Totò riina, berlusconi e l’ora d’aria

Una prova di quanto la gente sia credulona e pronta a bersi qualsiasi panzana possa dare l’impressione di confermare le idee cui vuole credere è la vicenda dell’intercettazione di Totò Riina durante l’ora d’aria.

A quanto pare Totò, intercettato durante l’ora d’aria, avrebbe confessato ad un compagno di detenzione che berlusconi versava 250 milioni di lire ogni sei mesi.  E puntualmente è partito tutto lo sbroc su abberlusconimafiap2. Pensiamo però un poco a mente fredda. Totò riina, capo di cosa nostra e sottoposto al carcere duro parla liberamente non sospettando di essere intercettato e controllato 24 ore su 24? A meno che non si sia buscato una demenza senile fulminante è difficile credere che possa essere stato così ingenuo.

Seconda cosa: la dichiarazione di riina, se non saltano fuori altri riscontri, non vale niente. Non è scritto da nessuna parte che gli intercettati dicano sempre il vero e che le intercettazioni siano sempre genuine. Uno potrebbe fare lo spaccone, vantarsi di azioni non commesse o essendo conscio di essere intercettato mentire consapevolmente. Perché si da per scontato che abbia detto il vero? Non stiamo parlando di un fessacchiotto qualunque intercettato di nascosto, stiamo parlando di una persona condannata per mafia, per omicidi e altri reati abbastanza gravi e sottoposta al carcere duro; non metterei la mano sul fuoco sulla sua “onestà”.

Eppure è partito il solito coretto isterico di chi, in nome della convenienza politica, ha già deciso che quelle dichiarazioni sono vere come il vangelo dimostrando un senso critico prossimo allo zero. Il caso di Enzo Tortora non ha insegnato niente, purtroppo.

Il 15 settembre 1986 Enzo Tortora viene assolto con formula piena dalla Corte d’appello di Napoli e i giudici smontano in tre parti le accuse rivolte dai camorristi, per i quali inizia un processo per calunnia: secondo i giudici, infatti, gli accusatori del presentatore – quelli legati a clan camorristici – hanno dichiarato il falso allo scopo di ottenere una riduzione della loro pena. Altri, invece, non legati all’ambiente carcerario, avevano il fine di trarre pubblicità dalla vicenda: era, questo, il caso del pittore Giuseppe Margutti, il quale mirava ad acquisire notorietà per vendere i propri quadri.[2]
da http://it.wikipedia.org/wiki/Enzo_Tortora#Gli_anni_ottanta:_il_.22caso_Tortora.22

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5 pensieri su “Totò riina, berlusconi e l’ora d’aria

  1. Non solo non darei credito a Riina, ma ti dico di più. Se fossi nei suoi panni, godrei come un purceddu a trollare i giudici e tutto il bobolo di inderned indignado. Ed il nostro si è rivelato essere un capo spietato ma giammai stupido. Bisognerebbe semplicemente ignorarlo.

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