Articolo di Nature sul rapporto fra scienza, politica e giustizia in Italia

Il fatto quotidiano ha pubblicato la traduzione di un interessante articolo apparso in nature che riguarda il combattuto rapporto fra scienza, politica e potere giudiziario. L’articolo merita una attenta lettura.

Questi i punti salienti che mi hanno colpito:

Quando il giusto batte il potere

(…)

Per sette anni, la “Stamina Foundation” ha venduto delle terapie non testate basate su cellule staminali agli italiani come panacea per una serie di malattie. Un rapporto sulla vicenda, pubblicato dal Senato italiano la scorsa settimana, analizza che cosa sia andato storto. Descrive nei dettagli la complicata storia di questa vicenda e identifica la lista pietosa dei personaggi, tra cui molti politici, che ne sono responsabili.

Il rapporto fa dieci proposte ragionevoli per rettificare il sistema. I politici adesso devono accettarle e promulgarle. Quella della Stamina Foundation non è la sola terapia non testata che lo stato italiano ha approvato negli ultimi anni, ma bisogna che questo sia l’ultimo caso. I ricercatori e gli enti regolatori in altri paesi farebbero bene a imparare da questa vicenda, perché questa lezione mostra che essere nel giusto non è abbastanza per impedire che vengano fatti dei danni.

qui c’è il rapporto conclusivo; le proposte espresse sono molto ragionevoli. Manca, ma è un peccato veniale, la constatazione che per contrastare i giochetti dei ciarlatani più che il metodo scientifico conviene usare il metodo Randi.

La vera sorpresa è stata che l’inchiesta del Senato non ha trovato alcuna responsabilità da parte delle agenzie techiche statali incaricate di proteggere il pubblico. Il messaggio degli esperti scientifici di queste agenzie era forte e chiaro: le affermazioni della Stamina non avevano alcun merito e la tecnica comportava dei rischi notevoli. Ma queste raccomandazioni sono state ignorate dagli altri pilastri dello stato: il potere legislativo e quello giudiziario.

Ovvero gli scienziati hanno fatto gli scienziati ed hanno risposto, onestamente, secondo lo stato dell’arte noto al momento. Giova ricordare che la I commissione su stamina fu cassata dal TAR del lazio poiché il tribunale riteneva che i membri fossero viziati da pregiudizi sulla vicenda.  La scienza non è democratica, nella scienza contano i fatti e le misure non le opinioni, e nessun movimento d’opinione può cambiare le misure. Come aveva giustamente scritto nel suo blog Dario Bressanini: “Nella scienza una opinione non supportata dai fatti, fosse pure di un premio Nobel, non ha alcun valore e merita solo di essere fatta a fettine e gettata nella spazzatura.”.

Nel 2012, l’Agenzia Italiana del Farmaco dichiarò che la terapia Stamina era pericolosa, e ordinò la chiusura del laboratorio dell’azienda situato nell’ospedale di Brescia. Tuttavia, istigate dalla inarrestabile campagna della Stamina, più di 450 persone fecero ricorso ai tribunali locali e richiesero di usufruire della terapia per motivi umanitari. Circa la metà di essi ottenne il permesso. I politici, temendo una sconfitta elettorale se avessero mostrato di ignorare i pazienti, chiusero un occhio, nonostante sapessero che c’era un’inchiesta dalla polizia in corso.
Ma essi andarono anche oltre. Nonostante le formali raccomandazioni da parte delle agenzie scientifiche governative, furono approvati vari decreti ministeriali per promuovere la cura della Stamina, tra cui uno che sanzionava l’inizio di test clinici sponsorizzati dal governo. I ricercatori di tutto il mondo assistettero increduli allo svolgersi della vicenda: le terapie continuarono fino all’Agosto 2014 quando un tribunale di Torino ordinò finalmente la confisca della strumentazione e delle cellule dal laboratorio della Stamina. (…)

Grave decisione quella presa dai tribunali così come quella presa dai politici. Ad un giudice ed un politico si chiede di essere il più possibile distaccato e obiettivo non di dover prendere decisioni “di pancia” sulla base della pressione generata da articoli di fuoco e storielle strappalacrime. Entrambe hanno mancato alla grande alla loro missione, sopratutto la magistratura, ordine che, molto più della politica, dovrebbe essere indipendente dai volubili umori della piazza. Invece la storia recente non è avara di sentenze “di pancia” pronunciate per accontentare i desideri della piazza.

Una delle proposte del rapporto finale è che qualunque tribunale in futuro incaricato di raccomandare un trattamento non autorizzato sulla base di motivi umanitari, deve avere sia un rappresentante del Ministero della Sanità che un pubblico ministero, per essere sicuri che tutte le argomentazioni siano ascoltate. Un’altra proposta vuole introdurre nei tribunali italiani, gli “standard di Daubert” per regolamentare la qualità delle perizie scientifiche. Questi standard, che sono usati nei tribunali americani, richiedono che i giudici si assicurino che la testimonianza di un esperto scientifico sia basata su nozioni che sono il prodotto di un valido metodo scientifico.

Inserire gli standard di Daubert sarebbe da fare immediatamente; quante sentenze pronunciate, sul caso stamina e anche su altri casi, giudicate dal punto di vista della scienza possono venire classificate come colossale mucchio di supercazzole scritte per cercare di negare, a furia di sofismi, un fatto scientifico accertato? Troppe. Quante sentenze clamorose se il tribunale avesse dovuto seguire quegli standard non sarebbero mai state scritte?

