Partigiani 2.0 o teppaglia N.0 ?

Stavo leggendo il commento del maestro riguardo ai fatti di cremona e c’è stata una frase riportata da lui che mi ha fatto drizzare i cappelli in testa.

Ho provato (l’autore dell’articolo citato NdR) a parlare con una persona che ha sostenuto, pur non partecipando, la manifestazione. Mi ha detto: “Penso che i giornali abbiano fatto il solito gioco, non mi pare una città terrorizzata dai manifestanti, quanto più dai nuovi gruppi neofascisti. E comunque i partigiani non hanno combattuto a parole. Sei contro pure i partigiani? Non trovo furbo rompere una vetrina perché ti danno dieci anni per devastazione e saccheggio ma rompere una vetrina è un atto simbolico”.

Quella riportata chiarisce molto bene come funziona la testolina di quelli che Yossarian chiama opliti del bene. Gente che crede che il ritenersi partigiani 2.0 permetta di fare tutti i loro porci comodi e ammantare di bontà e giustizia le loro azioni dimostrative.

Ci son da fare un paio di considerazioni: la prima: ma tarzan lo fa, siccome i neofasci neri sono idioti allora è giusto che anche i neofasci rossi possano fare gli idioti allo stesso modo.

Seconda cosa: dal punto di vista del diritto di guerra, i partigiani erano bande paramilitari che operavano in un paese in piena guerra civile dove le leggi erano sospese o quasi, ed erano persone che facevano azioni militari, sabotaggi, spionaggio etc. etc. E se beccati dal nemico potevano venire passati per le armi senza che ciò fosse una violazione delle convenzioni di Ginevra, convenzioni che tutelano i soldati membri di un esercito regolare e i civili disarmati.

In un paese non in uno stato di guerra civile invece il mantenimento dell’ordine pubblico, il far rispettare le leggi e il giudicare chi non le rispetta, è demandato agli organi istituzionali preposti e non a gruppi di privati cittadini.

Giocare a fare il partigiano significa giocare alla guerra civile, però se sei in guerra civile contro lo stato, le banche, la signora del terzo piano, poi non stupirti se lo scendono in guerra con te.  La guerra la può dichiarare solo una persona, vero, ma la cessazione delle ostilità deve essere concordata da tutti i partecipanti; lo stato di guerra civile non è qualcosa che si può accendere o spegnere a piacimento. E in guerra tutti sparano, tutti anche gli altri, quindi non stupirti se volano pallottole.

Qui ci sta benissimo una citazione della descrizione, fatta da Uriel, dell’anticontroboicottaro

    • La lotta come strumento a senso unico. Chiunque abbia fatto a pugni sa che in un conflitto l’avversario cerchera’ di colpirti, tanto quanto te, e se possibile di piu’. E chiunque abbia superato con successo l’adolescenza con le sue liti sa che se tu hai uno stuzzicadenti in mano mentre l’avversario ha una pistola, probabilmente morirai se gli rompi i coglioni. L’anticontroboicottaro, invece, ha sviluppato un’idea secondo la quale lui lotta mentre l’avversario deve (o dovrebbe) stare fermo. Allora, Cuba e’ nemica ideologica degli stati uniti, ma gli stati uniti sono malvagi se le fanno l’embargo anziche’ aiutare la loro economia. Eccerto: che cosa si aspettano da un nemico? Che ti aiuti?. Con la stessa mentalita’ vanno in piazza, sfasciano citta’, assaltano camionette e poi si scandalizzano se prendono un colpo in testa. Nessuno, a quanto pare, ha mai spiegato loro che una lotta si puo’ perdere. Si puo’ perdere se l’avversario e’ piu’ forte, se e’ piu’ furbo, se e’ piu’ intelligente, se e’ piu’ organizzato, a volte solo perche’ e’ piu’ violento.Ma questo semplice concetto, ovvero che una lotta NON garantisca di per se’ la vittoria, e’ troppo complessa per i loro stupidi cervellini.
    • La rivoluzione come vestito sempre alla moda. Diciamolo: se nessuno si fa male (vedi alla voce lotta) giocare ai rivoluzionari e’ una figata. Si vive a spese altrui nei locali occupati, si mangia a spese altrui con le sottoscrizioni, si scopa un sacco con la storia del corpo come territorio politico, ci si diverte a sfasciare le cose. Se non ci fossero eventi traumatici, come quel cazzo di tendenza dell’avversario a reagire, il gioco potrebbe durare per sempre. Cosi’, che bisogno c’e’ di risolvere davvero i problemi? Non e’ meglio se si incancreniscono, se le richieste sono volutamente impossibili ed esose in modo da rendere impossibile un accordo, cosi’ da continuare la lotta per sempre? Bene: tutte le richieste dell’anticontroboicottaro sono SEMPRE impossibili da realizzare, e SEMPRE inaccettabili per la controparte scelta. Questo non e’ un caso, e non e’ dovuto alla loro capacita’ di sognare, ma semplicemente alla loro determinazione a portare avanti all’infinito la festa della rivoluzione come vestito sempre di moda.

Se leggiamo nell’ottica della guerra civile quello che è avvenuto a San Carlo dall’Estintore è semplicemente: partigiano in battaglia si becca una pallottola in testa da un soldato. Sconvolgente, cosa mai capitata.

Terzo: ti ritieni in lotta contro uno stato fascista e oppressore e poi ti lamenti che lo stato fascista e oppressore cui dichiari guerra, si comporta da stato fascista e oppressore? Logica mon amour…

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2 pensieri su “Partigiani 2.0 o teppaglia N.0 ?

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