coglione, cosa hai fatto ?

Stavo discutendo sulla vicenda delle due ragazze italiane rapite in Siria e, a quanto pare, adesso in mano all’ISIS.  A quanto pare le due hanno fatto cavolate abbastanza grandi come l’andare in zona di guerra (ripeto zona di guerra, zona dove si spara e la gente muore) a fare le candy candy della situazione motu proprio, senza prendere contatti con serie organizzazioni non governative ma organizzandosi da sole il viaggio. Organizzazioni che sanno come e dove muoversi in quegli scenari e soprattutto hanno molta cura di organizzare la protezione del loro personale. Se fosse vero sarebbe un incoscienza da manuale. Però pochi ne parlano, c’è una sorta di pudore nel dire ad una persona che si comporta in maniera incosciente che si è comportata in maniera incosciente.

E questo capita anche nel caso di violenze domestiche e non, dire che è pericoloso girare in certe zone a certe ore o che mettersi con un violento è pericoloso causa spesso controaccuse di voler incolpare la vittima e non il carnefice. Basta vedere cosa è capitato a Nebo quando si è chiesto, nel suo articolo, se la tizia menata non avesse pensato che il moroso, soprannominato war machine, attualmente lottatore di MMA e con precedenti per rissa e violenza,  potesse essere un tantinello brusco nelle sue reazioni.

Sollevare la questione “ma non aveva paura di stare con un tizio simile” causa una sbroc reazione del tipo: “vuoi quindi insinuare che sia colpa solo sua e se la sia cercata lei?”. Chiariamoci: è vero che ancora oggi uno dei modi per uscire da una accusa di stupro è accusare la donna di essersela cercata, è altrettanto vero che l’essere un violento non ti autorizza a menare nessuno, ma è sacrosanto che un poco di prudenza per evitare i danni sarebbe opportuna.

Perché la prudenza riguarda la riduzione e l’evitamento del danno, non riguarda comportamenti giusti o sbagliati. Un comportamento può essere lecito ma contemporaneamente essere imprudente. Una ragazza ha il diritto di bere fino all’incoscienza in discoteca o di andare a fare il bagno nuda con un gruppo di ragazzi appena conosciuti in disco(1); questo non giustifica affatto la violenza verso di lei ma non deve neppure impedire di dire che tali situazioni sono situazioni di rischio dove se sei fortunata trovi il bravo ragazzo che ti accompagna a casa ma più frequentemente trovi il bastardo che ne approfitta.

La ragazza ha violato qualche legge? No. Ha avuto un comportamento prudente? No. Il fatto che lei sia stata imprudente giustifica il bastardo? No. Il bastardo si beccherà le conseguenze legali del suo comportamento, lei, purtroppo, quelle della sua imprudenza.

Eppure oggi c’è una certa reticenza a dire e a scrivere che certi comportamenti sono stati imprudenti, che se le vittime si son trovati nei casini è stato anche a causa di cavolate fatte da loro, quasi che questo fatto in qualche modo giustifichi l’aggressore. E questo purtroppo alimenta una certa irresponsabilità delle persone. Irresponsabilità che poi viene alimentata anche dal fatto che molte colpe, a torto o a ragione, vengano scaricate sulla società. La colpa è sempre degli altri e mai della persona. Un esempio possono essere i concorsi per il numero chiuso; un fiorire di scuse: “non sei tu pierfiliberto che non hai studiato e sei sempre stato promosso per pietà nonostante fossi una capra a non essere adatto a studiare medicina, ma la società cattiva che non realizza attivamente i tuoi sogni, è colpa dei docenti che non ti appassionavano alla loro materia, è colpa dei medici che invece della motivazione e delle aspirazioni chiedono matematica e comprensione del testo”. Logico che pierfiliberto, che non è mai stato fatto crescere, la finirà a fare da bamboccione frignante che nonostante il diploma (59,9 periodico/100) e profonda conoscenza di internet (aka pubblicare e inoltrare cavolate su FB) e millemila like sui social trova solo posti a progetto per aiuto spugnetta per francobolli e che non è ancora stato nominato CEO di qualche azienda.

Talvolta la verità ferisce e taglia, ma medico pietoso fa piaga incurabile.

(1) Era capitato a rimini; due tizie conoscono in discoteca un gruppo di ragazzi e quando loro le hanno proposto di andare a fare il bagno nudi hanno accettato; è finita con una presunta violenza sulla spiaggia e una ridda di denunce e contro denunce.

5 pensieri su “coglione, cosa hai fatto ?

    • Non mi sembra tanto politically correct quanto il non voler ammettere che l’essere adulti significa anche dover scegliere e dover subire le conseguenze delle proprie scelte, conseguenze che non son legate al fatto che la scelta riguardi una azione lecita o illecita. Non saprei come definirlo bene comunque.

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  1. Strano che il governo italiano, sempre attento a ciulare soldi al prossimo, non abbia mai istituito una tassa per chi va in paesi “a rischio” (ovvero paesi in guerra oppure con un sistema giudiziario a random).

    Del tipo: vuoi andare in India, Cina, Siria, Ucraina? Per ogni volta che ci vai, paghi 1000 euro a fondo perduto, coi quali si crea un fondo per pagare le spese diplomatiche/riscatto quando sarai rapito.

    Una cosa del genere ci avrebbe magari aiutato con l’India: voi non ci date i marò? E noi colla storia dei 1000 euro da pagare annulliamo di fatto il vostro turismo e il giro di tecnici specializzati che vi vengono a insegnare il lavoro.

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