Inoltre il rapporto propone di cambiare i decreti e i regolamenti relativi all’uso compassionevole di terapie non autorizzate, per evitare scappatoie che potrebbero portare ad usi illeciti. Vengono anche suggerite nuove regole per assicurarsi che i comitati etici siano veramente indipendenti e suggerisce linee guida per i media simili a quelle adottate dalla Bbc l’anno scorso.

Giova ricordare che la libertà di stampa non è la libertà di scrivere qualsiasi cazzata venga in mente e di spacciarla come fatto vero ed accertato.

I ricercatori italiani sono spesso delusi dalla mancanza di rispetto per la scienza nel loro Paese. Sono ancora scossi dal verdetto di omicidio colposo che un tribunale ha inflitto ai sismologi che avevano agito da consiglieri del governo prima del terremoto dell’Aquila nel 2009; la condanna è stata ribaltata in appello lo scorso anno. (…)

nota il termine “ribaltata”, non “riformata”, “ribaltata”.

Il caso Stamina è stato una vergogna per l’Italia, ma mostra l’influenza che dei singoli ricercatori possono avere nei conflitti contro forze anti-scientifiche, anche in presenza di disparità apparentemente enormi. E, come per sottolineare il fatto che la scienza può prevalere negli ambienti più ostili, il giorno dopo la pubblicazione del rapporto del Senato, la Commissione Europeaha formalmente autorizzato l’approvazione della prima terapia basata sulle cellule staminali: il trattamento per un tipo raro di cecità è stato sviluppato recentemente da ricercatori italiani che lavorano esclusivamente in Italia.

Come si vede, non è solo nel mondo politico che i ricercatori possono aiutare gli altri a vedere con più chiarezza.

L’articolo e soprattutto la conclusione sarebbe da leggere in tutte le scuole ed in tutti i tribunali del regno e delle colonie. Purtroppo è vero che l’Italia, oltre ad essere il paese dei Commissari Tecnici della Nazionale è anche il paese dei tuttologi laureati. Purtroppo, anche a causa di un egualitarismo malinteso, di un narcisismo patologico, ignoranza e conseguente effetto Dunning-Kruger in Italia è pieno di incompetenti convinti che le loro opinioni sulle vicende scientifiche valgano tanto quanto quelle di esperti della materia. E ciò viene usato, da politici o giornalisti spregiudicati per arruffianarseli. La realtà però dovrebbe essere diversa, come è stato scritto in un magistrale pezzo di Patrick Stokes: ma se “diritto ad un’opinione” significa “avere il diritto che i propri punti di vista siano trattati come seri candidati per la verità” allora la frase è chiaramente falsa. 

 

Articolo originale apparso su Nature il 24 Febbraio 2015

Traduzione di Loredana Spadola e Gaia Restivo perItaliaDallEstero.info

laurea_youtube_italiana
La laurea degli esperti del bobolo e della gggente

 

Annunci

8 pensieri su “Articolo di Nature sul rapporto fra scienza, politica e giustizia in Italia

  1. Ho costituito una Task Force di scienziati per spiegare le truffe e per far capire alla gente che a parlare dovrebbero essere delle persone competenti e non i tuttologi o i preti o gli opinionisti sulla questione della TdF…www.taskforcepandora.com.

    Mi piace

  2. Prima di sbugiardare Stamina, qualche anno fa ebbi a che fare molto attivamente con lo smascheramento di un mlm….
    Quello si è stato divertente e con avversari degni di questo nome.
    Con Stamina è stata invece un’esperienza proprio di basso livello. A posteriori avrei evitato di mettermici in mezzo.

    Mi piace

  3. […] In ciò io invece vedo un segnale molto positivo: in Norvegia si decide secondo la legge e non secondo la pancia del popolo, la legge è uguale per tutti punto, non si cercano mille aggiramenti per piegarla e contorcerla a seconda dei volubili umori della piazza. Basta pensare alle intercettazioni telefoniche; quanti in italia blaterano di un “diritto a conoscere le intercettazioni” non previsto, anzi espressamente ed esplicitamente vietato dalla costituzione? Quante volte si è tentato, a furia di piazzate, di ribaltare le decisioni della magistratura, come in questo caso? O di accelerare la condanna del colpevole scelto dal bobolo, con la magistratura che talvolta si prostituisce a tali voleri. […]

    Mi piace

  4. […] Mi chiedo, comunque, come sia possibile che in Italia si possa aprire una indagine su una bufala conclamata e sprecare tempo e denaro per scoprire cose già note e presenti in tutte le pubblicazioni scientifiche serie. Forse sarebbe opportuno subordinare l’apertura dell’indagine ad un “parere di fattibilità” scientifico, cioè se l’indagine si basa su una bufala conclamata oppure su uno svarione scientifico colossale, l’indagine sarebbe da uccidere nella culla: “archiviata perché il fatto non sussiste” così da risparmiare tempo e denaro. Forse più che discettare sulle linee guida dell’OMS riguardo ai vaccini, sarebbe meglio interessarsi al codice di procedura penale, seguendo magari, per quanto riguarda i processi “scientifici”, questi consigli. […]

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...