gay is cool

fonte: http://bari.repubblica.it/cronaca/2014/11/21/news/birra_idem_lgbt-101081211/

Se Barilla intende rivolgersi solo alla famiglia tradizionale, la discriminazione può valere anche al contrario. Perché in Puglia esiste un birrificio che assume solo “dipendenti omosessuali dichiarati“. Una provocazione, ma fino a un certo punto: la piccola azienda creata da Espedito Alfarano e sua moglie produce tra Leporano e Lama (a pochi chilometri da Taranto) e si schiera apertamente a sostegno della comunità Lgbtiq. Tanto da aver creato la “prima birra artigianale europea che rivendica i diritti Lgbt“: “Ho la sfortuna di conoscere tanti amici che appartengono al mondo omosessuale  –  dice l’ideatore  –  dico sfortuna perché ci sono tante ripercussioni negative. Se io posso andare al supermercato mano nella mano con mia moglie, due uomini o due donne non possono. Non possono vivere liberamente il loro amore senza essere guardati come fossero al circo”.(…)

 

Riflessioni che mi sono venute leggendo l’articolo, su segnalazione del sito di mattia ( http://www.butta.org/?p=16745):

1 – assumere dipendenti dichiaratamente omosessuali è discriminatorio tanto quanto il non voler assumere dipendenti dichiaratamente omosessuali, non è che se la discriminazione più diffusa sia discriminare B rispetto ad A, l’inverso, ovvero il discriminare A rispetto a B sia lecito e morale.  Sarebbe gradito sentire il parere, sulla vicenda, delle associazioni che ogni tre per due urlano alla discriminazione.

2 – Assumere per i gusti sessuali significa porgere il fianco, come capitato anche per le quote rosa, alla domanda: l’hanno scelto perché il più bravo o solo perché dovevano assumere per forza un gay/una donna?

3 – E come capita anche per certo femminismo, l’essere gay deve garantire ipso facto un trattamento di favore, e questo alla fine serve solo a far apparire gli omosessuali non come  vittime della discriminazione ma come frignoni privilegiati. Oltre alla demenzialità della doppia preferenza di genere anche la doppia preferenza di gusti sessuali “omo&etero”? Cioè se scelgo vendola come prima preferenza la seconda la devo obbligatoriamente dare ad una donna eterosessuale?

4 – “gay friendly” è diventato un brand alla moda usato per promuovere i propri prodotti, e questo fa correre il rischio che la “questione omosessuale” alla fine venga derubricata a moda passeggera come sta capitando per il veganesimo e come è capitato per gli yuppie, nibiru e i maya, l’età dell’acquario etc. etc. Passata la moda viene dimenticato (e i problemi irrisolti restano ma non interessano più a nessuno).

5 – Altra conseguenza della moda del “gay friendly” è che ciò verrà usato come contentino, alla prossima protesta, fondata, per discriminazione qualche decelebrato risponderà con “ma se c’è anche la birra gay friendly, che vorresti di più?”

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