la camorra ci protegge, lo Stato ci uccide…

Aveva 14 anni, morì per una pallottola vagante in uno scontro tra camorristi
Ora in un libro i suoi segreti. Con una profezia: “Il quartiere dove vivo è a rischio”
Il diario di Annalisa, uccisa per errore
“Vorrei fuggire, a Napoli ho paura”

di CONCHITA SANNINO


Annalisa Durante


NAPOLI – “Vivo e sono contenta di vivere, anche se la mia vita non è quella che avrei desiderato. Ma so che una parte di me sarà immortale”. Annnalisa sorride dal risvolto di copertina. Bionda, il volto d’angelo, ma lo sguardo di “scugnizza” catturava il presente con parole di mesta e tagliente lucidità, quella che tocca in dono ai bambini. “Cari genitori, quando Pasqua sarà veramente festa di Rinnovamento, papà avrà un lavoro vero e noi andremo via da Forcella”: ecco cosa scriveva, sei mesi prima di esser uccisa, Annalisa Durante, la quattordicenne caduta nei vicoli dell’antica Vicaria, il 27 marzo 2004, in uno scontro a fuoco tra camorristi.

Era un sabato sera, una pallottola vagante la centrò alla testa mentre si tratteneva sotto casa. Scapparono tutti, lei non ci riuscì: la madre si affacciò e vide i capelli color miele della secondogenita impregnati di sangue, gli occhi verdi già spenti.  (…)

È la ragazza che davanti alla tv non sogna solo di entrare nei programmi di Maria De Filippi: “Magari un giorno ballerò insieme a loro”, ma si interroga anche sui drammatici fatti di cronaca che avvengono a pochi metri da lei. “Non è giusto: si può morire così?”, scrive appena qualche mese prima di essere uccisa, ragionando in solitudine sull’omicidio di Claudio Taglialatela, assassinato per la rapina di un telefonino.

Claudio era solo il penultimo della lista. “Oggi abbiamo visto i funerali di Claudio in televisione. Abbiamo pianto tanto. Mia madre è sconvolta, dice che è la cosa più orribile perdere un figlio. A me mi è venuto il freddo addosso. Che tragedia. Perché si deve morire così? Non è giusto”. Era il 10 dicembre 2003. Il 27 marzo altri avrebbero iscritto Annalisa nello stesso elenco. “Il sogno di mio padre è portarci via da Forcella. Ha ragione. Non mi piace vivere qui”, scrive Annalisa nel diario.  (…)

 

http://www.repubblica.it/2005/k/sezioni/cronaca/diarioannalisa/diarioannalisa/diarioannalisa.html

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Un pensiero su “la camorra ci protegge, lo Stato ci uccide…

  1. L’eco delle proteste in seguito alla morte di un’innocente per mano della cammorramerda si ode fino ad oggi. Oppure mi viene da un universo parallelo?

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