Garantismo e perdonismo

Il garantismo e il perdonismo son due cose che apparentemente sembrano simili ma in realtà sono profondamente diverse. Il garantismo è il richiedere che le regole sull’amministrazione della giustizia vengano rispettate pedissequamente a tutela di tutti. Di tutti perché le cronache, Rignano Flaminio ad esempio, son piene di casi di persone accusate con accuse infamanti, con tanti pronti al linciaggio (la giustizia popolare è sì molto rapida ma raramente precisa) e poi assolte da tutte le accuse.

Il garantismo altro non è quindi che il chiedere che il dettato costituzionale e le norme vengano rispettate sempre ed in ogni caso; anche se Tizio è accusato di essere un pedofilo che stupra e uccide bambini, è giusto che abbia diritto alla difesa nel processo, è giusto che venga considerato colpevole solo dopo sentenza, è giusto che non venga linciato da una folla inferocita stile caccia alle streghe di Salem ed è sacrosanto che non venga linciato prima della sentenza di condanna. Il garantismo viene visto come fumo negli occhi da chi invece ama la rapida giustizia popolare: prendiamo la strega e facciamola alla brace senza tanti cavilli, tanto il bobolo ha sempre ragione e non sbaglia mai.

Il perdonismo o l’innocentismo invece è il sostenere che l’accusato sia innocente. E’ una opinione, legittima, nessuno mi vieta di pensare che Riina sia un santo finito in carcere per gombloddo della magistratura, ma è una opinione che si può condividere o meno. Molti invece confondono garantismo con innocentismo, se pensiamo che Tizio sia innocente allora è giusto applicare le tutele di legge, altrimenti che linciaggio sia.

E’ sbagliato. Le tutele, come la legge, son da applicare sempre, l’alternativa è l’anarchia e leggi applicate a discrezione di chi dovrebbe farle applicare. Un ritorno al medioevo con i suoi bei roghi.

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2 pensieri su “Garantismo e perdonismo

    • il segreto istruttorio serve sia per tutelare le indagini, una fuga di notizie potrebbe far scappare eventuali complici o far loro distruggere prove, minacciare testimoni, sia per tutelare l’inquisito, il saltare direttamente dall’accusa alla sentenza è un vizio di molti.

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