Schiavitù…

Stavo leggendo questo interessante pezzo di raphael, e mi è venuto da riflettere. Generalmente in tutte le polemiche della scuola o del lavoro puntualmente salta fuori uno ad urlare che “vogliono renderci tutti schiavi mentre la cultura rende liberi”.  Però il vedere uno zio Tom che blatera di come la sua prodigiosa cultura lo renda libero, mentre si spacca la schiena per 16 ore al giorno nei campi mi farebbe dubitare alquanto della mitica libertà che la sua cultura dovrebbe garantire.

Dove servono gli schiavi? se si studia un poco la storia degli stati uniti si vede che la schiavitù formale era diffusa nel sud agricolo dove occorrevano persone per svolgere lavori semplici ma non meccanizzabili a differenza del nord industriale dove le macchine rendevano superfluo l’uso di schiavi(1). Le riflessioni che ho fatto sono due:  “chi ha bisogno di schiavi?”, e seconda, “come evitare di essere ridotti in schiavitù?”.

La risposta “chiunque ha bisogno di sfruttare persone sottopagandole” potrebbe sembrare giusta ma invece è fuorviante. Posso sfruttare una persona ma se è valida molto probabilmente troverà altro, un negriero meno negriero ad esempio, e se io baso tutto il mio lavoro su di essa sarò io a finire nella merda. Quindi la risposta corretta è “chiunque ha bisogno di sfruttare persone sottopagandole per svolgere lavori in cui sono facilmente sostituibili“.   Quando parlano della delocalizzazione di un call center per la gestione dell’assistenza tecnica puntualmente salta fuori la storia dell’alta professionalità acquisita, del non disperdere un capitale di capacità… peccato che siano balle.  Per addestrare una persona a rispondere al telefono, leggere un elenco di domande preimpostate, classificare la risposta dell’utente e agire di conseguenza basta una giornata, due se vogliamo proprio esser buoni. Quindi trovare un operatore di call center per sostituire uno che per un motivo o per un altro mi molla mi costa sì e no due giorni di addestramento più l’eventuale tempo per trovare il sostituto e fargli il colloquio. Però visto che i call center sono bombardati da CV il trovare un sostituto e renderlo operativo non prende più di due o tre giorni.

Diverso se devo sostituire un project manager o un programmatore esperto (non code monkey), quello che spendo per trovare un valido sostituto(2) è, in tempo e denaro(3), molto quindi non mi conviene rischiare che il tizio mi molli per qualcuno che, semplicemente, non lo obbliga a girare con la scopa nel culo per spazzare l’ufficio.

E questo ci porta alla seconda riflessione: come evitare di poter essere ridotti in schiavitù? E la risposta è: avere potere contrattuale ovvero avere competenze e capacità che servano alla controparte e che rendano oneroso trovare un sostituto(4). Occorre quindi saper fare e ovviamente occorre il sapere alla base del saper fare. Serve cultura, la cultura rende liberi. Ma serve la cultura cultura quella del sapere e del saper fare, non quella che ti fa conoscere quattro parole “esotiche” buone solo per sparati pose da colto. Perché il tuo valore, piaccia o no, sono i costi che il datore di lavoro dovrebbe affrontare per trovare una persona capace di sostituirti nel tuo lavoro e prendere il tuo posto svolgendo il lavoro almeno con la tua stessa qualità. 

Visto da quest’ottica si spiega molta schiavitù, ad esempio quella dei bodyrentallari o dei caporali che piazzano esperti  in C/C++/C#/java/SQL/VisualBasic/ASP/Flash/Javascript/PHP/Python/MySQL/PostgreSQL/Oracle/SQL Server/Windows/Linux/Apache/IIS/Exchange… di 22 anni con laurea, dottorato di ricerca e 15 anni di esperienza… Sostituire uno con quei requisiti con un altro con pari requisiti è immediato, il tempo di cambiare i dati personali nel CV tarocco…

(1) Uno schiavo meccanico è meglio di uno schiavo umano.

(2) Se il project manager o qualche programmatore senior può essere sostituito in quattro e quattr’otto allora il progetto informatico cui lavora l’azienda non vale un c…

(3) il tempo è denaro, ritardi nella consegna del progetto costano, il tempo che devo levare ai miei tecnici per mandarli a fare i colloqui costa…

(4) Ricordo una discussione su punto informatico, e su come quantificare quanto si vale per il cliente o per il datore di lavoro. Discussione ovviamente impestata da persone che da sole tenevano in piedi una multinazionale (segretaria tettona del capo compresa) percependo uno stipendio che avrebbe fatto schifo ad uno schiavo di rosarno. E stranamente non facevano girare CV per cercare altro e mandare aff. i vecchi datori di lavoro.

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