mozione degli stellini per un embargo verso israele…

Bernini Paolo – M5S con Paolo Bernini

Ieri ho depositato questa mozione, firmata dai deputati di Difesa ed Esteri del M5S.

Scrivere: “colleghi delle commissioni Difesa e Esteri” era troppo complicato? Non pretendo la perfezione assoluta ma un poco di proprietà di linguaggio da parte di un parlamentare non guasterebbe.

La notizia è stata ripresa dal Fatto Quotidiano: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/22/m5s-embargo-bellico-fermiamo-la-vendita-di-armi-allo-stato-di-israele/1068729/

Il TESTO DELLA MOZIONE, qui di seguito:

– premesso che:

in riferimento ai principi contenuti all’art.11 della Costituzione italiana, l’Italia condanna ogni forma di aggressione armata reciproca tra Israele e Palestina, come risoluzione dei conflitti politici;

Cominciamo con le citazioni a sproposito della costituzione, il fatto che l’italia ripudi la guerra non  significa ipso facto che condanna chi entra in guerra.

dal 1948 ad oggi, Israele non ha rispettato settantatre risoluzioni dell’ONU, aggravando di fatto i rapporti interni con i palestinesi e le tensioni con i Paesi confinanti, spesso sfociati in conflitti armati;

Che invece le hanno rispettate pedissequamente…

dal secondo dopoguerra, i conflitti armati intercorsi tra israeliani e palestinesi sono stati caratterizzati da un’evidente disparità di armamenti bellici in dotazione ai rispettivi popoli: nel caso israeliano, il loro rappresenta uno degli eserciti più numerosi e meglio armati del Mondo, mentre nel caso palestinese, la popolazione è sotto embargo di Israele e non possiede nemmeno un esercito regolare;

E allora? Gli yankiee per parità dovevano regalare una atomica al giappone?

negli ultimi dieci anni, dal 2004, vi sono stati 6 conflitti armati tra israeliani e palestinesi, rispettivamente nel: 2004 (Operazione Arcobaleno), 2006 (Operazione Piogge estive), 2008-2009 (Operazione Inverno caldo) e (Operazione Piombo fuso), 2012 (Operazione Pilastro di sicurezza), 2014 (Operazione Margine di protezione). In questi conflitti, la stragrande maggioranza delle vittime, secondo i dati ufficiali, sono state palestinesi. Nelle ultime tre precedenti “operazioni” – solo per citare i più recenti – in “Inverno caldo” sono morti 4 israeliani (3 militari e un civile) a fronte di 112 palestinesi di cui 58 civili. In “Piombo fuso” sono morti 13 israeliani (dieci soldati e tre civili) a fronte di circa 1.330 palestinesi (900 civili e 400 soldati). Mentre durante “Pilastro di sicurezza”, sono morti 5 israeliani a fronte di 161 palestinesi, di cui 71 civili.

e allora? dove sta scritto che in un conflitto debba esserci lo stesso numero di morti da una parte e dall’altra? se una parte entra in guerra quando non è preparata o non è in grado di vincere prende solenni legnate. È dai tempi dei babilonesi che capita…

è in corso un conflitto pluridecennale tra israeliani e palestinesi che dall’8 Luglio 2014 è sfociato, per l’ennesima volta, in una escalation di violenza rappresentata da bombardamenti ai danni del popolo palestinese confinato nella Striscia di Gaza (operazione Margine di protezione), che annovera tra le sue vittime oltre 500 persone – al 21 Luglio 2014 – di cui il 70%, in maggioranza bambini (come testimoniato dal bombardamento del 16 Luglio 2014 sulle spiagge della Striscia, che ha visto come uniche vittime 4 bambini palestinesi ),

Cominciano le sparate: questo documento delle nazioni unite http://www.ochaopt.org/documents/ocha_opt_sitrep_30_07_2014.pdf parla di 827 civili morti di cui 243 bambini. Dov’è il 70% di bambini morti?

ed aggravato da un intervento di terra nella Striscia di Gaza, iniziato in data 18 Luglio 2014. Al 21 Luglio le vittime israeliane sono: 18 soldati e due civili. A questo si aggiunge il bombardamento del 21 luglio 2014, dove un razzo israeliano ha colpito un ospedale di Gaza provocando 4 morti e 17 feriti. Bombardare gli ospedali è proibito dalla Quarta Convenzione di Ginevra che recita, all’articolo 18 quanto segue: “gli ospedali civili organizzati per prestare cure ai feriti, ai malati, agli infermi e alle puerpere non potranno, in nessuna circostanza, essere fatti segno ad attacchi; essi saranno, in qualsiasi tempo, rispettati e protetti dalle Parti belligeranti”

E ai sensi dell’articolo 19 della medesima convenzione l’uso di strutture sanitarie come supporto alle operazioni militari fa cessare immediatamente la protezione accordata dal succitato articolo 18.

da http://www.admin.ch/opc/it/classified-compilation/19490188/index.html, i due articoli

