Maximilien De Magistierre…

Tutti i cretesi sono bugiardi
Epimenide di Creta

Prima versione del paradosso del mentitore

Una cosa che spesso capita quando si cercano riferimenti assoluti in situazioni dove le condizioni al contorno cambiano, come ad esempio la politica, è di finire ad infilarsi in situazioni paradossali e ricavare figure barbine, soprattutto quando si viene beccati con la mano nel barattolo della marmellata mentre si fanno filippiche contro chi ha il vizio di rubare dal barattolo della nutella.

Come capitato adesso a Luigi De Magistris, condannato per abuso d’ufficio, condanna che oltre a fargli compiere dichiarazioni degne del miglior berlusconi d’annata, dichiarazioni che hanno causato le risposte standard anti berlusco e che hanno messo gravemente in imbarazzo tutta la fazione giustizialista che lo supportava.

Tale fazione si è scissa in due; da una parte forcaioli vari e manettari assortiti del partito degli onesti che, novelli san pietro,  hanno prontamente rinnegato chi sostenevano senza se e senza ma fino a ieri e cercano disperatamente di rifarsi una verginità, terrorizzati che si applichi il “teorema Mangano” su di loro(1).

L’altro pezzo invece sta cercando con mille distinguo di dimostrare che, nella migliore tradizione orwelliana, qualcuno è più uguale e che forse la magistratura non è così infallibile come si sosteneva prima e che la legge Severino talvolta potrebbe essere ingiusta e che forse potrebbe essere anticostituzionale (Art. 27 comma 2:  L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.)

E tutti stanno cercando di evitare di finire decapitati dalla stessa ghigliottina da loro tanto celebrata, come capitato, durante la rivoluzione francese,  all’incorruttibile Maximilien De Robespierre;  la maledizione della storia è che chi non la conosce è destinato a ripeterla.

(1) Se sostenevi un condannato sei ipso facto un delinquente.

 

 

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