il richiamo della foresta…

stavo leggendo l’articolo sulle imprese di mr microchip (e perlone 2014) fatto da una giornalista “amica” delle stronz battaglie del tipo.  Articolo che con un misto di disinformazione, frasi estrapolate dal contesto e colpevolmente fraintese cerca di porre in pessima luce i ricercatori e la sperimentazione animale.

Cui prodest? Penso che vista la batosta presa alle europee, elezioni che tradizionalmente premiano i partiti di protesta(1), i grillini stiano cercando visibilità e di assicurarsi il mantenimento della poltrona. E quale modo migliore per raccattare abbastanza voti che proporsi come l’erede morale della sciura rossa-azzurra paladina dei cuccioli pucciosi?

Ecco spiegato quindi l’attacco contro lo stabulario di modena e il seguente, pessimo, articolo di disinformazione. Di seguito le perle peggiori.

fonte: richiamo-della-foresta*blogautore*repubblica*it/2014/06/19/macachi-prigionieri-a-modena-ispezione-a-sorpresa/#comments [cambiare gli asterischi con i punti]

Macachi prigionieri a Modena: ispezione a sorpresa

(…)

Sono poche, infatti, le specie su cui all’occasione non si decida di sperimentare, ma cosa? I macachi dello stabulario di Modena possono essere studiati per un anno intero con elettrodi impiantati nella scatola cranica, legati a una sedia quando non segregati da soli in una gabbia minuscola, per essere infine uccisi in favore di un esame del cervello. Perché, per curare quale malattia? “Effettivamente, essendo ricerca di base, ha il solo scopo della conoscenza” è la risposta di un ricercatore colta da un video realizzato dentro lo stabulario di Modena. “La cosa veramente affascinante è che più conosci, più ti accorgi che ci sono cose da conoscere” gli fa eco una collega, la quale, ridendo, aggiunge: “Se uno si dovesse frustrare perché non ne vede la fine, allora è meglio che cambi mestiere”. (…)

Nessuno scienziato in quelle frasi vedrà qualcosa di strano o scandaloso. La ricerca di base si fa per comprendere come funzionano le cose e, sicuramente, non si saprà mai tutto. Si continuerà all’infinito aggiungendo un pezzettino di conoscenza all’altro. Ma non esisterà mai un punto in cui potremo dire: conosciamo tutto.  Non è religione, è scienza.

Prima dell’impianto dei neuroni, l’animale selezionato (“il soggetto ideale è un giovane adulto, deve avere caratteristiche comportamentali e fisiognomiche: viene a prendere le caramelline, ha un feeling con lo sperimentatore… ma anche tutti gli altri, più o meno, possono andare incontro alla sperimentazione) trascorre un periodo di addestramento. La scelta ricade sul soggetto più fiducioso, per potergli insegnare movimenti che ripeterà una volta intrappolato nella lunga tortura da cui non uscirà più vivo. (…)

Impianto di neuroni? siamo al trapianto di cervello? il minimo che mi aspetterei da un articolo serio sarebbe un controllo di simili refusi. Si inseriscono elettrodi, come capita ad esempio ad alcune persone umane sofferenti di epilessia. Riguardo al “non uscirà più vivo” , può sembrare cinico ma si tratta di animali nati in cattività, incapaci di vivere allo stato brado. Liberarli nella foresta significa condannarli a morte. Soluzioni? Farli sbranare dai cani? Il problema c’è, qualche proposta di soluzione sarebbe gradita, a criticare son capaci tutti, qualcosa in più, una propostina no?

Un attivista, due anni fa, riuscì a farsi consegnare dall’università modenese un cucciolo di macaco, che ora vive nel santuario faunistico di Monte Adone, scampato all’iter descritto, nel video, dagli stessi ricercatori: “Terminata la fase di addestramento si passa all’intervento chirurgico, creando una breccia ossea al di sopra della zona corticale su cui si vuole andare a studiare. Dopodiché incomincia la fase sperimentale vera e propria… Sono esperimenti condotti in assenza di anestesia… Chi approva al Ministero e all’ISS-Istituto Superiore di Sanità questo tipo di sperimentazione, qui come a Parma, Bologna, Ferrara, Roma, Verona, lo sa… “

Perché anche nel caso umano le operazioni al cervello vengono svolte senza anestesia. Il cervello non ha i ricettori del dolore, cosa che qualsiasi medico può confermare. Ma qui non si sta facendo informazione ma solo puseudoscandalismo per creare indignazione. Mescolando mezze verità e opinioni spacciate come fatti. Uno spettacolo già visto. E la soluzione corretta, come dimostrano le grida di dolore e la rabbia di quattro esaltati, è informare correttamente su cosa si sta ricercando e perché.

Una curiosità. In tempo reale, durante la visita di Bernini, la vice presidente di Pro Test Italia scriveva su facebook: “Ah, certo, perché essere parlamentare ti dà diritto a fare qualunque cosa? Ma vaff…” “Dottoressa, a chi ti riferisci in particolare?” “Eh, per ora è riservato, ma vedrai che in qualche giorno si farà sentire lui… Ti dico solo che è un pentastellato antivisezionista”.

Quotone alla vicepresidente. Ha perfettamente ragione riguardo al Brambillo…

(1) Farange ha avuto un exploit alle europee e una batosta alle amministrative in Inghilterra. E si votava lo stesso giorno.

 

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7 pensieri su “il richiamo della foresta…

  1. A proposito, alle elezioni le battaglia animalare non portano voti. Lo ha scoperto berlusconi a sue spese con la campagna elettorale gestita dalla brambilla…

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    • Si e no. Non ti portano voti se sei il segretario del partito e miri a vincere le elezioni (piazzare molti dei tuoi in parlamento). Se invece miri a raccogliere quel tanto che basta a sederti tu in parlamento, complottisti, animalari e sciroccati assortiti sono un ottimo terreno di caccia, soprattutto perché snobbati dai grossi partiti visto che per loro il gioco non vale la candela.

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      • Il discorso fila, però non spiega per quale motivo anche la stampa vada dietro a questa follia… ha molto da perdere e nulla da guadagnare!

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        • E’ un poco più complesso. Diciamo che alla stampa conviene creare dei casi mediatici cui lucrarci alla grande, come gli scandaletti delle divette alla belen, l’importante è che l’articolo causi dibattito, faccia parlare tanto la gente e faccia salire di molto il contatore visite.
          A differenza di un politico la stampa ha molte più possibilità di rifarsi la verginità, pensa a golia ed al suo “stavamo solo informando” riguardo ad una nota ciarlatanata, che però ha portato tanti ascoltatori.
          E questi sciroccati purtroppo fanno audience, audience che fa gola a chi magari non ha una reputazione di programma o giornale serio da mantenere.

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          • Mi chiedo che fine abbia fatto l’etica del giornalista… calpestata in nome dello share e del denaro conseguete, direi.

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  2. scusa ma in questo momento in cui soldi non ce ne sono forse sarebbe meglio dedicare i pochi soldi a disposizione per studiare i progetti che hanno un fine specifico, cioè migliorare la vita dei malati..la curiosità sempre c’è e sempre ci sarà..è una gran bella cosa ma essendo praticamente infinita e non specifica non si può finanziarla con i soldi pubblici.

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    • per farlo serve la ricerca di base. Ad esempio, se non conosci come funziona il cervello come puoi pensare di riuscire a curare l’epilessia? Se non conosci il ciclo del dolore come puoi ideare nuovi tipi di antidolorifici? La ricerca scientifica è una catena che anello dopo anello ti porta al risultato. Il primo anello è essenziale.

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