Victim blaming o imprudenza gratuita?

Ogni volta che si parla di violenza, principalmente sessuale, e di consigli per evitarla, come in questo articolo,  parte sempre il solito coretto: “ma volete scaricare tutte le colpe alla povera vittima, una ragazza ha il diritto di vestire come vuole, divertirsi come vuole e sbroc sbroc… Deve essere l’uomo a fermarsi”.

Deve essere l’uomo a fermarsi, vero, giusto, sacrosanto, ma se si ha la sfortuna di trovare l’imbecille che non si ferma? S’, dopo puoi arrestarlo, condannarlo, scorticarlo vivo e metterlo sotto sale per far piacere al Signore (cit. Giobbe Covatta) ma in ogni caso rimane una vittima che piange le ferite fisiche e morali.

Quello che molti non capiscono, o fanno finta di non capire, è che la prudenza riguarda l’evitare o il ridurre i danni, non riguarda il giusto o lo sbagliato. Come ho scritto nel forum io pedone, se attraverso nelle strisce, ho la precedenza. Se vengo investito, a meno che non mi sia lanciato sulle strisce con uno scatto da partenza dei 100 metri piani, è torto dell’investitore ancor di più se l’investitore andava a velocità eccessiva e/o aveva i riflessi rallentati dall’alcool. Però, anche se ho tutte le ragioni di questo mondo, i danni li ricevo io. Prudenza, controllare prima di attraversare, significa cercare di ridurre le probabilità di ricevere tali danni. Il non farlo, non sposta di un centimetro le ragioni o i torti però sposta le probabilità di ricevere danni.

Quindi tenere un comportamento imprudente, come l’ubriacarsi fino ad avere difficoltà a capire o l’appartarsi con un perfetto estraneo appena conosciuto, non significa di certo essere colpevoli o assolvere il farabutto, ma di sicuro aumenta il rischio di ricevere danni.

Comportarsi in quel modo “perché deve essere l’uomo a sapersi fermare” è come attraversare alla cieca la strada perché deve essere l’automobilista a dover rallentare, significa correre dei rischi, rischi che possono essere ridotti, o evitati, con un comportamento un poco più accorto.

Non dico di indossare il burqa sopra la cintura di castità o che qualsiasi donna mostri i polsi sia una poco di buono, dico di evitare di mettersi in situazioni potenzialmente rischiose. Una donna ha diritto a vestirsi come le pare senza che per questo un decelebrato ritenga che una minigonna significhi: “trombami adesso”; ha diritto di andare dove le pare, giusto. Però, purtroppo, viviamo in un mondo imperfetto dove esistono gli imbecilli e la polizia non può intervenire all’istante a fermarli.

Prestereste una grossa somma di denaro ad una persona appena conosciuta? Questo significa che, dei vostri soldi, non possiate fare ciò che volete?

Firmereste alla cieca un documento senza prima leggere bene cosa ci sia scritto?  Questo significa che non possiate firmare atti e contratti?

Ecco cos’è la prudenza.

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2 pensieri su “Victim blaming o imprudenza gratuita?

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