Perché mi viene negato il diritto di curarmi come voglio?

da: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/09/23/sfavorita_perch_non_faccio_la_chemio_la_storia_di_una_donna_malata_di_cancro-6-387499.html
“Sfavorita perché non faccio la chemio”

Giuditta Di Matteo, è una maestra elementare di 47 anni, ha tre figli e ha un tumore che ha deciso di curare con la terapia Gerson (dopo la chemioterapia e un trapianto di midollo osseo).

La cura che sta seguendo – non riconosciuta dalla medicina ufficiale – attiverebbe la capacità del corpo di autoguarirsi e autodisintossicarsi attraverso una dieta rigorosamente vegetariana: dalla mattina alla sera ogni ora si mangiano succhi di frutta freschi, integratori naturali e si fanno clisteri di caffè per depurare il fegato. Sta meglio ma a dicembre dovrebbe tornare al lavoro perché scadono i 18 mesi di malattia. Se non lo farà il suo stipendio sarà tagliato del 10% i primi due mesi, del 50% poi. “La legge italiana tutela solo i malati di cancro che si curano con la chemioterapia – dice – Perché mi viene negato il diritto di curarmi come voglio?”.

La storia di questa donna e il suo appello – chiede che anche chi sceglie cire alternative per il cancro possa per esempio avere un’estensione del periodo di malattia retribuito al 100% – sono riportati da Fabio Manca su L’Unione Sarda oggi in edicola. In calce, nell’articolo, è precisato quanto segue: “Questo articolo non vuole invitare nessuno a servirsi della cura di cui si parla. È solo la storia di una donna che vuole essere libera di curarsi come crede senza per questo perdere buona parte del suo stipendio, senza il quale non potrebbe pagarsi la cura né vivere dignitosamente”.

Perché? perché ovviamente il servizio sanitario nazionale passa, come è giusto che faccia, solo cure riconosciute valide in maniera scientifica. La cosidetta “cura Gerson” non è una cura. La signora in realtà non si sta curando e quindi è giusto che torni al lavoro. La domanda “Perché mi viene negato il diritto di curarmi come voglio?” è quindi tendenziosa, ognuno ha il diritto di curarsi come vuole o con le cure scientificamente approvate o con la fuffa newage ma non c’è un obbligo da parte del SSN di passare cure non validate. (1) La signora può curarsi come vuole, ma a spese sue.

Purtroppo i fondi a disposizione della sanità non sono illimitati e quindi bisogna essere leggermente selettivi sulle cure da finanziare magari scegliendo quelle più efficaci ovvero quelle che hanno dimostrato sperimentalmente di funzionare meglio. La libertà di cura deve essere intesa come libertà, da parte di un adulto consenziente, di curarsi o rovinarsi come più gli pare non come obbligo da parte della collettività di pagare senza fiatare qualsiasi ciarlatanata venga inventata e spacciata come cura alternativa. Ecco il perché.

(1) Io soffro di vaiolo di drago e la cura migliore è la spesa di un sacco di galeoni d’oro (1 galeone son circa 6€ e un sacco Gringott standard ne contiene 200) a settimana. E pretendo che il SSN mi passi la cura, perché non posso curarmi come voglio?

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