ricordi di scuola…

Era l’anno di grazia 2005 e lavoravo come docente di laboratorio di informatica. I giornali riportavano notizie come questa

(AGI) – Roma, 12 ott. – Successo delle manifestazioni degli studenti contro la riforma della scuola voluta dal ministro Moratti. Lo sottolineano i ragazzi dell’Unione degli studenti e quelli delle altre organizzazioni che hanno indetto i cortei. “Oggi – sottoline in una nota l’Uds – hanno sfilato per le strade di oltre quaranta citta’ in tutta Italia gli studenti della scuola secondaria per ribadire la loro contrarieta’ alla riforma Moratti. Oltre 250 mila ragazzi in tutto il paese hanno chiesto ferme posizioni sulla scuola da parte di chi si propone come alternativa di governo”. Fra le richieste avanzate “la cancellazione della legge di riforma e la costruzione di politiche alternative sulla scuola, che sappiano coinvolgere tutte le componenti, studenti inclusi”. Nel dettaglio: “innalzamento graduale dell’obbligo scolastico fino a 18 anni; legge quadro nazionale per il diritto allo studio e politiche complessive sull’accesso ai saperi; riforma degli organi collegiali nazionali e periferici per garantire maggiore democrazia e partecipazione degli studenti nelle scuole”.
Le manifestazioni piu’ numerose, sottolineano gli studenti, “si sono svolte a Napoli con la partecipazione di 30.000 persone, a Roma, con 20.000 ragazzi, a Palermo con 25.000, a poi Milano, Firenze, Salerno, Torino, Bologna, Cosenza, Siracusa, Messina, Barletta, Campobasso, Sorrento, Parma e Andria”.
Di “successo contro le politiche del ministro Moratti” parlano anche la Sinistra Giovanile e gli Studenti di Sinistra, che esprimono la propria “soddisfazione per la grande e inequivocabile partecipazione alla mobilitazione nazionale da loro promossa e sostenuta insieme a Uds e Rete Studenti Sempre Ribelli. “Sinistra giovanile e Studenti di sinistra – afferma Samuele Mascarin, responsabile nazionale Scuola della Sinistra giovanile – sono stati protagonisti delle principali piazze del Paese”. Per Fausto Raciti, portavoce nazionale di Studenti di Sinistra, “la straordinaria partecipazione dimostra non solo la grande vitalita’ del movimento studentesco, ma soprattutto la volonta’ degli studenti italiani di ribadire il proprio no all’impianto complessivo della ‘riforma Moratti’, rilanciando con particolare forza la necessita’ di riportare subito l’obbligo scolastico a 16 anni e poi a 18 e di cancellare la canalizzazione precoce dei percorsi formativi”. (AGI)
da qui, insieme a molte notizie del periodo riguardo alla scuola.

E puntualmente a scuola c’erano le solite manifestazioni di protesta organizzate dai vari capipopolo e rappresentati degli studenti al consiglio d’istituto contro la riforma moratti e per la qualità dell’istruzione…

Questa è la trascrizione del dialogo fra un collega, il docente di informatica (D) e di sistemi e un rappresentante di istituto (S)

D, ok oggi non siete entrati e il compito è saltato. Ma mi spiegate almeno perché state protestando?

S protestiamo contro la riforma moratti, riforma che distrugge la scuola e svilisce la cultura.

D Ok, ma nello specifico quale parte della riforma contestate

S quella in cui distrugge la scuola e svilisce la cultura

D ma quella parte cosa dice, come distrugge la cultura e la scuola la moratti ?

S la distrugge perché la distrugge, perché vuole una scuola dei ricchi e una dei poveri.

D Sì ma come pensa di realizzarla?

S distruggendo la cultura e svilendo la scuola…

D ma cosa dice la proposta di legge, l’hai letta?

S scusi professore, ma devo andare…

Insomma sembrava il discorso con un disco rotto che ripeteva i quattro o cinque slogan che si dicevano all’unione degli studenti. Peccato che il paladino della cultura non riuscisse a completare un pensiero compiuto, non mi aspettavo grosse analisi sociologiche ma un: “la riforma moratti prevede la separazione fra il liceo e la formazione professionale e questo potrebbe portare ad avere una scuola di serie A e una di serie B” (che poi era quello che ripetevano a iosa i vari capibastone degli studenti). Niente, solo slogan ripetuti a pappagallo (e scioperi per evitare il compito di informatica).

Ecco perché son cinico quando sento di proteste degli studenti, la protesta reale sarebbe una scuola dove i docenti ti preparano realmente al mondo di fuori, non nel senso che il docente di informatica ti deve imparare il linguaggio superfico del giorno ma ti insegna a programmare e ti insegna come imparare rapidamente la sintassi di un nuovo linguaggio di programmazione. Dove il docente di matematica non ti fa mandare a mente 1024(1) formule matematiche diverse ma ti insegna a ragionare per capire quale è la formula risolutiva o la tecnica risolutiva che devi usare per affrontare il problema (per le formule c’è sempre il prontuario(2), il matematico è quello che conosce che formula usare non quello che ricorda mille formule ma poi non riesce a calcolare l’ipotenusa di un triangolo rettangolo noti i cateti(3)”. Il docente di italiano non è quello che insegna quant’è bello il suo poeta preferito ma ti insegna come è strutturata un opera letteraria, riconoscerne i topos e le tecniche narrative, come distinguere i diversi registri di comunicazione e come usare il linguaggio nella maniera più appropriata…

Dove la tua preparazione viene verificata e se ci son lacune vieni avvisato quanto prima per cercare di riparare, non una scuola dalla quale esci convinto di essere preparatissi-missi-missimo  e poi finisci nell’ultimo decile (il 10% dei più scarsi) del test per accedere all’università.

Ma questo è abbastanza irreale perché significherebbe chiedere una scuola ove i professori lavorino realmente così come gli studenti e dove il lavoro svolto viene valutato puntualmente sia lato docenti che lato studenti. Dubito che una protesta simile veda i docenti guardare con amore gli studenti che vanno in piazza a manifestare affinché il professor Tizio possa continuare ad arrotondare facendo millemila progetti (pagati extra) durante le ore di lezione o la professoressa Caia possa continuare a discutere di moda con le studentesse invece di affrontare lo studio dell’elettrodinamica.

(1) Ovvero un kiloformule (i docenti di informatica la capiscono)

(2) quelle f*ttutissime formule di prostaferesi… non me le ricordo mai.

(3) Siano a l’ipotenusa e b,c i cateti. La misura dell’ipotenusa si può ricavare immediatamente con l’intuitiva formula a =b/(sin(arctg(b/c))  😀

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2 pensieri su “ricordi di scuola…

  1. La cosa divertente è che le proteste iniziano sempre PRIMA che si sappia il contenuto delle riforme. Gli studenti proprio non sono capaci a fare “2+2” e capire di essere strumentalizzati per fare numero alle manifestazioni di questo o quel “capo-popolo”?

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