Victim blaming o imprudenza gratuita 2?

Su ddf è apparso l’ennesimo articolo demenziale che dipinge le ragazze come povere decelebrate incapaci di pensare in maniera razionale e gestirsi.  Un misto di malafede, giustificazionismo ad oltranza e demenza assortita per invocare leggi ancora più demenziali sugli stupri come la presunzione assoluta di colpevolezza dell’accusato, ovvero pura barbarie.

Dietro la scintillante facciata dell’istruzione migliore al mondo, a suon di dollari da risarcire per molti anni ancora dopo la laurea, si nasconde un’insidia – non nuova – di cui si possono solo intuire le proporzioni (non esistono, ad oggi, dati certi). Si tratta delle violenze, molestie o stupri in piena regola, da cui devono difendersi le studentesse all’interno dei campus americani. Secondo le stime, circa il 25% delle donne subisce violenza sessuale durante gli anni del college.

La cifra, sinceramente mi sembra esagerata, soprattutto se si considera violenza solo la penetrazione o la tentata penetrazione. Potrebbe essere plausibile se oltre la violenza vera e propria vengono considerate anche le molestie gravi e meno gravi.

(…)Una delle cause che portano a episodi di violenza durante le feste dai ragazzi, è che in un attimo si può essere condotte ai piani di sopra, direttamente nelle camere degli studenti. E’ più difficile sbattere fuori un compagno troppo insistente da casa sua, che non il contrario.

Ma andartene tu? ma non salire direttamente?

Si ipotizza che se le feste fossero in mano alle ragazze – bisognerebbe ovviamente cambiare il regolamento che da anni vieta la distribuzione di alcol all’interno delle associazioni femminili – ci sarebbe più senso di protezione; verrebbe garantito un livello di vigilanza messa in atto da soggetti prestabiliti e sobri.

Perché? mettere alcune ragazze fra gli invitati, ragazze che dovrebbero rimanere sobrie e controllare le amiche sbroccate è troppo difficile?

Resta innegabile il problema – intrinseco nella società americana, ma di rapida esportazione culturale anche altrove – dell’abuso di alcol.

Taaa – dan… ecco il vero problema: l’abuso di alcool, il bere fino a non capire più niente…

Negli ultimi mesi, Emma Sulcowicz ha catalizzato l’attenzione sul problema, mettendo in atto un progetto efficace quanto immediato. In qualsiasi parte del campus si trovi, porta con sé il proprio materasso. L’iniziativa nasce come protesta nei confronti dell’università, la Columbia (un’altra della Ivy League), che ha deciso di non punire lo studente accusato di stupro da lei e altre due studentesse.

Nota bene “accusato”, non “colpevole”, “accusato”. Purtroppo molte pensano che una accusa di stupro sia sufficiente per una condanna per stupro. Ma quello è solo pura barbarie. In ogni caso deve essere la presunta vittima a dimostrare l’aggressione o lo stupro, il rovesciare la presunzione di innocenza e chiedere all’accusato di scagionarsi altrimenti viene considerato colpevole è roba da alto medioevo. Capisco che in certe situazioni, tipa che ha bevuto e fumato fino a non capire un BIP!, possa essere difficile dimostrare che il consenso è stato estorto però ciò non vuol dire dover considerare uno stupratore qualsiasi partner che non sia in possesso di una dichiarazione di consenso scritta e controfirmata da un notaio.

Sono numerosi, come spesso accade in altri frangenti, i casi che non vengono denunciati alla polizia; le donne dicono di provare un senso di colpa o vergogna e preferiscono affossare l’esperienza dentro una cavità remota della loro memoria.

E te credo, sali volontariamente con il tipo, fai delle avance e accetti le sue e poi, al risveglio la mattina successiva ti rendi conto di cosa hai fatto… in quelle condizioni è molto difficile dimostrare che il consenso è stato estorto…

In Italia, negli ultimi quindici anni, il consumo di alcool tra le adolescenti è raddoppiato, e sono molti gli studi che evidenziano il legame stretto tra alcol e aggressioni sessuali.

Le donne si sono appropriate della libertà di divertirsi come più gli garba, bevendo e allentando quelle briglie a lungo troppo strette, ma il lupo della fiaba se ne rimane a piede libero, sotto le mentite spoglie di un mite compagno di scuola.

E tu sapendo di essere pecora vai indifesa nella tana del lupo?

Sinceramente, se questi sono gli articoli in difesa delle ragazze e di denuncia degli stupri siamo messi male. Bere fino a non capire niente è pericoloso, sia per lui che per lei, ficcarsi da soli in situazioni pericolose è un gesto, non sbagliato ma sicuramente imbecille, e non bisogna avere pudore nel ricordare questi fatti. Non è un dar le colpe alla vittima ma cercare di far s’ che qualche fesso (o fessa) lo diventi.

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3 pensieri su “Victim blaming o imprudenza gratuita 2?

  1. Qualche tempo fa avevo visto un documentario su Cielo che parlava in generale del rapporto tra attività sessuale e adolescenti negli Stati Uniti e che si è soffermato anche su cosa succede nelle università americane, anche quelle più prestigiose. Oltre a sottolineare quanto hai fatto notare tu (ovvero che l’alcol toglie qualunque inibizione e molti non si rendono conto di cosa fanno durante queste feste), il documentario sottolineava anche che molti adolescenti (sia maschi che femmine) che vanno in queste università sono cresciuti in zone in cui esiste una cultura abbastanza repressiva sia per quanto riguarda il sesso (non se ne parla, lo si demonizza, ecc.), sia per quanto riguarda l’alcol; quindi, appena si spostano nella grande città dove tutto è permesso, si lasciano andare bevendo come spugne e per andare contro tutto quello che è stato spiegato loro riguardo al sesso. Mi viene da dire che questo è un modo per gli adolescenti di “ribellarsi” contro quel tipo di società in cui sono cresciuti e che ha impedito loro di fare qualsiasi cosa che ritenessero divertente e “da giovani” fino ai 19-20 anni e, una volta che hanno l’occasione di farlo, si scatenano cercando di recuperare il tempo perso.

    Probabilmente nessuno sottolinea questo fatto perché fa molto più comodo accusare il lupo cattivo e trovare un unico colpevole invece di analizzare a fondo tutti gli aspetti del fenomeno che coinvolgono tutti, non solo i due ragazzi ubriachi di turno, ma l’intera società che porta i teenager a comportarsi in questo modo.

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