Art. 18

Gli ospedali civili organizzati per prestare cure ai feriti, ai malati, agli infermi e alle puerpere non potranno, in nessuna circostanza, essere fatti segno ad attacchi; essi saranno, in qualsiasi tempo, rispettati e protetti dalle Parti belligeranti.
Gli Stati partecipanti ad un conflitto dovranno rilasciare a tutti gli ospedali civili un documento che attesti il loro carattere di ospedale civile e precisi che gli edifici da essi occupati non sono utilizzati a scopi che, nel senso dell’articolo 19, potessero privarli della protezione.
Gli ospedali civili saranno contrassegnati, semprechè vi siano autorizzati dallo Stato, mediante l’emblema previsto dall’articolo 38 della Convenzione di Ginevra del 12 agosto 19491 per migliorare la sorte dei feriti e dei malati delle forze armate in campagna.
Le Parti belligeranti, in quanto le esigenze militari lo consentano, prenderanno le misure atte a rendere nettamente visibili alle forze nemiche, terrestri, aeree e marittime, gli emblemi distintivi che segnalano gli ospedali civili, allo scopo di scongiurare la possibilità di qualunque azione aggressiva.
In considerazione dei pericoli che la prossimità di obiettivi militari può costituire per gli ospedali, si dovrà vigilare affinchè tali obiettivi ne siano possibilmente lontani.
1 RS 0.518.12

Art. 19

La protezione dovuta agli ospedali civili potrà cessare soltanto qualora ne fosse fatto uso per commettere, all’infuori dei doveri umanitari, atti dannosi al nemico. Tuttavia, la protezione cesserà soltanto dopo che un’intimazione con la quale è fissato, in tutti i casi opportuni, un termine ragionevole, sia rimasta senza effetto.
Non sarà considerato come atto dannoso il fatto che in questi ospedali siano curati dei militari feriti o malati o che vi si trovino armi portatili e munizioni ritirate a questi militari e non ancora consegnate al servizio.

L’uso di ospedali come postazioni per far partire attacchi militari li rende ipso facto obiettivi militari e pertanto il colpirli non è un crimine di guerra.

– considerato che:

L’Unione europea, in risposta alla guerra civile siriana iniziata il 15 Marzo 2011, ha imposto di comune accordo come misura di intervento internazionale, in data 23 Luglio 2012, tramite il Consiglio Affari Esteri riunito a Bruxelles, di estendere le sanzioni alla Siria rafforzando in particolare l’embargo in vigore sulle armi fino a che non fosse terminata la guerra civile. Decisione che ha in seguito lasciato autonomia di scelta ad ogni Stato membro dell’UE a partire dal 28 Maggio 2013.

il conflitto tra israeliani e palestinesi, ovvero due popoli che vivono nei confini dello stesso territorio, Israele, possiede tutte le caratteristiche di una guerra civile;

– impegna il governo:

a interrompere ogni forma di vendita di armi e sistema d’arma allo Stato di Israele, per la durata di 5 anni a partire dall’approvazione della presente mozione. Periodo entro il quale, se non si verificheranno ulteriori operazioni militari e/o violazioni di diritti civili ad opera di Israele ai danni del popolo palestinese, verrà ripristinata la vendita dei suddetti armamenti allo Stato Israeliano. Nel caso di una o più future operazioni militari lanciate da Israele volte a colpire il popolo palestinese, l’embargo sulle armi sarà esteso per 5 anni a partire dalla data di termine dell’ultimo conflitto.

Prima cosa: se noi non vendiamo armi ad israele sicuramente le venderà qualcun’altro.

Seconda cosa: e i qassam lanciati dalla striscia di gaza da dove vengono?

Terzo:  qui non abbiamo un bullo che vuole menare e un poveraccio che le prende, abbiamo due bulli di cui uno, johnny mozzarella, che va a stuzzicare tyson e, nonostante prenda solenni randellate, continua a minacciare e stuzzicare. Per far cessare il conflitto o si riesce a far ragionare entrambe le parti in causa oppure si continuerà ad libitum. Mozioni simili sono controproducenti perché invitano una delle parti a cercare di massimizzare le proprie perdite civili per pietire fondi e finanziamenti a fondo perduto dall’occidente. Fondi usati, se le ultime notizie vengono confermate, per comprare qassam e scavare tunnel sotto gaza verso l’egitto e israele.

Da dei parlamentari mi aspetterei analisi un tantino più complesse e azioni politicamente più oculate che scrivere mozioni, con motivazioni i cui dati sono completamente sballati, buone solo per arruffianarsi il voto degli orbi che vedono tutti i torti solo da una parte e tutte le ragioni solo dall’altra.

La guerra è sangue e merda, trasformarla in un fumettone od in un film sulla resistenza ai tempi di faccialibro rimane controproducente.

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2 pensieri su “mozione degli stellini per un embargo verso israele…

  1. qui non abbiamo un bullo che vuole menare e un poveraccio che le prende, abbiamo due bulli di cui uno, johnny mozzarella, che va a stuzzicare tyson e, nonostante prenda solenni randellate, continua a minacciare e stuzzicare.
    mmm, anche tyson stuzzica ben benone il buon johnny, da troppi anni.
    Diciamo che, tyson è andato a vivere nella villa di johnny, relegandolo a qualche stanza. johnny stuzzica tyson, è vero, ma ogni tanto tyson si prende una stanza di quello che aveva lasciato a johnny, per farci trasferire dei suoi amici. Johnny reagisce, ma ne prende un sacco e una sporta.
    Non diamo tutte le colpe ai palestinesi: anche gli israeliani ci stanno mettendo del loro, e non solo come reazione.

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