanto e lauree in scienze del gombloddo e youtube?

A rigor di logica la risposta dovrebbe essere no assolutamente no, che considerazione possono avere le aziende per il curriculum di un esperto di informatica ayurvedica-olistica? Quali sono gli sbocchi lavorativi di un maestro di Nanto (nel caso non capiti una guerra termonucleare, ovviamente)? E tutti sappiamo quale sia lo sbocco dei tanti laureati in gombloddologia teorica. Anzi dovrebbe essere contenta che elimina un po’ di gente che mira solo ad avere qualche pezzo di carta da esporre in salotto.

Se invece la risposta fosse sì ciò significa che la scuola ha un disperato bisogno di studenti per mantenere il numero di classi. Perché? perché è una scuola di qualità snobbata dai fancazzisti che mirano al diplomificio o è un diplomificio pubblico in gara, al ribasso, con quello paritario?

Purtroppo a causa della diminuzione delle nascite molte scuole stanno perdendo studenti e quindi c’è una guerra, neanche tanto mascherata, per fregarsi gli studenti le une con le altre.  Perdere una o più classi in molte scuole viene visto come una tragedia biblica, significa per i docenti di ruolo doversi spostare in altre sedi che possono essere più rognose da raggiungere. Ecco perché da una parte si cerca il più possibile di attrarre studenti, arrivando anche alla tecnica “raccogli spazzatura”(1) e dall’altra di tirare calcioni sotto il banco a chiunque, almeno teoricamente, possa rubare studenti anche se, a rigor di logica, la perdita di certi studenti dovrebbe essere una benedizione(2).

Ecco spiegata la concorrenza fra la paritaria e la statale e gli scambi di gentilezze fra l’una e l’altra. Da notare che entrambe cercano di fare l’interesse dei clienti; se i clienti chiedono preparazione per affrontare il lavoro o lo studio nel ciclo successivo la scuola tenderà ad accontentarli, viceversa se i clienti cercano la tipografia titoli&diplomi più economica la scuola (sia essa paritaria o statale) offrirà, sui titoli, il 3×2(3). Con la paritaria puoi fare il ragionamento: io pago quindi io pretendo quello che ho pagato, sia essa preparazione eccellente, sia essa diploma a sbattimento zero.

Quindi le migliori scuole pubbliche sono in concorrenza “al rialzo” con le migliori paritarie mentre i diplomifici pubblici sono in concorrenza “al ribasso” con i diplomifici privati.

E, nel caso di concorrenza fra diplomifici, si chiariscono anche alcune posizioni riguardo ala valore legale del titolo di studio. Cioè far credere che il titolo valga per un suo potere intrinseco (il valore legale) e non per la preparazione che il possessore dovrebbe possedere, anzi si arriva quasi a far credere che basti il mero possesso del titolo per infondere tale preparazione.

Strano che per stroncare i diplomifici non si pensi alla via diretta: rendere serio e standard l’esame di stato in maniera tale da stroncare chiunque non abbia la preparazione richiesta. Ma questo significherebbe uccidere tutti i diplomifici, siano essi pubblici o privati.

Non ha senso invece che l’eccellenza tema il diplomificio, così come è ridicolo che un ristorante di lusso  tema il fast food; pur operando nello stesso settore mirano a clientele diverse, anzi se sapessi che il ristorante di lusso ha paura del fast food, avrei qualche dubbio sulla qualità del ristorante…

Un altro appunto riguardo alle storie di docenti che scelgono di lavorare nelle paritarie con stipendi ridicoli o addirittura senza stipendio pur di avere punteggio. E’ un comportamento scorretto, in pratica accettano di fare da schiavi a buon mercato in cambio di punti utili per l’immissione in ruolo. Però come comportamento è comprensibile considerando la legge della domanda e dell’offerta: a fronte di pochi posti da docente nella scuola pubblica, l’offerta di docenti, soprattutto per certe materie, è enorme. E come l’economia insegna questo spedisce il valore sotto zero.

Qui invece un approfondimento sulla questione del finanziamento alla scuola paritaria, che che se ne dica non è incostituzionale(4).

(1) La tecnica “raccogli spazzatura” è: rendi facile la scuola e promuovi, tranne casi clamorosi, tutti a tutti i costi. La adottò il mio liceo e si riempì molto velocemente di iscritti. Però la qualità (lato studenti) crollò visto che raccattò tutti i diplomandi di lungo corso dei licei vicini. E, ovviamente, ciò non portò buona fama al liceo.

(2) Quando Soru, non con tutti i torti, bloccò la formazione professionale e decise, a Dicembre, di mandare gli studenti di quest’ultima nelle scuole superiori il suo portavoce sostenne che era per evitare che i corsi rubassero studenti alla scuola. Un collega, all’epoca lavoravo come docente, osservò: “magari venissero a rubare X (studente scazzato mandato a scuola solo per non tenerlo a casa o in strada), altro che offendermi, gli avrei fatto anche la confezione regalo…”

(3) Ho visto uscire, e con voto di maturità alto, dallo scientifico tecnologico uno studente capace di fare, in un compito di V superiore, questa semplificazione (a+b)/b = a. E parlo di scuola pubblica.

(4) E il pretendere che un docente sia in grado di leggere la Costituzione e capirla, almeno a grandi linee, dovrebbe essere il minimo.

Annunci

4 pensieri su “Scuole paritarie e scuole statali…

  1. Andrebbe riformata la scuola.
    Ogni anno, a fine anno, si fa un esame; uguale per tutti. Naturalmente ogni anno di studio acquisisci delle competenze specifiche, che ti permettono di accedere a diverse tipologie di lavoro. Puoi essere bocciato al massimo una volta per anno – a meno che non sovvenga una causa giustificativa.
    Perché tanto la scuola a questo serve: a preparare le persone al lavoro.
    Una scuola del genere frenerebbe inoltre tutta quella gente parcheggiata all’università o laureata nelle peggiori cose: verrebbero fermate molto prima, e indirizzate al lavoro più idoneo alle loro capacità.
    Perché poi un conto è prendere 800€ a 17-18 anni – con margini di crescita – , un conto a 28 anni uscito dall’università…

    Mi piace

    • solo una chiosa: teoricamente l’esame di stato (ex maturità) è uguale per tutti (almeno gli scritti); quello che manca è una griglia di correzione univoca dei compiti; un compito che io giudicherei da 4 tu puoi giudicarlo da 6 o peggio da 8.
      Come ho già scritto: senza standardizzazione il titolo dimostra poco, molto poco.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...