sul presepe

Sinceramente, e lo dico da credente, se c’è una cosa che non mi piace delle feste è, puntualmente, tutto il dibattito che si fa sui presepi e sugli auguri di natale. Allora il presepe e l’alberello sono simboli della tradizione occidentale del natale come santa Lucia, san Nicola (babbo natale) etc. etc. Non capisco che fastidio possano dare a persone di altre religioni o credenze o meglio: se Abdul (islamico), Ahbram (ebreo) o Rajiv (induista) provano fastidio e, per correttezza, è giusto non solo non mostrargli i simboli della religione cristiana e delle feste cristiane perché causano loro fastidio ma è giusto censurali, per quale motivo se Matteo, Michela o Carlo provano fastidio per i simboli di fedi non cattoliche debbano beccarsi invece dei trogloditi reazionari alla loro richiesta di censura dei simboli dell’islam, dell’ebraismo, dell’induismo?

Sinceramente preferirei la soluzione francese: fuori tutti i simboli, tutti! al pasticcio all’italiana con la classifica dei simboli ammissibili a scuola(1) e dei simboli blasfemi(2) da eliminare da scuola e dalla società. Preferirei quello al dovermi sorbire mille contorsioni lessicali usate per dimostrare come sia corretto che la scuola di Carlo rinunci al presepe e alla festa di Natale e che però la scuola  festeggi con Abdul  la fine del ramadan o la nascita di Krishna con Rajiv(3).

(1) Quelli adorati dai paladini del politically correct.

(2) Quelli che invece ai predetti paladini stanno sulle scatole.

(3) Il buffo di dover accontentare ogni capriccio purché motivato dalla multietniticità sarà vedere quando capiterà lo scontro fra l’uno che considera i politeisti ancora meno del popolo del libro e l’altro che considera certe tradizioni come sciocco modernismo…

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2 pensieri su “sul presepe

  1. ignorante, si chiama tutela delle minoranze! 😉

    Per come la vedo io, da persona “credente” ad un dio tutto suo, il tuo punto di vista è fin troppo aperto. Cosa significa che il tuo dio offende il mio, per cui non puoi crederlo? Perché alla fine è quello che si sta dicendo.
    Si lo Stato è laico ecc. ecc., ma alla fine il Natale ed il presepe con il bambinello il bue e l’asino fanno parte – bene o male, ma poco mi importa da questo punto di vista – della cultura e della tradizione italiana. C’è poco da voler fare i secolarizzati estremisti. Non ci vedo nulla di pericoloso
    D’altronde, mi sembra che ai vari islamisti ebrei indù e pastafariani non venga per nulla vietato di pregare e onorare il loro dio con le loro ricorrenze e tradizioni. Quindi, che vogliono?
    Perché a forza di tutelare le minoranze, a me pare di essere diventato io una minoranza.
    Che poi, in fondo in fondo, si scoprono cose come quelle che si stanno scoprendo a Roma e che dietro questa tutela delle minoranze ci sia solo un giro di denaro sporco, mi fa ancora di più pensar male sulla buona fede di certi “profeti” dell’apertura culturale. O sono in malafede, o sono troppo stupidi

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  2. L’ha ribloggato su Il Paradosso del Mentitoree ha commentato:
    Come accade spesso non posso che sottoscrivere quanto scritto su questo articolo, al quale aggiungo alcune mie considerazioni personali.

    In Italia c’è la libertà di culto: questo significa che nei limiti delle altre Leggi tu puoi praticare la tua religione, qualsiasi essa sia, oppure sei libero di non praticarla.
    Ora, detto ciò, mi spiegate come si può sostenere che alcuni simboli andrebbero tolti perché offendono le altre religioni in minoranza?!
    Ma poi un presepe è un’offesa? Sul serio?
    Se c’è libertà di culto ci deve essere per tutti e deve essere uguale per tutti. Infatti non è che a qualche musulmano sia vietato di seguire il ramadan; si al massimo gli vietiamo di prendere a selciate le loro figlie, oppure di obbligare le LORO donne – come se le donne fossero un oggetto proprio – ad indossare quel copricapo lì, ma mi sembra proprio il minimo!
    A me questa dialettica dell’integrazione, della tutela delle minorane e della tolleranza ha rotto, non ne voglio più sentire parlare, basta.
    Un presepe, fino a prova contraria, non ha mai ucciso nessuno.
    A forza di tutelare le minoranze sono io che comincio a sentirmi come una minoranza.
    Esiste un solo metro di giudizio: la Legge Italiana:

    – la rispetti? molto bene.

    – non la rispetti? vai in galera se sei italiano (purtroppo l’esilio non è più previsto), se non lo sei vai in galera o se ci sono gli estremi ti accompagniamo gentilmente alla porta, con un invito a non ripresentarti, come fanno ovunque nel mondo.

    Avete mai provato ad andare in Australia? Vi sembrano dei fascisti gli australiani? Ecco.

    Che poi, alla luce di quello che sta uscendo fuori nelle indagini su mafia capitale, qualche pensiero maligno mi esce fuori.
    Quando dietro a tutta questa tolleranza, tutela e integrazione vien fuori ci sta un giro milionario, ora non lo vorrei dire, ma non riesco a non dirlo, non è che sotto sotto si “sfruttano” certe dialettiche che fanno colpo sulla popolazione per scopi personali? Le cose a mio avviso sono due: o chi porta avanti quelle dialettiche è troppo stupido, o è in malafede; e in entrambi i casi non va bene.

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